Appello del Nursind Salerno a Fico: "Subito un direttore generale al Ruggi"

"Che conosca a fondo le criticità dell’azienda e sia in grado di assumere decisioni coraggiose"

Redazione Irno24 28/05/2026 0

Il tempo passa, i problemi si accumulano e al vertice dell’Azienda Ruggi di Salerno manca ancora una guida stabile. È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato dalla segreteria territoriale del Nursind di Salerno che, con una lettera indirizzata al governatore della Regione Campania, Roberto Fico, chiede di accelerare senza ulteriori rinvii sulla nomina del nuovo Direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona".

Nel documento, il sindacato evidenzia come l’assenza di una guida amministrativa stabile stia determinando un rallentamento della governance aziendale, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione interna e sulle attività assistenziali. "La situazione del Ruggi non consente ulteriori attese - dichiara il segretario generale del Nursind Salerno, Biagio Tomasco - serve immediatamente un direttore generale che conosca a fondo le criticità dell’azienda e che sia in grado di assumere decisioni chiare e coraggiose.

Attualmente, il peso della gestione ricade quasi esclusivamente sull’attuale facente funzione, a cui va la nostra solidarietà per il lavoro svolto in un contesto estremamente complesso. Abbiamo chiesto al governatore Fico un intervento rapido e deciso, perché la città di Salerno e l’intera organizzazione sanitaria provinciale meritano una governance forte, trasparente e capace di affrontare le sfide future. La nomina del nuovo Direttore generale non può più essere rinviata".

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Redazione Irno24 11/01/2022

Studio FIASO, il 34% dei positivi ricoverati non è in ospedale per il Covid

Il 34% dei pazienti positivi ricoverati non è malato Covid: non è in ospedale per sindromi respiratorie o polmonari e non ha sviluppato la malattia da Covid ma richiede assistenza sanitaria per altre patologie e al momento del tampone pre-ricovero risulta positivo al Sars-Cov-2. Uno su tre, dunque, sia pur con infezione accertata al virus Sars-Cov-2, viene ospedalizzato per curare tutt’altro: traumi, infarti, emorragie, scompensi, tumori.

I dati emergono da uno studio fatto da FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) sui ricoveri di 6 grandi aziende ospedaliere e sanitarie: Asst Spedali civili di Brescia, Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Irccs Aou di Bologna, Policlinico Tor Vergata, Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino e Policlinico di Bari. In tutto sono stati analizzati 550 pazienti ricoverati nelle aree Covid dei sei ospedali: un campione pari al 4% del totale dei ricoverati negli ospedali italiani. La rilevazione è stata effettuata in data 5 gennaio.

Dei complessivi 550 pazienti monitorati, 363 (il 66%) sono ospedalizzati con diagnosi da infezione polmonare. Mentre 187 (il 34%) non manifestano segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare: ovvero sono stati ricoverati non per il virus ma con il virus. Per lo più si tratta di pazienti arrivati in ospedale o al pronto soccorso per altri problemi e che, al momento del ricovero che prevede il tampone, vengono trovati portatori dell’infezione da Sars-Cov-2 ma senza sintomi di malattia. La diagnosi da infezione da Sars-Cov-2 è dunque occasionale.

Per la stragrande maggioranza, il 36% del totale dei ricoverati positivi ma senza sintomi respiratori, si tratta di donne in gravidanza che necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica. Il 33%, invece, è composto da pazienti che hanno subito uno scompenso della condizione internistica derivante da diabete o altre malattie metaboliche, da patologie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche o broncopneumopatie croniche. Un’altra quota, pari all’8%, riguarda pazienti con ischemie, ictus, emorragie cerebrali o infarti. Un altro 8%, invece, è rappresentato da quei pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico urgente e indifferibile pur se positivi al Covid. C’è inoltre una parte, complessivamente il 6% del totale, di pazienti che arrivano al pronto soccorso a causa di incidenti e richiedono assistenza per vari traumi e fratture.

