"Salerno in CORTOcircuito", nell'edizione 2020 il trionfo di "Tonino"

Pioggia di premi per il lavoro di Gaetano Del Mauro

foto dalla pagina fb Tonino - Il film

Redazione Irno24 07/10/2020 0

La XI Edizione del Festival "Salerno in CORTOcircuito - Sguardi sulla società", svoltosi presso il Foyer cafè letterario, all’interno del Teatro Nuovo di via Laspro, ha visto trionfare il corto "Tonino" di Gaetano Del Mauro, aggiudicandosi quasi tutti i premi: il Premio "Elvira Notari" per il Miglior Cortometraggio, il Premio "Ugo Pirro" della critica e il Premio "Beatrice Vitoldi" per la Miglior recitazione all’attrice non protagonista, Anna Rita Vitolo.

"Tonino", che ha conquistato il pubblico in sala e la Giuria tecnica, è peraltro un’importante memoria storica riguardante l’uccisione del sindacalista Antonio Esposito Ferraioli nella città di Pagani il 30 Agosto 1978. A Francesco D'Antonio è stato consegnato invece il Premio delle Arti Vitruvio Entertainment per il cortometraggio "La triste vita del mago", indicato come il miglior lavoro anche per la sue qualità tecniche. Il secondo corto più votato è stato "Spoon river a Lampedusa" di Rosario Santella, proiettato esattamente 7 anni dopo la tragedia dei migranti nel mare di Lampedusa e che ha commosso tanti dei presenti.

Inizialmente previsto nel mese di Giugno, come tutti gli anni, il Festival è stato poi posticipato ai giorni 2, 3, 4 di Ottobre per i noti motivi legati alla pandemia Covid. Ma lo staff della Rete dei Giovani per Salerno, associazione che da sempre organizza l’evento, con forza e determinazione ha creduto ugualmente nella sua realizzazione.

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Redazione Irno24 17/05/2021

Ciclo di incontri virtuali sui musei salernitani, si comincia il 18 Maggio

“I musei si raccontano” è il titolo della nuova rubrica online realizzata nell’ambito del progetto “Salerno Musei in rete”, percorso di co-progettazione per lo sviluppo dell’offerta culturale cittadina, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, adottato dalla Regione Campania e curato da Mediateur.

Dal 18 maggio al 7 luglio, il lunedì e il mercoledì alle ore 19.00, sulla pagina fb Salerno Cultura, la rubrica presenterà un ciclo di incontri dedicati ai 15 musei salernitani e luoghi di cultura coinvolti nel progetto, col fine di valorizzare le tante e diverse istituzioni museali presenti sul territorio comunale.

Il primo incontro virtuale si terrà domani, occasionalmente di martedì, per celebrare la Giornata Internazionale dei Musei alla quale Salerno aderisce. Ad ogni appuntamento l’Assessore alla Cultura, Antonia Willburger, dialogherà con responsabili, direttori ed esperti delle realtà museali che condivideranno racconti, curiosità e riflessioni sul presente e il futuro dei musei.

I luoghi della cultura coinvolti:

MUSEO CITTÀ CREATIVA
ORTO BOTANICO GIARDINO DELLA MINERVA
MUSEO VIRTUALE SCUOLA MEDICA SALERNITANA
MUSEO ROBERTO PAPI
COLLEZIONE CERAMICHE ALFONSO TAFURI
MUSEO DEL PRESEPE DI PEPPE NATELLA
MUSEO DIOCESANO DI SALERNO
MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE
PINACOTECA PROVINCIALE
COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN PIETRO A CORTE
CASTELLO DI ARECHI
AREA ARCHEOLOGICA DI FRATTE
MUSEO DELLO SBARCO E SALERNO CAPITALE
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PONTECAGNANO
FONDAZIONE EBRIS

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Annamaria Parlato 21/02/2021

Riaperta al culto la Chiesa di San Matteo ad Offiano

Il Parco Regionale dei Monti Picentini da sempre ha rappresentato un crogiolo di storia, arte, tradizioni ed è, soprattutto, un ricco “patrimonio culturale”. Nel corso dei secoli le testimonianze delle numerose dominazioni sorte in quei luoghi, i reperti e gli edifici architettonici ne fanno uno scrigno consistente di “beni” preziosi da preservare. Proprio in località Sordina, tra Salerno e San Mango Piemonte, sorge la Chiesa di San Matteo ad Offiano in cui si ammirano immediatamente il bel portale settecentesco e il campanile più volte rimaneggiato.

