Crisi economica da Covid-19, così la affrontano a Salerno e nella Valle dell'Irno (2a puntata)

Abbiamo intervistato alcune attività per comprenderne disagi e prospettive

Redazione Irno24 26/04/2020 0

Continua la nostra mini-inchiesta per tastare il polso all'imprenditoria salernitana in tempi di emergenza sanitaria da Covid-19. Oltre all'impatto di carattere sanitario, infatti, la pandemia ha ridisegnato lo scenario delle nostre abitudini quotidiane e l'intero panorama commerciale.

Abbiamo raccolto la testimonianza di altri 5 imprenditori del salernitano (nell'articolo precedente ne avevamo interpellati altrettanti) per comprendere meglio cosa significhi gestire un'attività in un fragente così delicato.

Queste le 3 domande: 1) Come hai affrontato l'emergenza? 2) Hai rimodulato i tuoi canali di vendita? 3) Quali sono le tue aspettative per il dopo?

PFORM - ente di formazione (Via San Leonardo, Salerno)

1) L’emergenza ha totalmente stravolto le nostre vite e la nostra routine. Sono state adottate misure restrittive che sono in contrasto con le nostre modalità di lavoro abituali, fatte per lo più di contatti e relazioni faccia a faccia. Ma non ci siamo lasciati abbattere, anzi la prima cosa che abbiamo fatto è stata reinventarci e abbiamo cercato un modo per continuare a fare il nostro lavoro, garantendo la stessa qualità ed efficienza.

2) Ci siamo subito attrezzati per continuare in smart working, abbiamo creato una piattaforma online per permettere ai discenti di continuare a seguire le lezioni. Abbiamo continuato a dare supporto alle aziende che si interfacciano con la nostra realtà, offrendo supporto nella compilazione delle domande, elargendo consigli su come gestire il proprio team di lavoro e proponendo nuovi progetti per ritornare più competitivi nel mercato del lavoro.

3) Abbiamo sfruttato questo lockdown per attrezzare i nostri uffici, ampliando gli spazi fisici affinchè al nostro rientro siano garantite le misure di distanza per lavorare serenamente insieme senza vivere nella paura costante del contagio. Abbiamo già programmato, con cadenza regolare, la pulizia straordinaria degli ambienti. Ovviamente chiederemo a tutti di rispettare le precauzioni igieniche, in particolare per le mani, mettendo a disposizione idonei detergenti, mascherine e altri dispositivi di protezione conformi.

Salerno Premiazioni - coppe, targhe e medaglie personalizzate (Via Memoli, Salerno)

1) Come la maggior parte dei commercianti che non trattano articoli di prima necessità ho dovuto chiudere senza avere certezza di quando si potesse riaprire. Ho passato settimane di angoscia in quanto consapevole dei danni economici che la crisi avrebbe portato anche dopo la riapertura. La cosa più frustrante è sentire i vertici al Governo contraddirsi ogni giorno su notizie non veritirere e imprecise. Promettevano fondi mai arrivati.

2) Ho incrementato le informazioni e le modalità online del tipo di commercio del quale di occupo.

3) Come tutti, mi aspetto il ritorno alla consuetudine in modo da far ripartire il commercio. E magari che i suddetti aiuti finanziari arrivino in modo tale da tamponare la ferita economica ed esorcizzare la cosidetta paura di comprare.

Arechi Birra - birrificio artigianale (Via Masuccio Salernitano, Salerno)

1) Da subito ci siamo attenuti alla direttive venute dall'alto, come la presenza di igienizzante nel locale. Appena si è deciso per la quarantena totale, il punto vendita l'abbiamo chiuso, potremmo anche stare aperti secondo i codici Ateco ma se nessuno fa una passeggiata per il centro di Salerno... nessuno passa davanti al negozio.

2) Il nostro shop online funziona da sempre, il nostro pubblico ed i clienti sanno che possono sempre trovare tutte le informazioni e le curiosità sui social e sul sito.

