Si chiude "Musica d'Artista" a Salerno: spiccano Beethoven, Dalla e Giannini

In cartellone anche il cantautore Enzo Avitabile, l'ètoile Nicoletta Manni e il violinista Pavel Berman

Redazione Irno24 09/01/2025 0

Gran finale per la rassegna Musica d'Artista, organizzata dal Comune di Salerno (Teatro Verdi), con il sostegno della Regione Campania. Il programma, predisposto dal direttore artistico Daniel Oren, in collaborazione con il segretario artistico Antonio Marzullo, prevede un'intrigante contaminazione di generi ed artisti per soddisfare i gusti variegati del pubblico.

Venerdì 10 gennaio, ore 21:00, la sala del teatro sarà inondata dalle note della "Corale", l'ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven, scritta fra il 1822 e il 1824. L’Orchestra e il Coro del teatro eseguiranno una delle opere più note di tutto il repertorio classico, simbolo universale di unità e fratellanza tra gli uomini, ritenuta da molti musicologi il capolavoro di Beethoven.

Sabsto 11, in scena Enzo Avitabile con il suo “Sacro Sud”, un nuovo progetto interamente acustico per il noto artista partenopeo. Si tratta di un viaggio interiore alla ricerca delle radici della spiritualità, un percorso immaginario da Nazareth a Napoli. Avitabile ripercorre alcuni motivi di S. Alfonso, attualizzandoli nei contesti sociali odierni, per giungere al Calvario ed alla Crocifissione di Cristo, mettendo in risalto i mali ed il dolore delle nostre città, dei tanti Sud e dei popoli sofferenti.

L’Orchestra Filarmonica di Benevento, domenica 12 gennaio, si esibirà in un emozionante omaggio a Lucio Dalla. Eclettico e visionario, Dalla è un pioniere che tinge la musica di linee melodiche eccentriche, suoni e rumori “concreti”, storie spiazzanti, interpretazioni vocali d’impronta jazzistica e cambi di registro; elementi che compongono un universo musicale avanti anni luce rispetto alla scena italiana a lui contemporanea.

Martedì 14, appuntamento in punta di piedi con "La gioia di danzare". Nominata ètoile del Teatro alla Scala nel 2023, Nicoletta Manni, insieme al marito e primo ballerino Timofej Andrijashenko, propone uno spettacolo inedito ("La gioia di danzare") che contribuisce a diffondere la bellezza della grande danza. Una rappresentazione originale, ricca di nuove proposte e collaborazioni artistiche di alto livello.

Giovedì 16, in scena “Penziere e Musica”. La voce dello spettacolo è quella di Giancarlo Giannini, attore dalla lunghissima carriera e delle esperienze recitative più diverse: cinema, televisione, doppiaggio e anche teatro. Il quartetto musicale è quello di Marco Zurzolo. Giannini porta in questo spettacolo la poesia, liriche, versi senza alcuna etichetta se non quella del sentimento, dell'amore, l'ammirazione e la dedizione alla donna. A staccare fra un poeta e l'altro c'è il sax di Marco Zurzolo.

Al violino di Pavel Berman il compito di chiudere “Musica d’artista” il 22 gennaio. Il grande violinista, premio Paganini a soli 17 anni, sarà protagonista di uno straordinario concerto, con un programma denso e variegato, insieme all’Orchestra Filarmonica “Verdi” di Salerno, diretta da Gaetano Lo Coco. Il suono rotondo del violino di Berman dialogherà con l’Orchestra sulle note della Sinfonia n. 9 di Dvorak e su quelle del Concerto per violino e orchestra di Cajkovskij.

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Redazione Irno24 22/05/2020

Riaprono al pubblico i Musei e le Biblioteche provinciali

Con disposizione del Presidente della Provincia di Salerno, vengono riaperti i Musei Provinciali a decorrere dal 21 maggio 2020, con l’accesso al pubblico dei siti museali a partire da sabato 23 maggio. Invece l’apertura delle Biblioteche Provinciali decorre da lunedì 25 maggio.

“Riapriamo al pubblico i nostri spazi museali e le biblioteche - dichiara Strianese - nel pieno rispetto della normativa nazionale e regionale e dopo adeguata sanificazione fatta nei giorni scorsi. Bisogna seguire le raccomandazioni solite di distanziamento sociale e igienico-comportamentali finalizzate a contrastare la diffusione del Covid-19.

Per quanto riguarda i Siti museali, invitiamo il pubblico a programmare la visita informandosi sulle modalità e orari di accesso telefonando alla struttura, oppure inviando una mail all’indirizzo museibiblioteche@provincia.salerno.it. È bene ricordare poi che bisogna consentire agli operatori la misurazione della temperatura corporea prima di accedere al sito. Poi è ovviamente obbligatorio indossare le mascherine per la protezione individuale. Sono consigliati guanti monouso fino al termine della visita e bisogna seguire con attenzione le indicazioni fornite per l’accesso al sito e per il percorso di visita. Naturalmente vanno rispettate le misure di distanziamento sociale sia durante il percorso di visita che nell’area di attesa per l’accesso.

