La denuncia di Assomare: "A Salerno turismo nautico senza regole"
"Assistiamo a un vero e proprio Far West in cui chiunque si improvvisa imprenditore del mare"
Redazione Irno24 05/08/2025 0
Lo scorso 15 luglio, Assomare Italia-Fenailp Turismo ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per denunciare il crescente fenomeno dell’abusivismo nel settore del turismo nautico a Salerno. Una battaglia nata da una constatazione ormai quotidiana: nei porti cittadini regna il caos. Mentre gli operatori professionali si sforzano di rispettare regole e standard di sicurezza, cresce in maniera incontrollata un mercato parallelo fatto di improvvisazione, illegalità e concorrenza sleale.
"Assistiamo a un vero e proprio Far West in cui chiunque si improvvisa imprenditore del mare, sfruttando le carenze di organico delle forze dell’ordine e le maglie larghe della normativa vigente. È una terra di conquista per chi vuole guadagnare facile sulla pelle dei turisti e a scapito della legalità", denuncia Davide Di Stefano, presidente Assomare Italia.
Il fenomeno ha molteplici volti: dall’abusivo totale, che conduce escursioni illegali a prezzi irrisori, al “semi-abusivo” che dichiara un’attività ma opera con personale non formato e spesso in nero, fino alla cosiddetta “locazione occasionale”, con privati che affittano le proprie barche per rientrare nei costi di gestione, senza alcuna garanzia di sicurezza o copertura assicurativa. Proprio su quest’ultimo aspetto, Assomare Italia ha avviato una raccolta firme da inviare al MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) per chiedere una revisione dell’attuale normativa, considerata obsoleta e dannosa per il comparto professionale.
Due sono i punti critici più gravi messi in luce dalla denuncia: la sicurezza dei passeggeri, spesso affidati a skipper improvvisati e mezzi non verificati; l’immagine del territorio, compromessa da una gestione disordinata e illegale di un settore in forte espansione. "In cinque anni, il turismo nautico ha registrato una crescita importante sia per numero di imbarcazioni che per servizi offerti, ma la normativa è rimasta indietro. Servono correttivi urgenti, come il riconoscimento della figura dell’operatore professionale del noleggio, con la costituzione di un albo ufficiale sul modello delle guide turistiche", spiega Di Stefano.
Negli ultimi anni, Assomare Italia ha lavorato per costruire un sistema organizzato, strutturando l’offerta turistica nautica salernitana e creando sinergie tra operatori qualificati. Un lavoro riconosciuto anche dal mercato, ma che rischia di essere vanificato dal dilagare dell’abusivismo. "Le uniche armi che abbiamo oggi sono la denuncia pubblica e il dialogo con le istituzioni. Abbiamo formalmente chiesto il supporto degli organi competenti e offerto la nostra massima collaborazione. Continueremo a promuovere la legalità e a pretendere il rispetto delle regole, perché non si tratta solo di tutelare gli operatori, ma di difendere un comparto strategico per il futuro turistico di Salerno, città che ambisce a diventare hub internazionale del turismo esperienziale e del mare", conclude Di Stefano.
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Redazione Irno24 09/06/2026
Musica vietata a Salerno, Confesercenti: "Non penalizzare chi lavora bene"
Confesercenti Salerno esprime piena condivisione rispetto alla volontà del sindaco De Luca di contrastare con fermezza le attività abusive e irrispettose delle esigenze della comunità. Allo stesso tempo, l’associazione sottolinea la necessità di non penalizzare le imprese regolari che offrono intrattenimento e musica di qualità, elemento ormai imprescindibile dell’esperienza turistica nelle città italiane ed europee.
"I turisti internazionali che ormai hanno scelto Salerno come destinazione sono tra i primi, dopo aver visitato le attrazioni culturali della città, a chiedere momenti di animazione e intrattenimento anche con musica di sottofondo", dichiara Raffaele Esposito, presidente di Confesercenti Salerno.
"È così ovunque: nei luoghi di pregio, la musica di qualità è parte dell’accoglienza. Siamo totalmente d’accordo con il Sindaco nel punire amministrativamente chi opera fuori dalle regole, chi crea caos e disagio e spesso anche momenti di tensione sociale, specie nelle ore notturne, ma allo stesso tempo siamo certi che, insieme ai nostri delegati cittadini, troveremo un confronto costruttivo per tutelare anche chi lavora con passione e professionalità, offrendo un intrattenimento rispettoso e di livello".