3) Stiamo vivendo una circostanza storica, mai prima di oggi tutta l'umanità si trova così in difficoltà e per uscirne non ci sono previsioni o ipotesi. Qualsiasi cosa ci riservi il futuro resisteremo ed andremo avanti.

Kernel Service - commercio computer, software e attrezzature uffici (Via Livatino, Baronissi)

1) Siamo una società che opera in ambito ICT, quindi eravamo già pronti ad essere digitalizzati. Anzi, gli avvenimenti hanno determinato un grande plus lavorativo, perché essendo l'Italia uno dei paesi più indietro sotto l'aspetto tecnologico/digitale c'è stata una grande richiesta di consulenza in merito soprattutto da parte delle PMI, tanto che il nostro lavoro è aumentato almeno del 300%. Questa cosa ha provocato tanto stress perché dare una risposta a tanti clienti contemporaneamente è stato molto faticoso.

2) Non abbiamo attivato particolari canali di vendita perché eravamo già presenti sui social, pubblicizzando i nostri servizi. Per quanto riguarda la parte di vendita dei prodotti tencologici, eravamo già ben posizionati nella Valle dell'Irno, non abbiamo cercato nuovi prodotti perché già dovevamo gestire le tante richieste dei clienti fidelizzati.

3) Voglio sperare che il futuro sia migliore sotto l'aspetto mentale e psicologico. È ovvio che qualcuno uscirà da questa situazione in modo negativo, ma penso che tante negatività si trasformino in positività perché daremo molto più valore alla vita e a cose che sembravano scontate e banali. Per quanto riguarda l'aspetto tecnologico, questa emergenza ha fatto compiere un balzo in avanti enorme nel processo di digitalizzazione degli italiani. Come ogni grande catastrofe, il virus lascerà una scia di morte ma anche tante opportunità di miglioramento e crescita.

Ingeo Solutions - consulenza edile, paesaggistica e lavori pubblici (Via Volpe, Salerno)

1) Abbiamo dovuto chiudere le attività di studio dagli inizi di Marzo e lavoraro da casa nel limite del possibile visto che l’80% del nostro lavoro è prettamente interfacciarsi con il committente, le pubbliche amministrazioni e i cantieri.

2) I canali di vendite sono sempre gli stessi e non è facile spostarsi nel mercato digitale, in quanto il settore tecnico è ancorato alle procedure tradizionali di commercio e quindi c’è bisogno del passaparola, così come del contatto con la gente e le istituzioni. Il rapporto committente-tecnico è basato sulla fiducia nei mezzi e nella professionalità prima di tutto.

3) Ho avuto paura potesse accadere qualcosa a me e la mia famiglia, ho molti dubbi sul fatto che questa ripartenza sia facile come tutti auspicano.

Se altri imprenditori volessero raccontare la loro esperienza, possono inviare una mail a redazione@irno24.it

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Anna De Rosa 11/03/2024

Tecnica e tenacia, il cantante salernitano Michele Ricciardi punta in alto

Michele Ricciardi ha 20 anni, ma le idee sono molto chiare. Quando l’ho conosciuto, dopo averlo ascoltato, ho pensato sia un esempio da seguire per tanti ragazzi scoraggiati, affinché non smettano mai di credere nei loro sogni. Michele ha deciso di dedicarsi fin da bambino alla musica, che ha "vinto" la concorrenza del calcio. Il 14 marzo sarà a Roma per la registrazione del programma Viva Rai2, con "E viva il Video Box", e inizierà il suo debutto nazionale, dopo tantissimi successi territoriali.

Quale dote per un buon cantante?

Oltre ad una buona tecnica, deve avere anche una bella voce; io mi ispiro a Sinatra a Dorelli e altri del mondo del bel canto, che adesso manca nelle radio e nella Tv.

Quando hai capito che la musica e il canto sarebbero stati la tua passione?