Lunedì 25 maggio, invece, riaprono sia la Biblioteca Provinciale che la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte. Ma verranno erogati solo alcuni servizi, ad esempio non sarà possibile la consultazione in loco dei volumi. È consentito il prestito dei volumi solo attraverso prenotazione telefonica o mail. Inoltre sono previste le informazioni bibliografiche, che è possibile richiedere sempre attraverso telefono o mail.

Infine sono possibili le riproduzioni, richieste però sempre da remoto, via telefono o mail (089250621 - biblioteca@provincia.salerno.it; 089614289/089614359 - museibiblioteche@provincia.salerno.it). I volumi restituiti dopo il prestito non saranno subito disponibili per altri prestiti. Non potendo sanificare fondi documentari e collezioni librarie, metteremo in quarantena i libri. Infatti al momento della restituzione saranno posti in isolamento preventivo per almeno 15 giorni, per cui il materiale consultato non sarà fruibile di nuovo nei 15 giorni successivi.

Vi aspettiamo nei nostri Musei e nelle nostre Biblioteche con lo spirito di collaborazione che ormai molti cittadini hanno dimostrato e sono convinto che la nostra cultura, il nostro patrimonio culturale ci guiderà in questo complesso momento di ripartenza”.

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Redazione Irno24 27/06/2025

A Salerno il Premio Nobel per la fisica Gerard 't Hooft

La città di Salerno si prepara ad accogliere un evento di straordinaria rilevanza culturale. Sabato 28 giugno, dalle 18:30, alla Pinacoteca Provinciale (Via Mercanti, 63), ospite d’eccezione sarà il Premio Nobel per la Fisica Gerard 't Hooft, considerato uno dei fisici teorici più influenti della seconda metà del XX secolo.

Ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 1999 per “aver chiarito la struttura quantistica delle interazioni elettrodeboli”, gettando le basi teoriche per la comprensione delle particelle elementari e le forze fondamentali della natura. Nel suo intervento, il professor 't Hooft rifletterà su come i progressi della scienza possano aprire scenari sorprendenti per il futuro, spesso difficili da prevedere.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione di Comunità Salernitana ETS, si inserisce all’interno di un più ampio percorso che intende rafforzare il legame tra scienza, cultura e responsabilità sociale, come motore di crescita collettiva, perfettamente in linea con la mission della fondazione stessa.

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Annamaria Parlato 20/02/2022

"Storie al balcone" è il diario corale della pandemia fra paure, speranze e cibo

Non ha importanza che Silvana Scocozza sia una giornalista che è nata, vive e lavora ad Eboli e che questo quotidiano si occupi di notizie relative al territorio della Valle dell’Irno o della città di Salerno. "Storie al balcone – Segnali di vita in tempo di morte", edito da Il Saggio, è il libro della collettività, in un momento storico difficile per il mondo intero, in cui ognuno, come in una guerra, porterà dentro di sé ricordi, dolori, sofferenze, speranze e luci.

Spesso ci sono “storie” che non possono ammuffire in un cassetto ma devono essere raccontate, tirate fuori senza distinzioni. E’ il caso di ammetterlo che qui si tratti di nero su bianco, di scrittura sincera filtrata attraverso le testimonianze o situazioni vissute in prima prima persona e sul campo, trasferite su carta e quindi senza lasciare spazio alle immagini.

Ma attenzione, tre piccole fotografie sono presenti all’interno del volume, collocate in punti strategici del libro, tre scatti che recano la firma della fotografa Giuseppina Pepe in cui è sempre presente una macchina azzurra, un maggiolino Volkswagen da cui parte il tempo del libro, un libro che fa riflettere e che rimette al mondo ognuno di noi in una dimensione sospesa, portatrice di cicatrici indelebili. Sono 310 pagine fittissime, dense, cariche di emozioni.

La copertina, un fumetto contemporaneo nei colori del blu carta da zuccchero, rosa fluo e grigio, in cui le persone si fissano affacciate dai propri balconi, è stata ideata dai “Puzzle”, il nome d’arte di Andrea e Raffaele Scocozza. Il libro ha il supporto dell’Associazione Giornalisti “Lamberti-Sorrentino” e di Inchiostro-Idee e Comunicazione. Tema portante del volume è l’evento drammatico che ha segnato il recente passato e, tuttora, condiziona il nostro presente. Un accadimento di portata epocale che ha messo, e continua a mettere, a dura prova la salute fisica e psichica di noi tutti, il nostro stare al mondo, le nostre vite: l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Nel volume, l’autrice e giornalista raccoglie le testimonianze di quaranta ebolitani: quaranta storie al tempo del Covid con le quali è entrata in contatto da membro del Centro Operativo Comunale della Città di Eboli per la gestione dell’emergenza sanitaria, in qualità di Funzione Comunicazione e Mass Media, a partire da marzo 2020 sino a maggio 2021, quando iniziarono le vaccinazioni. Sono storie di paure e di speranze, di malattie e guarigioni, di terrore e di coraggio, di vita e di morte che da Eboli, dal salernitano, sono le stesse di tutti gli italiani e non solo.