Redazione Irno24 26/05/2021
Coldiretti: "Un'azienda agricola su 5 in crisi per stop ristoranti"
Su quasi un'azienda agricola su cinque (18%) pesa la riduzione della domanda di prodotti provocata soprattutto dal crollo del turismo e dal taglio degli acquisti da parte dei bar, ristoranti e pizzerie costretti alla chiusura. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nel commentare il rapporto ISTAT sull'andamento dell'economia agricola nel 2020.
Tra le preoccupazioni – sottolinea Coldiretti – emerge anche l’impatto dell’aumento dei costi di produzione (7,5%) che riguarda le materie prime, dai prodotti energetici agli alimenti per il bestiame, mentre il 6,9% segnala la mancanza di liquidità per fare fronte alle spese correnti. Uno scenario preoccupate con il 9,5% delle aziende agricole che ritiene che non sia possibile tornare alla situazione antecedente all’emergenza Covid.
Nonostante le difficoltà durante la pandemia – precisa Coldiretti – più di quattro aziende agricole su dieci (40,8%) non hanno ricevuto secondo l’Istat alcun tipo di sostegno economico statale, europeo o altre forme di aiuto. Le aziende agricole italiane non hanno comunque mai smesso di lavorare per garantire la continuità delle forniture alimentari sugli scaffali di negozi e supermercati e consentire quindi alle famiglie di fare la spesa. Un ruolo – sottolinea la Coldiretti – ricoperto con responsabilità e dedizione da quasi 740mila imprese agricole impegnate per la tutela del paesaggio, lo sviluppo economico del Paese, la sicurezza e la salute delle persone attraverso la produzione di cibo.
“L’agroalimentare – ha commentato Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale – deve puntare decisamente a cogliere l’opportunità del Recovery Plan con una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale in grado di offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni”.
Redazione Irno24 08/01/2021
Recovery Plan, Coldiretti: "Campania ha bisogno di green economy"
"L'agroalimentare ha cambiato il volto della Campania e restituito dignità ad un territorio su cui gravava un racconto cupo e negativo". Commenta così Gennarino Masiello, presidente regionale di Coldiretti e vicepresidente nazionale, la nuova versione del Recovery Plan che frena sulla destinazione green dei fondi europei.
"Con i tagli all’agroalimentare - denuncia Masiello - si ferma la decisa svolta verso la rivoluzione verde che la nostra regione ha messo in campo utilizzando gli stessi fondi comunitari. Vorrei ricordare da dove siamo partiti e dove siamo adesso. Vent'anni fa si raccontava di una terra martoriata dall'inquinamento e dall'abbandono dei campi. Oggi la Campania ha riconquistato l'attrattività nel mondo, che solo il Covid è riuscito a frenare spezzando i flussi turistici.
Siamo la regione d’Italia con il più alto numero di prodotti agroalimentari tradizionali, ben 531. Siamo a 56 tra Dop, Igp e Stg, con l’ultimo riconoscimento alla rucola della Piana del Sele. Abbiamo una crescita costante delle aziende biologiche. Nelle nostre cinque province, dalle aree interne alla costa, abbiamo il più alto livello di controllo sul territorio agricolo e sulle filiere.
In altre parole, la Campania è tornata ad essere la terra felix che stupiva i visitatori fin dai tempi dei romani. Eppure c'è ancora lavoro da fare, sull'economia circolare, sulle fonti rinnovabili, sulla gestione dei boschi, sull'agricoltura di precisione, sull'utilizzo sostenibile dell'acqua. Ecco perché chiediamo al Governo di non cambiare strategia, in un momento in cui proprio l’emergenza globale provocata dal Coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza.
Insieme a tutta l'Italia rischiamo di essere gli unici nell’Unione Europea a non valorizzare nei progetti il proprio potenziale agricolo ed alimentare, che rappresenta un realtà di primato a livello europeo ed internazionale. Bisogna ripartire dai nostri punti di forza nell’agroalimentare che – conclude Masiello – ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può offrire, con la rivoluzione verde, preziosi posti di lavoro green nei prossimi dieci anni, come dimostra il boom del 14% di nascite di nuove imprese agricole under 35 negli ultimi 5 anni, in netta controtendenza rispetto agli altri settori".