A casa di mia nonna c’era un vecchio giradischi, da lì l’amore per la musica con vari vinili di Sinatra, Pavarotti, Dean Martin. Fu colpo di fulmine, sentii dentro di me la voglia di cantare, di vivere la musica.

Sei anche cantautore?

Io sono soprattutto interprete, ma ho scritto vari brani e spesso mi cimento coi ruoli di presentatore, direttore artistico e attore.

Tuoi studi?

Scienze Politiche all’Università, poi studio canto e inglese per avere una migliore pronuncia.

Prossimi progetti?

Il 14 marzo sarò ospite a Rai2 da Fiorello; inoltre, stiamo organizzando varie date con Fabio Natella, il mio showservice, un professionista nel suo lavoro di manager, per portare la mia voce nei teatri e nelle piazze di tutta Italia. Ho tanti sogni da realizzare, con l’impegno e la tenacia posso riuscire nel mio intento.

Cosa pensi della musica contemporanea?

Non mi piace molto, gli unici che si avvicinano al mio mondo sono i ragazzi de "Il Volo", ma anche loro purtroppo stanno diventando un po’ commerciali, come del resto tanti altri.

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Anna De Rosa 30/04/2023

Il mare come elemento essenziale dell'opera di Clarita Laureti

Ho conosciuto Clarita Laureti anni fa. La sua arte perché mi piace, mi intriga, mi sorprende con il suo dipingere su superfici grandi per esprimere la sua fede, il suo tormento, la sua gioia, la sua realtà; le sue opere mi trasmettono emozione e meraviglia. I temi di Clarita sono espressione del suo sentire del momento, del suo cavalcare l’emozione che la vista porta nel suo stato d’animo.

Dove sei nata? Dove vivi?

Sono nata a Roma, ma vivo a Salerno da molti anni.

Qual è la tua formazione, che tipo di persona sei, cosa ti caratterizza?

Vengo da studi classici, mi sono laureata presso l’Università di Salerno in Pedagogia, ho preso la seconda laurea in Lettere e Filosofia e mi mancavano 7 esami per la laurea in Lingua e Letteratura straniere, facoltà che ho lasciato per dedicarmi a studi di economia e sono entrata in banca, dove ho lavorato per 40 anni.

Il mio pensiero va verso una vita con valori sani, la mia priorità sono i miei figli e nipoti, cui do rispetto e tutela. Sono una donna poliedrica, sportiva, amo dipingere e fare ceramica. Prediligo ambienti stimolanti, ricchi di novità, mi piace stare con persone estroverse, esuberanti, odio la solitudine; dedico il mio tempo libero alla pittura partecipando a collettive d’arte ed eventi.

Quando e come è iniziato il tuo percorso artistico?

A 12 anni realizzai un pannello a scuola sui quartieri di Roma, riuscì così bene che venni premiata, compresi che l'arte era la mia passione; in realtà già all'asilo, a 3 anni, mi fu riconosciuta la bravura nel disegno quando mi cimentai in un acquarello. E poi ho continuato a dipingere, a interessarmi anche alla ceramica. Sono un po' figlia d'arte perché, da piccola, quando vivevo a Roma, mia zia, una pittrice quotata, mi portava nei salotti d'arte, nei musei e nelle gallerie dove esponeva.

Come nasce una tua opera? Cos'è per te l'ispirazione?

Amo la vita, il contatto con la natura, soprattutto il mare, qui al sud è l'essenza. I miei quadri riportano sempre l'azzurro del mare. Sono appassionata della musica di Beethoven, all'ascolto di tale bellezza mi ispiro e inizia il mio processo creativo. Dipingo volti di donne con sguardi evocativi amore, smarrimento, inseriti in paesaggi della Costiera Amalfitana che mi ha preso l'anima.

