Cisl: "Salerno nodo di riferimento, si ragioni come sistema economico"

Cortazzi: "La città non ha bisogno di una contrapposizione tra porto e sistema produttivo"

Marilina Cortazzi

Redazione Irno24 20/08/2026 0

Il confronto di questi giorni sul futuro del sistema produttivo e logistico mette in evidenza una questione che la Cisl Salerno considera ormai non più rinviabile: Salerno deve scegliere se limitarsi a gestire le proprie infrastrutture oppure costruire attorno ad esse una vera politica industriale. Per la segretaria generale della Cisl Salerno, Marilina Cortazzi, la discussione non può essere ridotta alla contrapposizione tra porto, aree industriali e sistema imprenditoriale.

"Credo che dobbiamo cambiare prospettiva. Il porto, le aree industriali, la Zes, la rete infrastrutturale e la logistica devono essere considerati come parti di un unico sistema economico. La vera sfida è capire come utilizzare questi asset per aumentare la capacità competitiva delle nostre imprese e rendere il territorio più attrattivo per nuovi investimenti".

La provincia di Salerno ha una struttura produttiva importante, ma deve fare i conti con costi logistici, distanza dai grandi mercati, frammentazione degli insediamenti produttivi e difficoltà di collegamento tra costa e aree interne. È proprio su questo terreno che, secondo la Cisl provinciale, occorre intervenire. "Da tempo - spiega Cortazzi - stiamo lavorando a un progetto che punta a rafforzare la dimensione retroportuale e logistica del nostro territorio, mettendo in relazione il porto con le aree produttive e con le grandi direttrici nazionali ed europee. Non è ancora il momento di entrare nei dettagli, ma la direzione è chiara: vogliamo contribuire fattivamente per costruire condizioni nuove per la competitività del sistema salernitano".

Una parte importante di questa strategia riguarda la dimensione doganale. "Spesso, quando si parla di infrastrutture si pensa soltanto a strade, ferrovie, piazzali e capannoni. Ma oggi la competitività si gioca anche sulla velocità e sull'efficienza con cui le merci attraversano le frontiere. Una moderna organizzazione dei flussi doganali può significare meno tempi di attesa, maggiore certezza per le imprese, minori costi finanziari e logistici e maggiore capacità di attrarre operatori internazionali".

È questo uno degli aspetti sui quali, secondo la Cisl Salerno, occorre ragionare in maniera innovativa. La possibilità di utilizzare strumenti di semplificazione e gestione doganale integrata, all'interno dei regimi previsti dalla normativa, può infatti diventare un elemento di competitività per un territorio che voglia proporsi come piattaforma logistica del Mezzogiorno. "Non parliamo di un vantaggio per una singola impresa - sottolinea Cortazzi - ma di una leva di sistema. Se riusciamo a ridurre i tempi di attraversamento delle merci, rendere più efficienti le procedure, integrare logistica e produzione e collegare meglio il porto alle aree industriali, aumentiamo la competitività dell'intero territorio".

La Zes Unica può rappresentare, in questo quadro, un ulteriore moltiplicatore. Ma, per la Cisl Salerno, incentivi e semplificazioni non possono rimanere strumenti isolati. "Una Zes funziona davvero se alle agevolazioni si accompagna un ecosistema. Un'impresa decide dove investire non guardando soltanto all'incentivo, ma considerando tempi, infrastrutture, energia, logistica, disponibilità di aree, servizi e possibilità di raggiungere rapidamente i mercati. È su questo insieme di fattori che dobbiamo diventare competitivi".

Per questo, la Cisl Salerno ritiene che il confronto avviato debba trasformarsi in un'agenda territoriale dello sviluppo, nella quale imprese, istituzioni, Asi, Autorità portuale e organizzazioni sindacali possano misurarsi su obiettivi concreti. "Non dobbiamo scegliere chi ha ragione tra porto e industria. Dobbiamo costruire le condizioni perché il porto produca più valore per l'industria e perché l'industria generi più traffici e più valore per il porto. È questa l'integrazione che serve", ha continuato Cortazzi.

La Cisl Salerno intende proseguire il lavoro avviato per arrivare a una proposta capace di mettere insieme infrastrutture, Zes, retroportualità, semplificazione doganale e sviluppo industriale, mantenendo il confronto aperto con tutti gli attori del sistema. "Non vogliamo aggiungere una nuova proposta alla lista delle tante già avanzate. Vogliamo contribuire a costruire un progetto di territorio, nel quale ogni infrastruttura abbia una funzione economica precisa e ogni investimento sia valutato anche per la capacità di generare nuovo valore e buona occupazione". Salerno può diventare un nodo logistico e produttivo di riferimento nel Mezzogiorno. Ma per farlo deve smettere di ragionare per compartimenti separati e cominciare a farlo come un unico sistema economico. È questa la sfida che la Cisl pprovinciale intende portare al tavolo.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 25/09/2021

Donne e lavoro in agricoltura, i risultati del progetto ATG Coldiretti Salerno

Si conclude il progetto "Organizzare il Tempo ed il Lavoro delle donne” promosso da Coldiretti Salerno, in qualità di capofila, ed i partner dell’Accordo Territoriale di Genere Ambito Sociale Piano di Zona S3, I&S Srl Investimenti e Sviluppo e Cooperativa Sociale Astronave a Pedali, che ha avuto l'obiettivo di organizzare, sensibilizzare ed applicare un sistema integrato di azioni “di genere”, secondo una logica di sviluppo sociale e benessere sul territorio, rivolto soprattutto al mondo agricolo.