Da sottolineare inoltre la differenza di età tra i due gruppi di degenti positivi. I pazienti ricoverati per il Covid sono molto più anziani e hanno in media un’età di 69 anni mentre i soggetti contagiati privi di sintomi e ricoverati per altre patologie hanno in media 56 anni. Tra i soggetti che hanno sviluppato la malattia polmonare da virus risulta vaccinato con un ciclo completo di tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi solo il 14% di contro tra coloro che sono positivi al Sars-Cov-2 ma sono ricoverati per altre patologie è vaccinato con tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi il 27%. In entrambi i gruppi c’è una preponderanza di soggetti non vaccinati o che non hanno ancora fatto la dose booster.

“Se si usa come parametro non l’infezione da Sars-Cov-2 ma la malattia da Covid, l’efficacia del vaccino risulta essere molto solida. L’età media di 69 anni, molto più alta nei pazienti che sviluppano la sindrome polmonare, evidenzia come il rischio di malattia si concentri tra i 60 e gli 80 anni; questo dato conferma dunque l’indirizzo del Governo che, attraverso l’obbligo, ha voluto mettere in sicurezza gli ultra 50enni. Resta prioritario il vaccino perché il fattore di rischio più importante, oltre alle comorbidità, resta l’età”, commenta il professor Silvio Tafuri, ordinario di Igiene dell’Università di Bari e coordinatore della control room Covid del Policlinico di Bari, che ha partecipato allo studio.

“Ci aspettiamo di dover far fronte a un numero sempre più ampio, vista l’ampia circolazione e l’elevata contagiosità del virus, dei ricoveri per patologie non Covid in pazienti che, però, hanno l’infezione - dichiara il Presidente Fiaso, Giovanni Migliore - Va riprogrammata l’idea dell’assistenza creando non solo reparti Covid e no Covid, ma è necessario realizzare nuove strutture polispecialistiche in cui sia garantita l’assistenza specialistica cardiologica, neurologica, ortopedica in pazienti che possono presentare l’infezione da Sars-Cov-2. Occorre pensare a reparti Covid per il cardiotoracico, per la chirurgia multispecialistica. Per l’ostetricia già in molti ospedali sono state realizzate aree Covid. A Brescia e Bari esistono anche degli ambulatori per la dialisi di pazienti positivi. Bisogna riprogrammare sulla base delle nuove esigenze l’assistenza sanitaria”.

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Redazione Irno24 21/01/2025

Droga dalla Spagna anche a Salerno, arrestate 12 persone

Duro colpo ad un traffico internazionale di droga dalla Spagna, di cui beneficiavano anche le piazze di spaccio del napoletano e del salernitano. La Procura di Napoli Nord, infatti, ha disposto l'arresto di 12 persone (7 vanno in carcere, 5 ai domiciliari) coinvolte nella vicenda.

L'indagine è scattata dopo l'arresto, nel febbraio 2024, di un corriere che aveva trasportato 50 kg di cocaina dalla Spagna all'Italia. Intercettazioni telefoniche, controllo del territorio e la cooperazione di Eurojust hanno permesso agli investigatori di chiudere il cerchio, arrestando gli indagati e sequestrando 300 kg di droga (trasportata in Italia principalmente su gomma) per un giro da 10 milioni di euro.

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Redazione Irno24 03/06/2026

Salerno, Nicola Cantone candidato prescelto come DG del "Ruggi"

La Giunta regionale della Campania, ad esito dei lavori della Commissione di Esperti, nominata con Decreto del Presidente n. 25/2026, ha indicato, nel corso della seduta odierna, l’avv. Nicola Cantone come candidato prescelto alla nomina di Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria "Ruggi d'Aragona" di Salerno. La proposta viene ora trasmessa al Rettore dell’Università di Salerno per acquisire la prevista intesa.

Cantone, avvocato aversano, è laureato con lode in giurisprudenza alla Federico II ed ha esercitato la professione legale fino al 2012. Già direttore amministrativo della ASL Napoli 2, poi commissario straordinario e Direttore Generale dell’AOU Ruggi d’Aragona, vanta una lunga esperienza anche nella sanità privata come amministratore delegato.

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