Il mare è elemento di riferimento sia nella vita (non a caso mi sono innamorata del mio allenatore di nuoto, che ho sposato in un matrimonio subacqueo) che nell'arte; è il mio focus, il mio soggetto preferito, mi permette di dimenticare le preoccupazioni quotidiane, i dolori, le ferite inferte dalla vita. La mia pittura è estemporanea, proviene da un impulso immediato, i colori predominanti nelle mie tele sono il turchese, l'azzurro e il blu cobalto.

Cosa cerchi di comunicare attraverso le tue opere?

Lascio emozionare chi le guarda, recependo la mia emotività.

I riferimenti artistici e culturali che ti hanno maggiormente influenzato?

Mi piace Botticelli, mi sento vicina alla sua pittura, uno degli artisti che fu simbolo del Rinascimento con la sua splendida Venere, che rappresenta la potenza generatrice della natura. Mi piace anche Leonardo, perché è ossessionato dalla perfezione e dal tentativo di liberare dalla pietra le figure imprigionate. Provo una sensazione di stupore e meraviglia guardando le sue opere. Mi piacciono le sculture di Michelangelo.

Artisti, galleristi, istituzioni. Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea del nostro Paese?

Credo ci sia ancora molto da lavorare, bisognerebbe coinvolgere non solo grandi città ma anche i piccoli centri e valorizzare l'attività degli artisti in una sana competizione, solo per passione e senza speculazione.

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Anna De Rosa 20/06/2022

Donatella Fenio, voce e sensazioni di chi viene lasciato indietro

“Il segreto di Gabrielle Ross” di Donatella Fenio è una storia di amore e di passione: il riscatto di una donna che sceglie di essere fuori da una relazione difficile. E’ un vero e proprio thriller con tanto di colpi di scena. Donatella Fenio in questo suo lavoro editoriale vuole dar voce anche a quanto ancora c’è da dire sulla violenza sulle donne, in particolar modo sull’amore deviato che crea illusioni e false attese.

Dove sei nata? Dove vivi?

Sono nata ed abito a Salerno.

Quando e come è cominciato il tuo percorso artistico? Perché la voglia di scrivere?

La voglia di scrivere è sempre stata innata in me. Ma la mia prima possibilità si è presentata nel 1995; partecipai per gioco ad un concorso di poesia, e con mia grande sorpresa mi classificai seconda. Il concorso era per ricordare il grande Alfonso Gatto ed il titolo della mia poesia era "L'inverno".

Come nasce una tua opera? Cosa cerchi di comunicare attraverso il tuo scrivere?

Le mie opere nascono da domande che mi pongo. Se al telegiornale si parla del referendum per decidere se persone dello stesso sesso possano adottare bambini, la mia domanda è perché si debbano fare referendum per questo, perché due persone che si amano debbano lottare per poter essere riconosciuti come famiglia. Cerco sempre di mettermi nei panni di chi non ha voce, i giudizi li lascio agli ignoranti, io nel mio piccolo cerco di capire come si sente chi viene lasciato indietro. Provo a dare voce a chi non ne ha.

Case editrici, critici, istituzioni. Cosa pensi del sistema dell’editoria contemporanea del nostro Paese?

Purtroppo ho rinunciato a diversi concorsi, perché quasi tutti richiedono soldi per poter partecipare. C’è poca meritocrazia in questo settore e le case editrici non premiano più gli autori emergenti, ma si buttano più su facili guadagni. Detto questo però io non mi arrendo e vado avanti per la mia strada. Il mio primo romanzo “Il Segreto di Gabrielle Ross”, pur essendo un libro finito, ha altri due capitoli scritti ma non ancora pubblicati.

Progetti futuri? Cosa ti ha lasciato la pandemia?

Sicuramente ci sono altri libri che sono pronta a scrivere, ho da raccontare tante storie ancora. Riuscire a farmi conoscere e vivere della mia arte è ancora un sogno, ma io non sono una che si arrende facilmente. Un mio progetto è sceneggiare il mio romanzo, farne un copione e farlo diventare un film. Forse volo alto ma nella vita mai dire mai. La pandemia mi ha ricordato di vivere oggi perché domani è sempre incerto.

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