Il progetto ha avuto come obiettivo la conciliazione del tempo del lavoro delle donne con gli impegni familiari, grazie all'erogazione di voucher da spendere in servizi offerti per la prima volta in aziende agricole. Un esempio vero e concreto di agricoltura sociale che si candida a diventare buona prassi riconosciuta dall'Unione Europea.

L'iniziativa ha visto la federazione provinciale di Coldiretti Salerno come capofila della rete partenariale dell’accordo territoriale di genere, finanziato nell’ambito del POR CAMPANIA FSE 2014-2020. Lunedì 27 Settembre, alle ore 11, in Camera di Commercio a Salerno (via G. Clark), l’evento conclusivo: dopo i saluti istituzionali del presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo, la direttrice del progetto Teresa Boccia illustrerà tutti i risultati del progetto. Partecipano al dibattito la sociologa Lia Cacciottoli e la presidente di Donne Impresa Coldiretti, Lucia Giannattasio.

Leggi tutto

Redazione Irno24 23/08/2022

Balzo prezzi, quasi 3 milioni di italiani a rischio alimentare in autunno

Con i rincari d’autunno, sono a rischio alimentare oltre 2,6 milioni di persone, che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare e rappresentano la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell’inflazione, spinta dal carrello della spesa per i costi energetici e alimentari. E’ quanto emerge dalle analisi di Coldiretti nell’esclusivo report su “L’autunno caldo degli italiani a tavola fra corsa prezzi e nuovi poveri”, diffuso in occasione del Meeting di Rimini.

Con l’aumento dei prezzi del carrello della spesa, cresce anche il numero di persone costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari, che hanno aiutato tra gli altri 538.423 bambini (di età uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846 disabili, secondo l’analisi della Coldiretti su dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead).

Il balzo dell’inflazione, spinto dalle quotazioni record del gas, costerà alle famiglie italiane 564 euro in più solo per la tavola nel 2022, a causa del mix esplosivo dell’aumento dei costi energetici legato alla guerra in Ucraina e del taglio dei raccolti per la siccità, che aumenta la dipendenza dall’estero e alimenta i rincari.

La categoria per la quale gli italiani spenderanno complessivamente di più è il pane, pasta e riso, con un esborso aggiuntivo annuale di quasi 115 euro; precede sul podio carne e salumi, che costeranno 98 euro in più rispetto al 2021, e le verdure (+81 euro). Seguono latte, formaggi e uova con +71 euro e il pesce con +49 euro, davanti a frutta e oli, burro e grassi.

L’esplosione del costo dell’energia – sottolinea Coldiretti – ha un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui la siccità ha devastato i raccolti con perdite stimate a 6 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nelle campagne, dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività e ben oltre 1/3 del totale nazionale delle imprese agricole (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea.

In agricoltura si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi, al +129% per il gasolio, ma aumenti riguardano l’intera filiera alimentare, con il vetro che costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra un incremento del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

Leggi tutto

Redazione Irno24 10/02/2022

Benzina sfonda 2 euro al litro in autostrada, Uecoop: "Stangata record"

La benzina sfonda i 2 euro al litro in autostrada e rispetto a un anno fa per il pieno si spendono in media 16 euro in più ogni volta che ci si ferma al distributore, con una stangata record su famiglie e imprese. È quanto emerge dal monitoraggio dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento al balzo dei prezzi dei carburanti a livello nazionale.

Una situazione che pesa su lavoratori e aziende, con la spesa per il pieno che ha un impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti visto che l’85% delle merci viaggiano su strada, alle quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese. Il caro prezzi sta squilibrando tutti i parametri di costo nei contratti per la fornitura di beni e servizi o per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative, con la rete delle 80mila cooperative italiane che a livello nazionale impiegano oltre un milione di persone dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli.

La corsa dei beni energetici, dai carburanti alle bollette con il boom dei costi per trasporti, riscaldamento, illuminazione e servizi, frena quasi 2 imprese su 3 (72%) evidenzia l’indagine di Uecoop. Per questo fra le realtà che investono in soluzioni green una quota del 16% ha scelto l’acquisto di auto ibride per mitigare il caro carburanti.

Contro il rincaro dei carburanti famiglie e imprese possono seguire anche alcune regole di autodifesa, dalla caccia al prezzo migliore nei distributori vicino casa all’utilizzo del self service nelle “pompe bianche” non controllate dai grandi marchi del petrolio, dal pieno fatto prima di entrare in autostrada alla riduzione della velocità di guida fino alla regolare manutenzione dell’auto per ottimizzare l’efficienza del motore.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...