Studio FIASO, il 34% dei positivi ricoverati non è in ospedale per il Covid

Dei complessivi 550 pazienti monitorati, 187 non manifestano segni di interessamento polmonare

foto di archivio

Redazione Irno24 11/01/2022 0

Il 34% dei pazienti positivi ricoverati non è malato Covid: non è in ospedale per sindromi respiratorie o polmonari e non ha sviluppato la malattia da Covid ma richiede assistenza sanitaria per altre patologie e al momento del tampone pre-ricovero risulta positivo al Sars-Cov-2. Uno su tre, dunque, sia pur con infezione accertata al virus Sars-Cov-2, viene ospedalizzato per curare tutt’altro: traumi, infarti, emorragie, scompensi, tumori.

I dati emergono da uno studio fatto da FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) sui ricoveri di 6 grandi aziende ospedaliere e sanitarie: Asst Spedali civili di Brescia, Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Irccs Aou di Bologna, Policlinico Tor Vergata, Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino e Policlinico di Bari. In tutto sono stati analizzati 550 pazienti ricoverati nelle aree Covid dei sei ospedali: un campione pari al 4% del totale dei ricoverati negli ospedali italiani. La rilevazione è stata effettuata in data 5 gennaio.

Dei complessivi 550 pazienti monitorati, 363 (il 66%) sono ospedalizzati con diagnosi da infezione polmonare. Mentre 187 (il 34%) non manifestano segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare: ovvero sono stati ricoverati non per il virus ma con il virus. Per lo più si tratta di pazienti arrivati in ospedale o al pronto soccorso per altri problemi e che, al momento del ricovero che prevede il tampone, vengono trovati portatori dell’infezione da Sars-Cov-2 ma senza sintomi di malattia. La diagnosi da infezione da Sars-Cov-2 è dunque occasionale.

Per la stragrande maggioranza, il 36% del totale dei ricoverati positivi ma senza sintomi respiratori, si tratta di donne in gravidanza che necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica. Il 33%, invece, è composto da pazienti che hanno subito uno scompenso della condizione internistica derivante da diabete o altre malattie metaboliche, da patologie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche o broncopneumopatie croniche. Un’altra quota, pari all’8%, riguarda pazienti con ischemie, ictus, emorragie cerebrali o infarti. Un altro 8%, invece, è rappresentato da quei pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico urgente e indifferibile pur se positivi al Covid. C’è inoltre una parte, complessivamente il 6% del totale, di pazienti che arrivano al pronto soccorso a causa di incidenti e richiedono assistenza per vari traumi e fratture.

Da sottolineare inoltre la differenza di età tra i due gruppi di degenti positivi. I pazienti ricoverati per il Covid sono molto più anziani e hanno in media un’età di 69 anni mentre i soggetti contagiati privi di sintomi e ricoverati per altre patologie hanno in media 56 anni. Tra i soggetti che hanno sviluppato la malattia polmonare da virus risulta vaccinato con un ciclo completo di tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi solo il 14% di contro tra coloro che sono positivi al Sars-Cov-2 ma sono ricoverati per altre patologie è vaccinato con tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi il 27%. In entrambi i gruppi c’è una preponderanza di soggetti non vaccinati o che non hanno ancora fatto la dose booster.

“Se si usa come parametro non l’infezione da Sars-Cov-2 ma la malattia da Covid, l’efficacia del vaccino risulta essere molto solida. L’età media di 69 anni, molto più alta nei pazienti che sviluppano la sindrome polmonare, evidenzia come il rischio di malattia si concentri tra i 60 e gli 80 anni; questo dato conferma dunque l’indirizzo del Governo che, attraverso l’obbligo, ha voluto mettere in sicurezza gli ultra 50enni. Resta prioritario il vaccino perché il fattore di rischio più importante, oltre alle comorbidità, resta l’età”, commenta il professor Silvio Tafuri, ordinario di Igiene dell’Università di Bari e coordinatore della control room Covid del Policlinico di Bari, che ha partecipato allo studio.

