Altra settimana di controlli in zona gialla, 103 persone multate nel salernitano

Sanzioni anche per 8 titolari di esercizi commerciali

Redazione Irno24 09/05/2021 0

Anche in questa settimana di zona gialla (3-9 Maggio) non sono mancati gli specifici servizi di controllo, disposti dal Questore di Salerno con apposita ordinanza, d’intesa con i Comandanti Provinciali dell’Arma Carabinieri e della Guardia di Finanza, e che hanno visto il rilevante contributo operativo offerto dagli equipaggi della Polizia Locale, della Polizia Provinciale e dell’Esercito Italiano. Occhi puntati sui luoghi di maggiore aggregazione e, per questo, più esposti al rischio di possibili affollamenti.

Questi i risultati delle attività settimanali nel salernitano: 7868 persone controllate; 4979 veicoli controllati; 1421 esercizi pubblici controllati; 103 persone sanzionate per mancato uso della mascherina o perchè trovati, senza giustificato motivo, in strada dopo le ore 22.00; 8 titolari di esercizi commerciali sanzionati per mancato rispetto delle normative anti Covid, dei quali uno colpito anche da sanzione amministrativa accessoria.

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Redazione Irno24 23/03/2022

Prefettura attiva piattaforma "Inclusione Ucraini Salerno"

La Prefettura di Salerno lancia la piattaforma “InclU.SA - Inclusione Ucraini Salerno” per il monitoraggio delle presenze dei cittadini ucraini nel territorio provinciale, dove sono giunti, al momento, circa 2.000 profughi in fuga dalla guerra. “In questa delicata fase di arrivi spontanei e non programmati, prevalentemente di donne e minori che stanno giungendo per piccoli gruppi e con mezzi propri, abbiamo realizzato un portale dedicato alla raccolta dei dati contenuti nelle dichiarazioni di presenza che i cittadini ucraini sono obbligati, per legge, ad effettuare presso gli uffici di polizia e i comuni”, dichiara il Prefetto di Salerno Francesco Russo.

“In questo modo - prosegue il Prefetto - si semplificano gli adempimenti e si evitano ai cittadini inutili spostamenti che, in una provincia estesa come la nostra, aggraverebbero ulteriormente la condizione di chi è già fortemente provato per essere stato costretto a lasciare la propria casa e la propria terra”.

L’obiettivo è quello di ottenere una “fotografia” in tempo reale della situazione e di disporre di un quadro sempre aggiornato della presenza dei profughi ucraini sul territorio della provincia, anche in attuazione delle indicazioni ministeriali che richiamano l’attenzione sul ruolo chiave delle Prefetture nella gestione dell’accoglienza e nel monitoraggio del fenomeno.

Inoltre, sul sito istituzionale della Prefettura di Salerno è stata realizzata la sezione informativa denominata “Emergenza Ucraina”, tradotta anche in lingua ucraina, nell’ottica di indirizzare, attraverso una informazione chiara e trasparente, sia gli addetti ai lavori sia i cittadini (ucraini, ma anche chiunque intenda offrire il proprio contributo).

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Redazione Irno24 14/08/2020

Primi dati su rientri in Campania, oltre 500 segnalazioni all'Asl Salerno

Sono stati diffusi dalle ASL - si legge nel resoconto dell'unità di crisi regionale - i primi dati dei rientri nel territorio campano, in attuazione dell'ordinanza 68 del 12 Agosto. In totale sono pervenute 2341 segnalazioni di rientro: 1.374 via mail, 967 via telefono. L'ASL di Salerno ha raccolto 547 segnalazioni. Sono stati effettuati 131 tamponi di cui si attendono i risultati.

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Redazione Irno24 14/05/2021

Streaming illegale, smantellata organizzazione: perquisizioni anche a Salerno

Vasta operazione della Polizia di Stato contro la pirateria audiovisiva finalizzata al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali. I provvedimenti sono stati eseguiti in diverse città italiane e sono stati impiegati nell’operazione più di 200 specialisti provenienti da 11 Compartimenti regionali della Polizia Postale (Catania, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Ancona, Roma, Cagliari, Milano, Firenze, Venezia), che operando sul territorio di 18 province hanno smantellato la complessa infrastruttura criminale, sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico.

La Procura Distrettuale di Catania ha coordinato approfondite indagini, durate diversi mesi, in materia di pirateria audiovisiva finalizzate al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali, delegate alla Polizia postale e delle Comunicazioni che aveva segnalato l’esistenza di una complessa infrastruttura tecnologica operante a livello nazionale e responsabile della diffusione via Internet, attraverso numerosi siti, del segnale illegalmente captato di numerose piattaforme di contenuti televisivi a pagamento (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix).

Il Pubblico ministero titolare delle indagini ha contestato ai 45 indagati il delitto di associazione a delinquere finalizzato alla commissione dei delitti di accesso abusivo a sistema informatico protetto da misure di sicurezza (615 ter aggravato c.p.), di frode informatica aggravata dall’ingente danno arrecato (art. 640 ter c.p.) e di abusiva riproduzione e diffusione a mezzo Internet di opere protette dal diritto di autore e opere dell’ingegno (art. 171 ter legge n. 633/1941). Una importante “centrale” è stata individuata nella città di Messina, la sua disattivazione e sequestro ha fatto rilevare che essa gestiva circa l’80% del flusso illegale IPTV in Italia.

L’associazione per delinquere si basa su uno schema piramidale e vede il sinergico operare di diversi soggetti i quali, pur non essendo personalmente noti gli uni agli altri, si legano stabilmente per costruire i vari tasselli della struttura illecita. In tale modo, i contenuti protetti da copyright vengono, dapprima acquistati lecitamente, come segnale digitale, dai vertici dell’organizzazione (le c.d. “Sorgenti”) e, successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica ed organizzativa, vengono trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, trasmessi attraverso una fitta intelaiatura criminale ad una rete capillare di rivenditori ed utenti finali, dotati di connessione internet domestica ed apparecchiature idonee alla ricezione (l’ormai noto “pezzotto”).

Le complesse indagini, compiute dalla Polizia Postale di Catania, fin dalle prime investigazioni avevano messo in luce la presenza su Telegram, in vari social network e in diversi siti di bot, canali, gruppi, account, forum, blog e profili che pubblicizzavano la vendita, sul territorio nazionale, di accessi per lo streaming illegale di contenuti a pagamento tramite IPTV delle più note piattaforme. Le investigazioni si sono avvalse di complesse attività di analisi informatiche, documentali, riscontri bancari e servizi di osservazione ed appostamento.

Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale informatico nonché i server ed i dispositivi illegali utilizzati per le connessioni e le attività di diffusione dello streaming. Nelle abitazioni di alcuni degli indagati è stato sequestrato denaro in contante per decine di migliaia di euro ritenuto provento dell’attività illecita. L’attività fraudolenta che consta di circa 1.500.000 di utilizzatori, che pagano € 10 al mese, ha prodotto un volume d’affari per la criminalità pari a € 15.000.000 mensili, ed al contempo ha determinato un ben superiore mancato introito per i fornitori di servizi televisivi a pagamento.

Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Roma, Catania, Messina, Siracusa, Bari, Taranto, Fermo, Verona, Palermo, Agrigento, Napoli, Caserta, Salerno, Pisa, Pistoia, Milano, Potenza e Cagliari.

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