Ha dichiarato Scocozza: "Scritto in uno stile a metà strada tra la cronaca e il racconto, 'Storie al balcone' è concepito come un diario corale della pandemia, un racconto a più mani di un tempo sospeso ed infinito che, fin dal suo inatteso esordio, ha brutalmente messo in discussione ogni certezza. Quel tempo in cui ciascuno di noi ha dovuto, necessariamente, imparare a fare i conti con la morte e trovare, altresì, la forza per lanciare, forte, il proprio 'segnale' di vita; il proprio e necessario stratagemma per sopravvivere allo stravolgimento di ogni cosa, di ogni consuetudine e, perfino, dei rapporti umani".

Il libro, in cui alcuni brani sono a firma di persone presenti nella vita della scrittrice, si divide in tre parti, di cui la prima vuole essere una sorta di diario in cui sono raccolte le testimonianze pubblicate sui social o i pensieri scomposti di colleghi, amici, operatori del terzo settore, medici, infermieri, bambini, persone che in qualche modo hanno trasmesso delle sensazioni alla scrittrice; subito dopo, nella seconda parte, intitolata “Le Storie”, il libro diventa una testimonianza del vissuto di tante persone coinvolte direttamente e indirettamente nella pandemia. La terza parte, “L’Attesa. La Speranza. La Ripresa. I Racconti”, è dedicata alle vaccinazioni e alla salvezza.

Il tema enogastronomico non è predominante ma il cibo in qualche modo è presente nell’opera letteraria della Scocozza e diventa una sorta di capro espiatorio su cui riversare le proprie frustrazioni, ricordi e soprattutto è uno strumento che riesce a tenere unite idealmente le persone attorno ad un grande tavolata immaginaria.

C’è il cornetto ai cereali di Damiano, che passa a trovare gli amici dispensando bomboloni e brioche fatte in casa, perché durante il primo lockdown i bar erano chiusi e le colazioni un miraggio; c’è Silvana Scocozza che brinda da sola con una bella birra bionda e ghiacciata: “Stasera brindo. Da sola. Ai sentimenti belli. Puri. Quelli che si alimentano senza volerlo, che nascono da niente e vanno lontano”; c’è il caffè che diventa una dichiarazione di amicizia e un momento rubato per stare insieme a chi si vuole bene, c’è chi beve un calice di vino bianco e fresco ascoltando Pino Daniele e attendendo la primavera per poter guardare il mare, c’è chi trova una scusa per regalare limoni e mandarini, raccolti nel giardino di casa, in barba alle ordinanze; e c’è chi pur non sapendo cucinare i dolci realizza una ciambella al limone superlativa, il cui profumo fa resuscitare i morti, dimostrando che nulla è impossibile se lo si vuole veramente.

C’è ancora la scrittrice che adora le minestre e si cimenta nella preparazione della “menestra mmaretata a maniera e Valva”, c’è chi utilizza le gallette di riso per decorare alberi di Natale, ci sono gli gnocchi di patate al tegamino con aggiunta di ricotta fresca di zio Carlo, che fanno profumo di casa e famiglia, e sfogliando le pagine di questo prezoso libro ci sono anche le zeppole, i pagnuttielli di San Biagio, la pizza e alcuni spunti di riflessione sul rapporto tra pandemia e cucina attraverso una poesia, una ricetta e un dipinto a cura di chi sta scrivendo questa recensione.

L’autrice conclude con i ringraziamenti: “Grazie a chi in queste pagine, insieme a me, ha messo il cuore e l'anima, ha lasciato il segno, ha scritto parole, ha raccontato storie, ha scattato fotografie e messo in ordine i pensieri”. Silvana, siamo noi a ringraziarti, è la collettività intera a ringraziare te per questo dono che ci hai lasciato, per questa testimonianza preziosa che nel leggerla commuove e riempie gli occhi di lacrime ma che infonde anche tanta speranza, quella speranza che è sempre l’ultima a morire. Tutto è ancora possibile, ogni sogno può generare un progetto, ogni pensiero un’azione, ogni fantasia una scelta. E un nuovo inizio.

Silvana Scocozza è nata ad Eboli, dove vive e lavora. Giornalista pubblicista dal 2004, ha collaborato con numerose testate cartacee, telematiche e radiofoniche ed è stata corrispondente de Il Corriere del Mezzogiorno. Dal 2015 al 2020 ha lavorato presso il Comune di Eboli, in qualità di staffista presso l’Area Comunicazione.

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