Baronissi, piccole gioie del quotidiano nella mostra di Mary Cinque al FRaC

Apertura online il 25 Febbraio alle ore 18

Redazione Irno24 23/02/2021 0

Giovedì 25 Febbraio, alle ore 18, apre online al pubblico, sui canali digitali del Museo FRaC di Baronissi, la mostra di Mary Cinque "My favorite things", dedicata alla produzione piú recente dell'artista, a cura di Pasquale Ruocco. Tra pastelli a olio e pittura digitale, si pone come celebrazione del quotidiano e delle piccole gioie che questo ci offre.

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Redazione Irno24 10/12/2019

Salerno dalla preistoria ai giorni nostri in un libro

La casa editrice Typimedia, forte di un successo editoriale di oltre 40mila libri venduti dedicati alla Storia d’Italia, approda per la prima volta in Campania scegliendo di raccontare, attraverso la penna del giornalista Paolo Romano, la “Storia di Salerno. Dalla preistoria ai giorni nostri”. Si arricchisce così di un capitolo nuovo una collana che ha già raccontato la storia di importanti città e di quartieri metropolitani di Roma e Milano. Il volume sarà presentato Mercoledì 11 Dicembre 2019, ore 17.00, al Salone dei Marmi del Comune di Salerno.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno, Antonia Willburger, Assessore alla Cultura del Comune di Salerno, e Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Seguirà il dibattito con interventi di Amalia Galdi, Docente di Storia Medievale - Università di Salerno, Paolo Apolito, Docente di Antropologia Culturale - Università Roma 3, Alfonso Conte, Docente di Storia Contemporanea - Università di Salerno, Domenico Notari, Scrittore, Paolo Romano, curatore del volume, Giancarmine Vicinanza, Capo ufficio stampa nazionale Confcooperative, e Luigi Carletti, Editore Typimedia. Modera la giornalista Barbara Cangiano.

Il racconto di Paolo Romano inizia dalla preistoria, quando il salernitano è popolato da elefanti e ippopotami per poi portarci ad Irna, prima centro urbano della zona, e alla colonia di Salernum, fondata dai romani per meglio presidiare questo tratto di mar Tirreno. Tre volte capitale – in epoca longobarda, normanna e poi per soli 5 mesi, verso la fine della Seconda guerra mondiale – ha visto nascere proprio nel Salone dei Marmi del Comune il progetto della Costituzione repubblicana. Pagine del libro sono anche dedicate alla Salerno di oggi, quella del turismo, dell’arte e della cultura. Capoluogo di una delle province più vaste d’Italia, è una città ricca di storia, musei, monumenti e opere d’arte, tra le colline e il mare, al centro della costiera amalfitana e cilentana.

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Redazione Irno24 30/01/2020

Domenica ingresso gratis al Complesso di San Pietro a Corte

Il 2020 dei musei italiani si è aperto con una edizione da record della promozione del MiBACT che prevede l'ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali ogni prima Domenica del mese. Introdotta dal Ministro Franceschini nel 2014, dalla prima edizione a oggi sono stati circa 17 milioni i visitatori dei soli musei statali che ne hanno approfittato.

A questi si sommano gli altrettanti numerosi visitatori dei musei comunali che hanno via via aderito alla promozione. Domenica 2 Febbraio 2020, la Soprintendenza ABAP (Archeologica, Belle Arti e Paesaggio) di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, aderisce all’iniziativa con i consueti orari di apertura in tutti i siti e musei gestiti sul territorio.

A Salerno, sarà possibile visitare il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte (Ipogeo e Cappella Sant’Anna) dalle 9:30 alle 18:30.

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Federica Garofalo 15/02/2021

Alla scoperta dei luoghi della Scuola Medica Salernitana

Vari documenti dei Seicento e del Settecento citano un luogo al di fuori della porta di San Nicola, ubi vulgariter dicitur la Scola Salernitana, in quella che è oggi la località di Canalone, ma che nel 1932 venne identificata con l’attuale Largo Scuola Medica Salernitana. In realtà sono stati molti i tentativi, soprattutto da parte degli eruditi di Età Moderna, di identificare un luogo in cui si riunissero nel Medioevo i maestri e gli studenti della Scuola Medica Salernitana.

