Addio a una bottiglia d'olio made in Italy su 4, l'allarme Coldiretti

Il consiglio è diffidare dai prezzi troppo bassi

Redazione Irno24 24/06/2021 0

Con l’addio ad una bottiglia di olio extravergine Made in Italy su quattro per il crollo del 25% della produzione nazionale è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come nazionale il prodotto importato di minore qualità. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Ismea che stimano una produzione nazionale di 273mila tonnellate per effetto soprattutto del calo nelle regioni del Sud dove si concentrano i maggiori raccolti con Puglia, Calabria e Sicilia che fanno registrare contrazioni nella produzione rispettivamente del 45%, 36% e 5%.

In queste condizioni è importante verificare attentamente l’etichetta anche se - denuncia Coldiretti - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

La scritta - precisa Coldiretti - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.

Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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Redazione Irno24 28/05/2026

La Camera di Commercio celebra le Imprese Storiche Salernitane

Valorizzare il lavoro, la resilienza e la capacità di generazioni di imprenditori che hanno fatto la storia economica del territorio. È l’obiettivo del "Premio Imprese Storiche Salernitane", l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Salerno che avrà luogo venerdì 29 maggio, a partire dalle 17:00, presso il Salone Genovesi dell’Ente camerale (Via Roma, 29).

Il Premio nasce per dare un giusto riconoscimento a tutte quelle imprese - di qualsiasi forma giuridica e settore economico - che hanno mantenuto la propria attività continuativa nel medesimo settore merceologico per un periodo non inferiore a 80 anni. Aziende capaci di superare le sfide del tempo, i mutamenti dei mercati e le evoluzioni tecnologiche, preservando una sostanziale continuità con la propria radice originaria e un profondo legame con la comunità locale.

Il cuore dell’evento sarà dedicato a "La storia delle imprese e il racconto dei protagonisti", un viaggio a più voci condotto direttamente da chi, giorno dopo giorno, contribuisce alla crescita economica della provincia. Seguirà la consegna ufficiale dei premi alle imprese aventi diritto.

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Redazione Irno24 05/06/2023

L'estate porta 50mila crocieristi alla Stazione Marittima di Salerno

Quattromiladuecento sono i crocieristi sbarcati nell’ultimo fine settimana alla Stazione Marittima Zaha Hadid di Salerno. Erano i passeggeri della modernissima e coloratissima “Norwegian Breakaway”, che sabato scorso ha attraccato al Molo Manfredi; 4200 turisti (e 1550 uomini di equipaggio), per lo più americani e scandinavi: hanno scelto tutti di scendere a terra, chi perché interessato a escursioni in città, chi invece perché diretto verso i principali siti turistici della provincia, tra Costiera Amalfitana e templi di Paestum.

Un fiume di crocieristi sorridenti e composti, scena piacevolmente vista già dieci giorni prima, quando nel porto di Salerno avevano attraccato contemporaneamente la “Norwegian Breakaway” e la “Mein Schiff 2”, sbarcando oltre 7000 turisti internazionali. Numeri che confermano l’esponenziale ascesa dell’infrastruttura salernitana, la sua riconosciuta centralità nelle rotte crocieristiche che solcano il Mediterraneo, il gradimento delle grandi compagnie internazionali e l’apprezzamento degli armatori di settore.

Numeri che fanno come da spartiacque tra passato e futuro e che, dopo gli ultimi due anni segnati dal Covid, segnalano la fioritura della prima vera stagione “libera” di offerta crocieristica anche per la “Salerno Terminal Passeggeri”. La stagione crocieristica è partita ad aprile e sono già 21 gli scali registrati, tra cui il ritorno della Msc Crociere, l’arrivo contemporaneo di due grandi navi, le prime over-night (cioè la nave staziona più di un giorno al Molo). Il presente intanto incombe, l’estate sta bussando alle porte, la stagione crocieristica entra nel periodo più vivido e la Stazione Hadid si prepara a una vorticosa girandola di arrivi e partenze.

Dal 12 giugno al 5 settembre saranno 25 gli attracchi, comprese 4 "over night": quasi 50mila crocieristi sbarcheranno da giugno ai primi di settembre. Tra le grandi navi da crociera ci sono da segnalare 5 attracchi della Royal Caribbean e 2 della Norwegian Cruise: su ognuna di queste navi viaggiano in media più di 3500 turisti. Quattro le over-night, con Artemis e Artania che resteranno in banchina per più di un giorno: navi da crociera del segmento extralusso, che confermano il gradimento e la centralità dello scalo salernitano in questo specifico settore, tra l’altro in grande crescita.

Sempre nel segmento luxury c’è da segnalare la prima volta a Salerno dell’Oceania, che appartiene al gruppo Norwegian: vi fanno parte la nuovissima “Vista” (24 giugno e 24 luglio) e poi la “Sirena” (24 agosto), che attraccheranno al Molo Manfredi. Per tre volte lo farà invece la “Seven Seas Mariner” del gruppo Regent, il 5 settembre arriveranno contemporaneamente “Club Med 2” e “Enchantment of the Seas”.

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Redazione Irno24 19/07/2021

Paura contagi spinge verso aree interne, in Campania vasta offerta agrituristica

Tre italiani su quattro, il 75% di coloro che vanno in vacanza, visiteranno uno dei quasi 5.500 piccoli borghi presenti in Italia per coniugare la voglia di tranquillità con la possibilità di godere di spazi di libertà più ampi lontano dalle città o dai luoghi turistici più affollati.

E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti-Ixè sulle ferie degli italiani che evidenzia una vera svolta nella scelta delle destinazioni spinta anche dalla ripresa dei contagi. In Campania sono 339 i piccoli comuni con meno di 5.000 abitanti e si trovano in prevalenza nelle aree interne dell’Irpinia, del Matese, del Sannio e del Cilento, lontano dai grandi attrattori turistici.

Luoghi che – sottolinea Coldiretti Campania – nella seconda estate dell’era Covid registrano un nuovo protagonismo e possono ambire a consolidare un trend sempre più forte verso una vacanza nei piccoli borghi, da sempre fortemente caratterizzati dalla presenza dell’agricoltura, esempio di turismo sostenibile che, se adeguatamente valorizzato, può diventare una risorsa strategica per il rilancio economico e occupazionale dopo la crisi causata dall’emergenza sanitaria.

Le aree rurali sono scelte sia come meta turistica vera e propria oltre che come meta di gite magari in occasione del maltempo che impedisce di stare al mare. Un trend che coinvolge anche gli stranieri con quasi un turista su dieci in arrivo dall’estero in Italia quest’estate che sceglie la campagna e l’agriturismo per il bisogno di libertà, sicurezza e voglia di stare all’aria aperta, secondo un’analisi Coldiretti su dati Demoskopica.

In Campania l’offerta agrituristica – al netto delle prescrizioni anti Covid – conta su circa 24mila coperti per la ristorazione/degustazione e circa 5mila posti letto al coperto, cui vanno aggiunte le quasi 700 piazzole per il camping. In provincia di Salerno gli agriturismi dispongono di 7.500 coperti e 1.900 posti letto.

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