“Ci aspettiamo di dover far fronte a un numero sempre più ampio, vista l’ampia circolazione e l’elevata contagiosità del virus, dei ricoveri per patologie non Covid in pazienti che, però, hanno l’infezione - dichiara il Presidente Fiaso, Giovanni Migliore - Va riprogrammata l’idea dell’assistenza creando non solo reparti Covid e no Covid, ma è necessario realizzare nuove strutture polispecialistiche in cui sia garantita l’assistenza specialistica cardiologica, neurologica, ortopedica in pazienti che possono presentare l’infezione da Sars-Cov-2. Occorre pensare a reparti Covid per il cardiotoracico, per la chirurgia multispecialistica. Per l’ostetricia già in molti ospedali sono state realizzate aree Covid. A Brescia e Bari esistono anche degli ambulatori per la dialisi di pazienti positivi. Bisogna riprogrammare sulla base delle nuove esigenze l’assistenza sanitaria”.

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Redazione Irno24 14/09/2021

Amministrative, contributo di idee della Cisl provinciale ai candidati Sindaco

Un contributo di idee da offrire al dibattito programmatico in occasione delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021. Questo l’obiettivo della Cisl Salernitana che, nelle scorse ore, ha inviato un documento ai candidati sindaco delle comunità della provincia chiamate a rinnovare consigli comunali e primi cittadini. Un’iniziativa che ha come obiettivo un possibile confronto finalizzato a migliorare le prospettive economiche, sociali e politiche del comprensorio nel suo complesso.

"Le elezioni per il rinnovo delle amministrazioni comunali interesseranno diversi importanti città della provincia di Salerno. La fase storica che segue l'auspicata fine della pandemia deve essere contraddistinta da uno sforzo a tutti i livelli per promuovere e favorire la ripresa economica. Quindi anche gli Enti locali, specie quelli con oltre 15/20.000 abitanti, devono ritagliarsi un ruolo attivo per il rilancio e la ripresa", ha detto Gerardo Ceres, segretario generale della Cisl provinciale.

"I programmi del Next - Generation EU e le linee guida approvate dalla Commissione EU assegnano risorse significative per promuovere e favorire la transizione digitale e quella ecologica, ma anche per le politiche di coesione, in particolare nelle realtà meridionali. Colmare i divari generazionali, di genere e quelli territoriali è l'obiettivo che giustifica gli investimenti del Recovery Plan.

Questa necessaria premessa motiva l'interesse di un sindacato come la Cisl a che vi sia piena consapevolezza da parte dei candidati a sindaco e delle rispettive coalizioni e liste di sostegno, affinché si colgano tutte le opportunità per le proprie comunità e più complessivamente per i territori nella loro dimensione più vasta”.

Dunque, per la Cisl, avere un proprio disegno attinente la rigenerazione urbana, le politiche abitative, la transizione ecologica, la transizione digitale, le pari opportunità, significa avere una visione che tende a favorire il lavoro e lo sviluppo dell’economia locale, qualificando professionalità, investendo in nuove opportunità e in nuove competenze, per accrescere la qualità della vita nelle singole comunità.

“Questo elemento è per il sindacato confederale, per la Cisl in particolare, centrale nelle valutazioni sulle proposte politiche che si confronteranno nelle sfide municipali. Con queste nostre proposte, ovviamente non esaustive, siamo disponibili ad acquisire riscontri di natura programmatica da parte dei candidati a sindaco e apprezzarli nelle valutazioni con la nostra base associativa, i delegati e le rappresentanze sindacali aziendali”, ha concluso Ceres.

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Redazione Irno24 07/07/2022

Salerno Porta Ovest, tavolo in Prefettura per viabilità: prime contravvenzioni

Nel pomeriggio di oggi, 7 luglio, si è insediato il “tavolo” presieduto dal Prefetto di Salerno, Francesco Russo, per monitorare l’andamento del dispositivo di regolamentazione del traffico sull’A3 “Napoli-Pompei-Salerno”, dove, dalle ore 7:00 di stamane, è in vigore il divieto di circolazione per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate tra gli svincoli di Cava e Salerno Centro, in entrambe le direzioni di marcia.

Tale limitazione, con l’individuazione di appositi percorsi alternativi, si è resa necessaria per consentire la ripresa in sicurezza dei lavori relativi al completamento della Galleria “Porta Ovest”, a partire dalla data odierna, sulla base delle esigenze rappresentate nelle scorse settimane dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, committente dell’opera, d’intesa con il Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile.

