A gennaio 2025 crescono le assunzioni a Salerno, +7% rispetto al 2024
I dati Excelsior su previsioni occupazionali elaborati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio
Redazione Irno24 13/01/2025 0
In provincia di Salerno, il mese di gennaio 2025 si apre con prospettive occupazionali positive: sono previste 7.260 nuove assunzioni, mentre nel trimestre gennaio-marzo il numero sale a 23.580. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra un incremento del 7% su base mensile e dell’8,6% sul trimestre. A livello regionale, la Campania totalizza 38.800 nuove entrate previste, mentre in tutta Italia il dato complessivo raggiunge le 497.400 assunzioni.
Particolarmente rilevanti sono i risultati del settore industria, che in provincia di Salerno cresce del 10,4% su base annua, in netta controtendenza rispetto al calo del 6,4% registrato a livello nazionale. Anche i servizi mostrano un incremento del 5,3%. Il comparto turistico è il principale motore della crescita occupazionale, con un sorprendente aumento dell’87,7% rispetto a gennaio 2024 e un +34,1% nel trimestre. Buone performance anche per il commercio, che registra un +10,9% sul mese e un +9,7% sul trimestre. L’industria, invece, segna un saldo positivo sia nel manifatturiero (+7,6% sul mese e +14% sul trimestre) che nelle costruzioni (+15,1% su gennaio 2024 e +13,7% sul trimestre).
Cresce però la difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato: il 44% delle aziende segnala problemi, rispetto al 43% dello scorso anno. In calo la domanda di giovani lavoratori (26% delle entrate previste, contro il 29% di gennaio 2024) e di lavoratori immigrati (18% rispetto al 20%). Nel dettaglio, il 68% delle nuove assunzioni sarà nel settore dei servizi e il 73% riguarderà imprese con meno di 50 dipendenti. Tuttavia, solo il 22% delle posizioni previste sarà stabile (contratti a tempo indeterminato o apprendistato), mentre il 78% consisterà in contratti a termine. Tra le figure più richieste, il 20% delle posizioni sarà destinato a dirigenti, tecnici e specialisti, ma questa quota rimane inferiore alla media nazionale (25%). Infine, il 15% delle posizioni sarà riservato a personale laureato.
Queste, in sintesi, le elaborazioni dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Salerno, basate sull'analisi dei dati del sistema informativo Excelsior, sviluppato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per monitorare le previsioni occupazionali delle imprese private nei settori dell'industria e dei servizi.
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Vola export agroalimentare, podio tutto meridionale con Campania terza
Crescono solo le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy, che con un aumento del +1,9% fanno segnare nel 2020 il massimo storico di sempre con un valore di 46,1 miliardi, spinto dal successo della dieta mediterranea sulle tavole mondiali nonostante i pesanti limiti della pandemia Covid. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi alle esportazioni delle Regioni che vedono l’alimentare del Sud volare all’estero con un balzo del 7.4%.
Se nell’ordine sono il Molise (+32,3%), la Basilicata (24,7%) e la Campania (13,1%) a far registrare le performance migliori, l’alimentare – sottolinea la Coldiretti – in controtendenza al calo generale aumenta in tutte le realtà territoriali dal Nord Ovest (+0,6%) al Nord Est (+1%), dal Centro (+1,7%) al Mezzogiorno (+7,4%).
Le esportazioni dei prodotti agroalimentari Made in Italy nel 2020 sono state dirette per oltre la metà (55%) all’interno dell’Unione Europea con la Germania che si classifica come il principale cliente con 7,73 miliardi in crescita del 6% mentre al secondo posto c’è la Francia con 5.08 miliardi che rimane stabile e a seguire con 3,6 miliardi la Gran Bretagna (+2,8%) uscita con la Brexit. Ad essere avvantaggiate sono state nell’ordine le esportazioni nazionali di conserve di pomodoro (+17%), pasta (+16%), olio di oliva (+5%) e frutta e verdura (+5%) che hanno raggiunto in valore il massimo di sempre.
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Crisi trasporto pomodori, Coldiretti Campania: "Pronti coi trattori"
Trovare soluzioni alternative per eliminare gli alibi e salvare la produzione dei pomodori da conserva. È la proposta che Coldiretti Campania, rappresentata dal direttore regionale Salvatore Loffreda, ha portato al tavolo d’urgenza in Regione convocato sulla crisi dall’assessore all’agricoltura Nicola Caputo.
"Se il problema dell’industria conserviera è il trasporto – ha dichiarato Loffreda – siamo pronti a mobilitare i trattori delle aree interne per agevolare il carico e la consegna presso gli stabilimenti di trasformazione, evitando di innescare così tensioni sul mercato tra Campania e Puglia".
Alla luce del rischio di lasciare il prodotto a terra, facendo crollare i prezzi, l’assessore Caputo ha manifestato la volontà di prevedere dei risarcimenti. A tale proposito, nel suo intervento, il direttore regionale di Coldiretti ha proposto di raccogliere una scheda con la dichiarazione del danno presunto, corredato da documentazione fotografica e fascicolo aziendale, indicando il contratto in essere con l’agroindustria per il ritiro.
"In questo modo – ha sottolineato Loffreda – avremo contezza della reale entità del danno e dello stato dei rapporti tra agricoltori e filiera industriale. Il tavolo regionale, a cui erano presenti anche i rappresentanti degli opifici agroalimentari, ha accolto la proposta.
Coldiretti Campania ha già attivato i suoi uffici territoriali per supportare gli agricoltori nella compilazione della domanda. Occorre andare alla radice del problema – ha concluso Loffreda – altrimenti non riusciremo a capire chi sta giocando sulla pelle degli agricoltori, puntando a speculare o sul trasporto o sul crollo dei prezzi".
Al danno si aggiunge la beffa – denuncia infine Coldiretti Campania – visto che in alcuni Comuni, dove i camion sono in fila per entrare nelle industrie conserviere, la polizia urbana sta cominciando a elevare multe per la sosta e per la polvere sollevata. Un atteggiamento di scarsa collaborazione – conclude Coldiretti Campania – da parte di Enti locali che aggravano le difficoltà economiche di un settore che offre lavoro e reddito.