Cisl apre alla Macroregione: "Salerno può offrire contributo importante"
"Porto, aeroporto, rete autostradale, Alta Velocità, ZES e università costituiscono un patrimonio"
Redazione Irno24 27/08/2026 0
La Cisl Salerno, in una nota stampa, sottolinea che l’intervista al sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo le riflessioni del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, apre una discussione di grande rilievo sul futuro del Mezzogiorno. Leccese condivide l’idea di Manfredi di una Macroregione capace di saldare Tirreno e Adriatico, precisando che non deve tradursi in una nuova sovrastruttura burocratica o in una semplice ridefinizione geografica, ma in uno spazio di cooperazione rafforzata e pianificazione strategica condivisa.
È una prospettiva - secondo la Cisl Salerno - che merita attenzione perché segna il superamento di una vecchia rappresentazione del Mezzogiorno, costruita troppo spesso sulla frammentazione e sulla competizione tra territori. La nuova competizione europea e mediterranea richiede invece reti, connessioni, specializzazioni complementari e capacità di progettare insieme. Napoli e Bari possono essere due grandi motori di questo processo. Ma la forza di una macroregione non può dipendere soltanto dalla dimensione dei suoi poli maggiori. Deve poggiare sulla capacità di mettere in relazione territori diversi, valorizzando funzioni e vocazioni.
È qui che la provincia di Salerno - rimarca la Cisl - può offrire un contributo importante. Non in una logica di contrapposizione o di primato territoriale, ma per la sua posizione geografica e per la particolare combinazione di infrastrutture e sistemi produttivi. Porto, aeroporto, rete autostradale, Alta Velocità, ZES, agroindustria, università e logistica costituiscono un patrimonio che può essere messo al servizio di una strategia più ampia. E soprattutto Salerno può rappresentare un ponte sul Tirreno verso Basilicata e Calabria, collegando la direttrice Napoli-Bari con il Mezzogiorno che si sviluppa verso sud.
Questa funzione diventa ancora più evidente guardando alla geografia complessiva dell’area. L’Irpinia, per posizione e connessioni, può rappresentare insieme a Salerno una cerniera naturale tra il sistema tirrenico e la direttrice Napoli-Bari. Il Sannio e Caserta, invece, sono più direttamente collocati lungo la grande direttrice trasversale che collega Napoli alla Puglia. Non si tratta di stabilire gerarchie tra territori. Al contrario, proprio questa diversa collocazione può diventare un punto di forza se inserita in una strategia di complementarità.
La macroregione - evidenzia la Cisl - acquista così un significato concreto: non una linea tracciata sulla carta, ma una rete di territori nei quali ciascuna infrastruttura, ciascun sistema produttivo e ciascun centro di competenza può svolgere una funzione dentro un disegno comune. In questa prospettiva, il porto e l’aeroporto di Salerno non devono essere considerati soltanto infrastrutture locali; possono contribuire a costruire una piattaforma capace di connettere il sistema tirrenico con le aree interne e, attraverso Basilicata e Calabria, con una parte decisiva del Mezzogiorno continentale.
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Redazione Irno24 10/12/2025
Cancellazione voli Salerno-Milano, Ecstra: "Chiarezza per futuro del turismo"
"Apprendiamo con grande stupore e rammarico - scrive il consiglio direttivo di Ecstra Aps - la notizia che EasyJet ha rimosso dalla programmazione centrale dell'estate 2026 il collegamento Salerno-Milano, lasciando un vuoto incomprensibile proprio nei mesi clou di luglio e agosto. Si tratta dell’ultimo, preoccupante, tassello di una serie di cancellazioni che rischiano di penalizzare il nostro scalo.
Siamo consapevoli delle attuali criticità del mercato aeronautico, dalle difficoltà legate agli aeromobili Boeing e Airbus fino alla fisiologica flessione della domanda invernale. Riconosciamo, inoltre, che l'infrastruttura aeroportuale è ancora in fase di completamento. Tuttavia, i numeri dicono altro e rendono questa scelta inaccettabile. Dalla sua apertura, l'11 luglio 2024, lo scalo ha macinato circa 180.000 passeggeri solo nei primi sei mesi, con un coefficiente di riempimento medio (Load Factor) dell'83%, ben al di sopra delle aspettative per un nuovo aeroporto. Nello specifico, proprio EasyJet ha trasportato oltre 50.000 passeggeri nella sola prima estate, con la tratta su Milano spesso in sold-out.
