Cucine agriturismi potranno lavorare miele, marmellate e salumi

Via libera dalla Giunta Regionale al regolamento attuativo

Redazione Irno24 06/08/2020 0

Marmellate, salumi, legumi, miele, vino, carni si potranno lavorare anche nella cucine delle aziende agricole e degli agriturismi. La Giunta regionale della Campania ha dato il via libera al regolamento di attuazione per la lavorazione, trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli per il sostegno dell’agricoltura contadina che introduce la possibilità di trasformare, lavorare e confezionare i prodotti agricoli da destinare alla vendita e alla degustazione direttamente nelle cucine delle aziende agricole e agrituristiche.

“Una svolta per tante imprese agricole - sottolinea il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo - questa semplificazione della filiera di trasformazione favorirà tante aziende familiari che vendono e fanno degustare prodotti agricoli che non si prestano ad una lavorazione industriale. Un’agricoltura di basso impatto ambientale che contribuirà alla difesa della campagna e al rilancio delle aree interne”.

Il regolamento definisce i prodotti per i quali è possibile la lavorazione e la trasformazione: frutti, fiori, vino ed olive, erbe officiali, castagne, frutta a guscio, funghi, tartufi e zafferano, cereali e legumi, prodotti di origine animale, confetture, miele, prodotti della panetteria. Un regolamento che integra bene territorio e agricoltura, semplifica il lavoro degli agricoltori e che favorirà il rilancio delle aree interne a rischio spopolamento.

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Sono oltre 30mila gli agricoltori e i coadiuvanti familiari in Campania che possono beneficiare dell’indennità dei 600 euro per il mese di Marzo prevista dal decreto legge n. 18 del 17 Marzo 2020 (Cura Italia). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’INPS per gli aiuti per la crisi provocata dal Coronavirus.

"Si tratta - sottolinea Coldiretti - di una platea composta per la stragrande maggioranza da 27mila coltivatori diretti e oltre 3mila coadiuvanti familiari, ma sono compresi anche coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore.

L’agricoltura italiana, nonostante le difficoltà, ha continuato a produrre per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Circa sei aziende agricole su dieci (62%) hanno registrato una riduzione delle attività per l’emergenza, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe".

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Coldiretti, con contagi priorità a vaccini filiera alimentare

Con la preoccupante diffusione dei contagi è necessario avviare al più presto la campagna di vaccinazione nell’intera filiera agroalimentare per difendere le forniture di cibo e bevande alle famiglie italiane. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Inail sulle 1.227 denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 relative all’industria alimentare con il 60% dei contagi che riguardano il lattiero-caseario, seguito dalla lavorazione delle carni (22%), dalla lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi (11%) e dai prodotti da forno (7%).

Occorre garantire la sicurezza delle forniture alimentari alla popolazione sull’intera rete di oltre un milione di realtà divise tra 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita e 360mila bar, ristoranti e agriturismi per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.

Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che - continua Coldiretti - vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale. Un popolo di eroi del cibo che - sostiene Coldiretti - non ha mai smesso di lavorare nonostante i rischi del contagio per non far mai mancare i prodotti alimentari sugli scaffali dei negozi e nelle dispense degli italiani, anche attraverso servizi innovativi come la vendita on line e la consegna a domicilio.

Con l’estensione del piano vaccinale alle categorie produttive, annunciato dal Commissario per l'Emergenza Covid-19, il Generale Figliuolo, occorre inserire la filiera agroalimentare tra quelle prioritarie per proteggere una categoria di lavoratori particolarmente esposta. Per sostenere questo obiettivo la Coldiretti ha già formalizzato alla Struttura di supporto al Commissario i punti attrezzati disponibili per la vaccinazione dei propri dipendenti e associati su tutto il territorio nazionale.

"Per quanto riguarda la Campania – sottolinea Gennarino Masiello, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Coldiretti – abbiamo offerto la disponibilità sia di nostri uffici dislocati nelle cinque province che di importanti aziende agricole, che dispongono di ampi spazi".

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Redazione Irno24 17/08/2021

Coldiretti, da ultima perturbazione nuovi danni alle coltivazioni

Con l’ultima ondata di maltempo, sono oltre 1200 gli eventi estremi che si sono verificati fino ad ora in Italia nel 2021 con un aumento del 56% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso tra nubifragi, alluvioni, trombe d’aria, grandinate e ondate di calore.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) in riferimento all’ultima ondata di maltempo che ha colpito a macchia di leopardo le città e le campagne del nord Italia con esondazioni dei corsi d’acqua, frane, campi allagati e alberi sradicati.

Una violenta perturbazione che fa salire il conto dei danni provocati nella Penisola dal caldo e dalla prolungata mancanza di pioggia che – sottolinea la Coldiretti – hanno scottato la frutta e la verdura, impoverito i vigneti, fatto cadere olive e agrumi dagli alberi, tagliato il raccolto di pomodoro e del foraggio necessario per l’alimentazione del bestiame ma anche seccato i terreni.

La pioggia – continua la Coldiretti – è importante per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.

Precipitazioni sempre più intense e frequenti, con vere e proprie bombe d’acqua, si abbattono – sottolinea la Coldiretti – su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con il risultato che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio idrogeologico secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

Siamo di fronte in Italia – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo. L’effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

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