La Chiesa è intitolata a San Matteo, patrono della città di Salerno, e nei libri sacri la stessa è citata con l’appellativo di “San Matteo ad Offiano”. I toponimi “Dufiano” od “Offiano” costituivano l’antica denominazione del casale di Sordina. La località e la chiesa si conoscono già nel 1051. Nel 1080 si sa che la nobile famiglia dei Santomango deteneva un diritto di patronato su questa chiesa, e poiché si sa che divenuti signori di Salerno donarono un suolo per consentire nel 1076 l’edificazione del Duomo di Salerno, è probabile che in cambio ottennero il diritto di patronato e la possibilità di intitolare la chiesa di Sordina a San Matteo.

Nel 1542 divenne parrocchia e successivamente fu inclusa nelle altre due di San Mango Piemonte insieme con Santa Maria a Corte. Da un libro manoscritto del 1756, opera del parroco Don Stefano Anzinolfi e conservato presso la parrocchia, risultano elencati con precisione i beni della chiesa e altre note aggiunte dai successori tra cui Don Luigi Alfinito. In particolare, quest’ultimo parroco annota dell’esistenza di una iscrizione posta sul frontespizio secondo la quale la chiesa sarebbe stata costruita nel 1375. Poiché questa iscrizione non esiste più e, considerato il divario di date rispetto al 1051 riportato in “Salerno Sacra”, si potrebbe supporre che l’edificio originario poteva essere di dimensioni più piccole e riferito alla congrega e alla sacrestia, e che nel 1375 sia stata costruita la chiesa come si presenta oggi, con una navata centrale e sei cappelle laterali, tre per lato dedicate a Santa Lucia, San Giuseppe, Santa Caterina, San Vincenzo, San Vito e all'Addolorata.

Da un documento diocesano risulta, poi, che nel 1860 con cinquecento ducati, ricavati dal taglio di querce site nel fondo Catuonzo, fu restaurato il tetto e le due cappelle rovinate, mentre il campanile fu ripristinato ma con un’altezza inferiore. Altri lavori tra cui lo stucco, la volta, il pavimento, i finestroni e il frontespizio furono terminati nel 1908. Mentre le campane attuali furono consacrate nel 1926 da Mosignor Grasso. Gravi danni la chiesa ha subito anche dal terremoto del 1980.

Nei primi anni del 2000, con il rifacimento del tetto con travi in legno lamellare a vista, il ripristino della pavimentazione e dell’intonaco sulle mura esterne, la struttura è stata messa in sicurezza. Fino al 2000 c'erano stati, da parte della Soprintendenza, alcuni primi finanziamenti tesi a consolidamenti parziali, puntellature, coperture provvisorie e impalcature per evitare pericoli e ulteriori danni che potevano derivare anche da infiltrazioni di acque meteoriche.

Nel 2001 per merito dell'Associazione GILCASS (Gruppo Iniziatyiva Locale Cultura Ambiente Sviluppo Sostenibile), presieduta dal Dott. Orazio Elio Genovese, insieme al Parroco Don Angelo Cuozzo, vengono prese una serie di iniziative pubbliche tra cui la partecipazione all'evento di Legambiente "SALVA L'ARTE", una mostra fotografica e un concerto di inni sacri con l'intervento del coro del Duomo di Salerno.

Nel corso di questi eventi in una pubblica assemblea il problema del recupero della chiesa fu posto all'attenzione delle autorità civili e religiose presenti tra cui l'On. Parlamentare Tino Iannuzzi. A seguito di questo evento determinante, nel corso dello stesso 2001, ultimo anno di esercizio finanziario, stando alle disposizioni del CIPE, nel quale si poteva ancora accedere ai fondi stanziati per i beni danneggiati dal sisma del 1980, la chiesa fu inserita nell'elenco delle opere da finanziare. Nell'ottobre del 2002, l'Associazione GILCASS, nella persona del Presidente, riceve la comunicazione dal Parlamento Italiano a firma dell'On. Tino Iannuzzi che per l'inizio del recupero della struttura della Chiesa di Sordina-San Mango veniva stanziato un primo finanziamento di 350 milioni di lire, pari ad € 180.759,91. Una volta inserita nel circuito del recupero, per la sua valenza e l'importanza storico-artistica, la Chiesa ha ricevuto per gli esercizi successivi altri finanziamenti.