La verità è che non ne esiste uno solo, perché il concetto medievale di “scuola” è molto diverso dal nostro, che non prevede una struttura deputata allo scopo, né una rigida organizzazione gerarchica: ed è significativo che le prime testimonianze non parlino di “scuola” ma di “scuole” di medicina salernitana. Un medico particolarmente bravo a insegnare e che raccoglie attorno a sé un gruppo di discepoli costituisce già una “scuola”, e, di solito, insegna a casa propria; e così sarà anche per le prime Università fino circa al Quattrocento.

Ne abbiamo una testimonianza all’inizio del Trecento da Matteo Silvatico, il cui palazzo gentilizio, con relativo giardino utilizzato come un vero e proprio orto botanico, è stato identificato con il luogo in cui sorge l’attuale Giardino della Minerva. Non esistono, però, solo le scuole “private”: esistono anche quelle monastiche, maschili come il monastero di San Benedetto dove nel 1057 fu abate il grande medico e vescovo di Salerno Alfano I, o femminili come il monastero di San Giorgio, al cui interno un documento del 1052 colloca un’infermeria; o, più tardi, quelle legate agli ordini mendicanti, come il convento domenicano di Santa Maria della Porta (l’attuale San Domenico).

Solo alla fine del Duecento, con Carlo I d’Angiò nascerà una vera e propria università (uno studium, come si diceva all’epoca), la cui sede è rintracciabile nel Quattrocento all’interno della Cappella di Santa Caterina in Duomo, le attuali sale San Tommaso e San Lazzaro. La cappella è all’epoca di proprietà della famiglia Solimene, un’illustre famiglia di medici, di cui uno dei suoi membri più illustri, Guglielmo Solimene, agli inizi del Quattrocento ha ricevuto in dono una reliquia della santa dalla regina Margherita di Durazzo, e l’ha deposta nella cappella di famiglia, dove poi è stato sepolto egli stesso.

Ebbene, sappiamo che, almeno dal 1502, questa non è semplicemente una cappella gentilizia, ma è utilizzata anche come aula di lezioni: nell’attuale Sala San Tommaso è collocato lo studium legistarum, in cui si studia soprattutto legge, e nell’attuale Sala San Lazzaro lo studium artistarum, dove si studiano le sette arti liberali. A fine Cinquecento, poi, la famiglia Solimene concede ufficialmente la cappella alle lezioni, in cambio che l’amministrazione cittadina si addossi il pagamento della ristrutturazione dell’edificio, che all’epoca è ridotto veramente male.

Se la cappella di Santa Caterina in Duomo è dunque il luogo in cui nel Cinquecento lo studium di Salerno tiene le sue lezioni, i diplomi di laurea sono tradizionalmente conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, l’antico palazzo longobardo di Arechi. I diplomi sono conferiti, con un cerimoniale complesso e solenne, dal Collegio medico di Salerno, un’istituzione a parte rispetto all’Università, con i suoi propri regolamenti e statuti: i suoi membri devono essere rigorosamente salernitani di nascita o risedenti in città da almeno vent’anni, e sono investiti del privilegio di poter conferire la laurea in medicina valida per tutto il Regno.

Ormai, però, i tempi d’oro della Scuola Medica Salernitana sono ben lontani: nel Seicento addirittura i diplomi non verranno più conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, ma in un “Palazzo Salernitano” non meglio identificato; infine, nel Settecento, una volta conclusa la costruzione del nuovo seminario, l’attuale Museo Diocesano, un contratto ne concede due locali alle lezioni di medicina. È lì che questa istituzione, nel 1812, sarà abolita da Gioacchino Murat.

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