Perché cancellare rotte che viaggiano piene? Perché tagliare proprio quando la richiesta turistica per il nostro territorio esplode e i dati dimostrano che il mercato c'è ed è solido? Abbiamo il dubbio che dietro queste scelte non ci sia solo il 'mercato'. Chiediamo pubblicamente a Gesac e alle Istituzioni di fare chiarezza. Il nostro bacino d'utenza serve Campania, Basilicata e Calabria. Gli operatori turistici (B&B, case vacanza, affittacamere) ce la stanno mettendo tutta per promuovere la destinazione. Non possiamo accettare che i nostri sacrifici vengano sprecati e che il territorio venga danneggiato".
Redazione Irno24 09/06/2022
Cisl Salerno su stagionali: "No a stipendi da fame, sia estate di rilancio per tutti"
"Salerno e la sua provincia sono da sempre a vocazione turistica. Ecco perché mi aspetto un ragionamento serio sui lavoratori stagionali. In questo periodo sento tanto parlare di imprenditori balneari che chiedono il rinnovo delle concessioni quasi a costo zero. Ma, pur nel quadro della concorrenza, i concessionari devono assicurare i rapporti di lavoro rispettando i contratti e le retribuzioni al personale impegnato nei servizi di balneazione e ricettività. Non si può pretendere una mano dallo Stato, se poi versiamo compensi da fame ai collaboratori".
Così Gerardo Ceres, segretario generale della Cisl Salerno, interviene sui lavoratori stagionali della provincia che, in queste settimane, sono la vera anima delle strutture ricettive del territorio e non solo. "Tanti ragazzi vengono pagati poco e con condizioni contrattuali non proprio idonee. Dopo due anni di pandemia, non è certamente questa la ripresa che ci auspichiamo.
L'emergenza si scaccia via con certezze, anche per quanto riguarda i lavoratori. Per questo, sin da ora, come sindacato, con le nostre federazioni di categoria, siamo disponibili a un confronto con le parti datoriali su formazione, orari e applicazioni contrattuali. Giochiamo a carte scoperte. Sia un'estate di rilancio per tutti. Nessuno merita di fare la fame solo perché ha bisogno di lavorare".
Redazione Irno24 16/06/2021
Coldiretti Campania, mozzarella di bufala prodotto più taroccato in Russia
Bianca, tonda, circondata da pomodori e basilico per richiamare la freschezza e il tricolore, oppure adagiata su una pizza a spicchi che farebbe inorridire i maestri pizzaioli napoletani. “La scritta mozzarella – denuncia Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – campeggia a caratteri cubitali e cirillici sulle confezioni in commercio nei supermercati in Russia, ma all’interno non c’è una goccia di latte di bufala mediterranea. La mozzarella, come si evince dai campioni raccolti sugli scaffali russi, è il più taroccato tra i prodotti italiani”.
È l’effetto dell’embargo deciso da Mosca con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e più volte rinnovato come ritorsione alla decisione dell’Unione Europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina, che ha colpito una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.
“Un vero e proprio furto di immagine – sottolinea il direttore Loffreda – che sfrutta l’embargo per immettere sul mercato prodotti truffa, vista l’evidente predilezione dei russi per i prodotti italiani e per la mozzarella in particolare. Una recente ricerca ha evidenziato che il 38% dei cittadini russi ama la cucina italiana, dato che trova riscontro nella crescita dell’incoming turistico prima del Covid.
Nessuno vuole impedire ai caseifici russi di produrre formaggi, ma non rubando il nostro tricolore e un prodotto identitario come la mozzarella, che già subisce in patria una forte aggressione commerciale. Dai dati Istat si stima un valore dell’export della mozzarella solo nei paesi extra UE di oltre 140 milioni di euro prima della pandemia, anno 2019, con incrementi a doppia cifra.
Numeri che torneranno a salire nei prossimi mesi e che dimostrano la forza di questo straordinario prodotto, ideato e nato in Campania. Motivo in più per lavorare con la Regione Campania su scelte forti che facciano leva sul benessere animale e quindi sulla qualità del prodotto finale. Solo se impariamo prima di tutto in Campania a difendere l’immagine della mozzarella, promuovendo e distinguendo sempre più il nostro oro bianco, possiamo sperare di arginare il fenomeno del falso made in Italy all’estero, anche a vantaggio del consumatore straniero, vittima di truffatori senza scrupoli”.
A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stata però solo l’industria russa – conclude la Coldiretti – ma anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile che nel corso degli anni hanno aumentato le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin. Il rischio riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, è stata frenata per la mancanza degli ingredienti principali.