Così dichiara il Dott. Orazio Genovese: “Con l'occasione non può non farsi menzione dell'opera solerte e preziosa dei dirigenti e dei tecnici dell'epoca della Soprintendenza ai Beni ed alle Attività culturali di Salerno, in primis l'Ing. Gennaro Miccio. Tuttavia, malgrado il completamento dei lavori strutturali e la messa in sicurezza, la Chiesa è rimasta ancora chiusa per oltre dieci anni perchè mancavano alcuni restauri degli stucchi interni oltre ad alcuni infissi ed impianto di illuminazione. Quest'ultimo tratto di strada è stato il più difficile e più sofferto, perchè mancavano ancora fondi, e perchè capitato nel mezzo della pandemia.

Ciononostante, la comunità parrocchiale, contribuendo anche con offerte private, e soprattutto grazie all'impegno e alla paziente assunzione dell'iniziativa da parte di due nuovi cittadini di Sordina (Umberto Napolitano, Funzionario della Sopraintendenza di Salerno, e Sergio Nappi), è riuscita a percorrere anche quest'ultimo tratto di strada riaprendo al culto e alla fruizione turistica l'importante insula. Senza l'intervento determinante di questi ultimi due cittadini nulla sarebbe stato possibile, perché gli stessi sono riusciti in poco tempo a sensibilizzare le autorità religiose e civili, in primis l'Arcivescovo Metropolita di Salerno Mons. Andrea Bellandi, riguardo l'importanza per le comunità locali di riaprire la Chiesa”.

Dopo quarant’anni dal sisma del novembre del 1980 finalmente è stata riaperta al culto e venerdì 12 febbraio l’Arcivescovo Bellandi ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica insieme al Parocco Don Carlo Maria De Filippis durante la quale c’è stata la consacrazione del nuovo altare in cui sono state inserite le reliquie di S. Matteo Ap. Ev. e S. Vito Martire, confezionate dall’Ufficio Custodia Reliquie della Diocesi. Questa chiesa, per la straordinarietà dell’aspetto e l’importanza storico-artistica merita tutta l’attenzione possibile da parte della comunità civile e religiosa salernitana.

* Le notizie storiche sono tratte dal libro del 2020 di Orazio Elio Genovese “Dalla Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta” e dalle ricerche della Pro Loco di San Mango Piemonte

PH Credits Francesco Paletta

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Redazione Irno24 29/01/2021

Un omaggio a Coco Chanel apre i "Dialoghi con l’arte" al FRaC di Baronissi

In occasione del 50esimo anniversario dalla sua scomparsa, avvenuta il 10 gennaio del 1971 nella lussuosa suite dell’Hotel Ritz di Parigi, il Museo-FRaC di Baronissi celebra Coco Chanel, all'anagrafe Mademoiselle Gabrielle Bonheur, e il suo genio creativo.

Grande stilista francese, ha rivoluzionato il concetto di femminilità, icona della moda, figura fondamentale del fashion design del ventunesimo secolo. L'evento "Coco Chanel line", in cartellone il 29 gennaio alle ore 19 sui canali digitali del museo, apre la rassegna "Dialoghi con l’arte", a cura dell’associazione culturale "Tutti Suonati".

Un format che si propone la divulgazione di contenuti relativi al mondo delle arti contemporanee, condotta attraverso il dialogo interattivo e dinamico, che mette in relazione il contesto artistico di riferimento, esperti del settore e il pubblico del Museo-FRaC, accompagnandosi al più ampio programma di mostre ed esposizioni del Fondo Regionale d'Arte Contemporanea.

LINK DI PARTECIPAZIONE (CON BROWSER CHROME)

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