Il Prefetto ha preannunciato che l’organismo appena costituito sarà strutturato con carattere “permanente” e in maniera “flessibile”, per gestire tutte le possibili criticità, sia sotto il profilo della viabilità, sia per quanto attiene agli aspetti di protezione civile finalizzati al supporto alla popolazione. Nel corso dell’incontro, è stato effettuato un primo report sugli specifici servizi attuati dalla Polizia Stradale per garantire il rispetto dell’ordinanza: nella giornata di oggi non si sono registrate particolari criticità, con incolonnamenti di veicoli più intensi allo svincolo di Cava rispetto a quello di Salerno Centro, e un “picco” nella fascia centrale della mattinata.

Nello specifico, sono state elevate 6 contravvenzioni ad altrettanti trasgressori, con l’elevazione di 4 verbali a conducenti di trasporto merci (ai quali sono state irrogate la sanzione pecuniaria, pari a 430 €, la sospensione della patente di guida e il fermo amministrativo del veicolo da 1 a 6 mesi) e 2 verbali a conducenti di trasporto persone, ai quali è stata irrogata la sola sanzione pecuniaria, pari a 173 €, come previsto dall’art. 6 del Codice della Strada.

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Redazione Irno24 03/11/2021

RdC, nel salernitano denunciati in 253 che non ne avevano diritto

Nel periodo compreso tra i mesi di giugno ed ottobre 2021, le Stazioni Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno condotto una capillare attività d'indagine sulla verifica dei requisiti previsti per la concessione del reddito di cittadinanza, al termine della quale è stato accertato che, su un campione esaminato di circa 2700 cittadini percettori del sussidio, 253 non ne avevano diritto.

In particolare, attraverso l'esame incrociato dei dati documentali e delle informazioni acquisite nel corso di specifici servizi di controllo con quelli forniti dai Comuni di residenza, sono state comprovate numerose irregolarità nelle procedure di dichiarazione del possesso dei requisiti soggettivi ed econometrici.

Tra le principali anomalie, quelle riferite ai seguenti soggetti: destinatari di misura cautelare personale; condannati con sentenza definitiva per reati per i quali è prevista la decadenza del reddito; detenuti e ricoverati in strutture a carico dello Stato; cittadini stranieri sprovvisti dei requisiti. Numerose sono state le false attestazioni che hanno riguardato difformità circa l'indicazione della reale residenza, ossia di persone che l'hanno indicata presso un Comune diverso, al fine di omettere all'interno della prevista dichiarazione che i familiari percepivano altro reddito.

Degno di nota il caso di una donna che, al fine di ottenere l’elargizione di un importo maggiore, ha dichiarato di essere convivente con i genitori i quali, invece, sono risultati entrambi in carcere, rispettivamente, il padre per omicidio e reati associativi, la madre per traffico illecito di stupefacenti.

L'attività investigativa ha permesso d'interrompere l'indebita percezione del beneficio, oltre che ad una donna sottoposta alla detenzione domiciliare, la quale contestualmente percepiva la pensione di un’anziana conoscente deceduta da diversi mesi, anche ad un soggetto che risultava avere un conto corrente a suo nome la cui giacenza si aggirava intorno ai 200.000 euro, conto a sua volta alimentato in maniera fraudolenta attraverso la sottrazione di denaro ad un anziano parente.

Così come i casi di un uomo percettore del beneficio ma al tempo stesso amministratore di una società agricola e di una macelleria, e di due ragazzi, anch’essi beneficiari, i quali, sebbene formalmente disoccupati, sono risultati di fatto irregolarmente impiegati, rispettivamente, in una pizzeria ed in una carrozzeria. Sono state riscontrate irregolarità anche nei confronti di 3 cittadini stranieri che hanno beneficiato del reddito, sebbene non residenti sul territorio nazionale da almeno 10 anni, gli ultimi 2 dei quali avrebbero dovuto essere continuativi.

Gli esiti delle attività sono stati quindi segnalati all'Autorità giudiziaria competente ed agli Uffici territoriali dell'Inps per l'interruzione dell'elargizione del sussidio e la ripetizione delle somme indebitamente percepite, che hanno prodotto un danno erariale di oltre 1.100.000 €.

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