Coldiretti, PIL cala solo in agricoltura e pesca per mix clima e costi
Il balzo dei costi energetici si trasferisce a valanga sui costi di produzione
Redazione Irno24 31/01/2022 0
In controtendenza all’andamento generale, il valore aggiunto cala solo per l’agricoltura e la pesca per effetto del mix micidiale dell’andamento climatico anomalo con danni stimati ad oltre 2 miliardi per i raccolti a fronte del balzo nei costi di produzione, dall’energia ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame.
E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’andamento del PIL nei conti economici trimestrali dell’Istat relativi al quarto trimestre 2021, che evidenziano per l’intero anno un valore del PIL in aumento del 6,5% rispetto al 2020. In controtendenza l’agricoltura e la pesca, sulle quali pesano anche le difficoltà della ristorazione con vini e cibi invenduti nei locali svuotati.
Il bilancio agricolo è stato sconvolto nel 2021 – sottolinea Coldiretti – da un andamento climatico del tutto anomalo a causa di un inverno bollente, il gelo in primavera ed una estate divisa tra caldo africano, siccità e violenti temporali che hanno continuato ed colpire città e campagne in autunno. Il risultato è stato l’addio in Italia a quasi un frutto su quattro per il crollo di oltre il 27% della produzione nazionale secondo l’analisi della Coldiretti rispetto alla media dei cinque anni precedenti.
A pesare sull’andamento del PIL è stato il balzo dei costi energetici che – sottolinea Coldiretti – si trasferisce a valanga sui costi di produzione e sui bilanci delle imprese, dai carburanti ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame. L’aumento dei costi energetici riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.
Il rincaro dell’energia si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.
Serve responsabilità della intera filiera alimentare – conclude Coldiretti – con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle e continuare a garantire le forniture alimentari alla popolazione con l’avanzare dei contagi che mette a rischio gli scambi commerciali.
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Redazione Irno24 14/03/2022
Agricoltori campani pronti a produrre 2 milioni di quintali di grano e mais
"Gli agricoltori campani sono pronti a fare la propria parte aumentando, per le prossime semine, di 2 milioni di quintali la produzione di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione e la pasticceria – dichiara Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale – un’esigenza fortemente sentita per la crisi del settore agroalimentare, colpito duramente dagli effetti del conflitto in Ucraina.
L’obiettivo è puntare alla costruzione dell’autosufficienza – aggiunge Masiello – di una regione che oggi non riesce a soddisfare la domanda e dove, viste le quotazioni del prezzo del grano in borsa sempre più crescenti, la coltivazione potrebbe rappresentare un investimento capace di produrre reddito per le aziende agricole.
Un’occasione che potrebbe segnare la svolta per l’intero comparto nel ridurre la dipendenza dall’estero, da dove arriva circa la metà del mais necessario all’alimentazione del bestiame, più del 30% del grano duro per la produzione di pasta e oltre il 60% del grano tenero per la panificazione inoltre, legherebbe le produzioni al territorio nel perseguire un modello di biodiversità e sostenibilità.
Pertanto, è importante rafforzare il comparto attraverso la coltivazione dei terreni incolti con un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio e con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, non si può più pensare di dipendere da altre realtà, perché alla prima situazione come quella in corso si rischia di rimanere a terra".
Redazione Irno24 02/12/2020
Miele straniero in un vasetto su 2, Coldiretti: "Occhio a etichetta"
Sugli scaffali dei supermercati italiani più di 1 vasetto di miele su 2 viene dall’estero ed è quindi importante verificare con attenzione l’etichetta per non cadere nell’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea, che stima una produzione nazionale di 17 milioni di chili nel 2020.
Con la svolta salutista degli italiani, che ha portato all’aumento del 13% degli acquisti familiari di miele nei primi nove mesi dell’anno, per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre - consiglia Coldiretti - verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.
La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta – conclude Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.
Redazione Irno24 23/08/2022
Salerno, dal prossimo autunno gli "Stati Generali del turismo provinciale"
Il “Forum sul turismo”, fortemente voluto dalla Presidenza e dalla Giunta camerale, vedrà impegnarsi unitariamente le Associazioni principali del settore, con il pieno sostegno della Camera di Commercio, che è la casa naturale delle imprese turistiche, commerciali, artigianali e dei servizi della provincia di Salerno.
Il neo costituito gruppo dedicato al turismo lavorerà, tra le altre cose, alla realizzazione degli “Stati Generali del turismo provinciale”, dal prossimo autunno. Un appuntamento di dibattiti, incontri e proposte dedicati al mondo del turismo provinciale a 360 gradi, non più settoriale ma con la regia camerale che metterà al centro l'impresa e l'imprenditore, i territori e le istituzioni.
“Un impegno notevole - dichiara il coordinatore Raffaele Esposito - che sarà al centro dell’azione camerale per il settore turismo. L’idea è di istituzionalizzare una data fissa annuale, presumibilmente entro l'autunno, per intavolare una serie di ragionamenti costruttivi interni al mondo delle imprese e delle istituzioni, per favorire politiche attive e concrete per il settore turistico salernitano, che non lascino l'imprenditore turistico nell’impasse di non poter comunicare per tempo le programmazioni territoriali e soprattutto i servizi che solo il mondo istituzionale può garantire.
Abbiamo di fronte opportunità irripetibili da sfruttare in maniera adeguata. Una di queste è legata all'aeroporto Salerno-Costa D’Amalfi, che rappresenterà il volano per consolidare la leadership di destinazione turistica nel Mediterraneo. Saremo attenti e vigili affinché si portino a compimento i lavori di allungamento della pista e delle infrastrutture dedicate, con un’interlocuzione, peraltro mai interrotta, con le istituzioni preposte. Un confronto costruttivo in un momento cruciale per lo sviluppo dell’aeroporto che è stato inserito tra gli undici di interesse nazionale”.