Coldiretti Campania, fiori per salvare 20mila lavoratori
Il settore florovivaistico ha pagato un prezzo pesantissimo alla crisi da pandemia
Redazione Irno24 11/02/2021 0
È di circa 50 milioni di euro il crack del florovivaismo campano nell’ultimo anno a causa dell’emergenza Covid alla vigilia della prima festa di San Valentino dell’era Covid che rappresenta l’occasione per un’importante boccata d’ossigeno per le aziende piegate dalla crisi. A rischio ci sono i circa ventimila addetti sul territorio regionale. Lo rende noto Coldiretti Campania impegnata in una mobilitazione per l’appuntamento del weekend con iniziative nei vivai, nelle fattorie e nei mercati di Campagna Amica con gli agriturismi che propongono menu speciali per gli innamorati.
Con 8 cittadini su 10 (82%) che con l’emergenza Covid ritengono sia importante sostenere l’economia e l’occupazione nazionale anche nel momento di fare la spesa – continua Coldiretti – la festa di San Valentino è il primo tradizionale appuntamento per far ripartire gli acquisti di piante e fiori in Italia e salvare 27mila imprese con circa 200mila posti di lavoro nella filiera del florovivaismo Made in Italy. Il settore florovivaistico ha pagato un prezzo pesantissimo alla crisi causata dalla pandemia.
Un vero e proprio tsunami senza precedenti nella storia dell’Italia, dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio – evidenzia Coldiretti – sono stati azzerati eventi pubblici, fiere e assemblee, cresime, comunioni, battesimi e matrimoni. Solo considerando il periodo gennaio-ottobre 2020, il dilagare del Covid ha provocato il taglio del 50% dei matrimoni celebrati nello stesso periodo del 2019, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.
La crisi generata dal virus – sottolinea Coldiretti – ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende, che adesso puntano sull’apertura della stagione 2021 con il tradizionale appuntamento di San Valentino. Inoltre – evidenzia Coldiretti – vanno potenziate nelle risorse e allargate ad una platea più vasta le misure previste per il Bonus Verde, oltre a rilanciare le esportazioni attraverso una adeguata attività diplomatica per la rimozione dei blocchi fitosanitari che ancora sussistono per le produzioni vivaistiche italiane in alcuni paesi.
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Redazione Irno24 24/06/2021
Addio a una bottiglia d'olio made in Italy su 4, l'allarme Coldiretti
Con l’addio ad una bottiglia di olio extravergine Made in Italy su quattro per il crollo del 25% della produzione nazionale è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come nazionale il prodotto importato di minore qualità. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Ismea che stimano una produzione nazionale di 273mila tonnellate per effetto soprattutto del calo nelle regioni del Sud dove si concentrano i maggiori raccolti con Puglia, Calabria e Sicilia che fanno registrare contrazioni nella produzione rispettivamente del 45%, 36% e 5%.
In queste condizioni è importante verificare attentamente l’etichetta anche se - denuncia Coldiretti - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.
La scritta - precisa Coldiretti - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.
Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.
Redazione Irno24 20/09/2024
Salerno, siglata intesa per valorizzare il territorio col cicloturismo
“Oggi la vacanza nelle aziende agricole è diffusa su tutto il territorio e favorisce una maggiore conoscenza del settore primario e dei suoi prodotti. Questa collaborazione costituisce un notevole volàno per l’ospitalità nelle aziende agricole e contribuisce a rivitalizzare, anche dal punto di vista economico, le aree rurali e i borghi”. Lo ha affermato Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, sottoscrivendo il protocollo d’intesa con la Provincia di Salerno, i Comitati regionale e provinciale della Federazione Ciclistica Italiana e Agriturist Campania (l’associazione che riunisce gli agriturismi di Confagricoltura), presentato questa mattina a Palazzo Sant’Agostino.
“Questa intesa nasce dalla convinzione che la bicicletta e il ciclismo siano leve straordinarie in grado di valorizzare le eccellenze del nostro territorio. Crediamo fermamente in questa missione, in grado di rafforzare il valore sociale del nostro sport, creando ricchezza sostenibile”, ha detto il presidente del comitato regionale FCI Giuseppe Cutolo che, siglando il protocollo, ha evidenziato come l’obiettivo a cui si tende è “arricchire la mobilità sostenibile ed il turismo in bicicletta, con ulteriori servizi destinati agli utenti delle due ruote, riconosciuti e qualificati dalla Federazione Ciclistica Italiana”.
“I nostri agriturismi, diffusi sul territorio regionale, costituiscono il punto d’appoggio naturale per i cicloturisti, che troveranno, oltre all’accoglienza e ai prodotti enogastronomici, assistenza e consigli di viaggio. Siamo convinti - ha sottolineato Giovanna Rispoli, presidente di Agriturist Campania - di riuscire a mettere in luce ancor di più la nostra attività attraverso l’iniziativa “Provincia in bici”, con percorsi ciclistici dedicati, capaci di valorizzare le nostre aziende associate”.
Redazione Irno24 06/08/2020
Cucine agriturismi potranno lavorare miele, marmellate e salumi
Marmellate, salumi, legumi, miele, vino, carni si potranno lavorare anche nella cucine delle aziende agricole e degli agriturismi. La Giunta regionale della Campania ha dato il via libera al regolamento di attuazione per la lavorazione, trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli per il sostegno dell’agricoltura contadina che introduce la possibilità di trasformare, lavorare e confezionare i prodotti agricoli da destinare alla vendita e alla degustazione direttamente nelle cucine delle aziende agricole e agrituristiche.
“Una svolta per tante imprese agricole - sottolinea il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo - questa semplificazione della filiera di trasformazione favorirà tante aziende familiari che vendono e fanno degustare prodotti agricoli che non si prestano ad una lavorazione industriale. Un’agricoltura di basso impatto ambientale che contribuirà alla difesa della campagna e al rilancio delle aree interne”.
Il regolamento definisce i prodotti per i quali è possibile la lavorazione e la trasformazione: frutti, fiori, vino ed olive, erbe officiali, castagne, frutta a guscio, funghi, tartufi e zafferano, cereali e legumi, prodotti di origine animale, confetture, miele, prodotti della panetteria. Un regolamento che integra bene territorio e agricoltura, semplifica il lavoro degli agricoltori e che favorirà il rilancio delle aree interne a rischio spopolamento.