De Luca: "Entro Ottobre 4.6 milioni di doppie dosi, obiettivo per immunità di gregge"

"Dobbiamo completare la vaccinazione rivolta alla popolazione studentesca"

Redazione Irno24 16/07/2021 0

"Entro la prima decade di Ottobre - spiega il Governatore De Luca nell'intervento in streaming del Venerdì - arriviamo a 4,6 milioni di doppie dosi. È l'obiettivo che ci siamo dati per raggiungere l'immunità di gregge.

Mi auguro - prosegue - che non ci siano nuove zone gialle, che si ragioni sulla quantità di ricoveri e non sui numeri del contagio. Qualunque ministero della Salute o commissario al Covid responsabile avrebbe provveduto a fare un lavoro di prevenzione, non lo hanno fatto. La Campania ha ricevuto meno vaccini di tutti. Se dovessero immaginare zone gialle, la metà della responsabilità sarebbe di questi signori che se ne sono infischiati della Campania".

E sul fronte scuola: "L'obiettivo è la riapertura in presenza, ma in condizioni di sicurezza. Per farlo dobbiamo completare la vaccinazione rivolta alla popolazione studentesca. Faremo un programma per 16enni, 17enni e 18enni da vaccinare tra luglio, agosto e inizio settembre".

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Francesca Guglielmetti 20/01/2023

Fede calcistica e bias cognitivo in chiave Salernitana-Napoli

Immaginate un sabato di gennaio. Immaginate di essere davanti allo schermo, comodamente spaparanzati in salotto o, meglio ancora, seduti allo stadio. Immaginate l'attesa febbrile che precede la visione della vostra squadra, che si prepara a scendere in campo, e poi la concitazione, la partecipazione con cui la seguite per tutto il match. Immaginate poi tutti i 90 minuti che, certamente, nonostante i pronostici, potete, appunto, solo immaginare, perché al di là dei desideri, delle aspettative, delle ipotesi, il risultato di Salernitana-Napoli, ad oggi, proprio non lo conosciamo.

Ora però lanciatevi in avanti perché, ve lo assicuro con scientifica certezza, quello che accadrà dopo é tutto molto codificato: a partire dal terzo fischio dell'arbitro (ma in realtà anche durante la partita stessa), "noi" ci racconteremo delle cose e "loro" se ne racconteranno delle altre. La giusta decisione arbitrale per gli uni sarà vissuta come uno scandalo dagli altri, un fallo conclamato per una parte diventerà un insignificante contatto per l'altra. Fino ad arrivare alla frase che, quando tifosi di squadre diverse commentano la partita, arriva puntuale e, spesso, rabbiosa: "ma tu che partita hai guardato???". Una partita diversa da quella dell'altro, sempre, nonostante le sincere dichiarazioni di estrema oggettivitá di giudizio.

È nota la battuta che individua lo psicologo come colui che allo stadio, mentre il pubblico guarda la partita, si incanta a guardare i tifosi. Non molti anni fa, questa tendenza tutta psicologica ha dato i suoi primi frutti. Ed infatti un manipolo di talentuosi e curiosi studiosi dell’Università di York, poco soddisfatti dell'osservazione, per così dire, informale dei tifosi, mappando e comparando attraverso la risonanza magnetica l’attività cerebrale dei sostenitori del Manchester United e del Chelsea, mentre guardavano la propria squadra sfidare l’altra, hanno scoperto che le regioni del cervello coinvolte con il meccanismo della visione mostravano un’attività simile, mentre le aree dedicate alle funzioni cognitive presentavano grandi differenze tra i due gruppi.

Ossia, a parità di informazioni sensoriali, l'interpretazione che ne deriva sará diversa a seconda della "fede calcistica" del soggetto. Tim Andrews, professore del Dipartimento di Psicologia dell’Università di York, spiega ancora meglio il fenomeno, evidenziando che, quando si compara l’attività cerebrale dei tifosi della stessa squadra e di quelli di squadre rivali, nelle regioni sensoriali del cervello l'attività è coerente per tutti i partecipanti; o, in altre parole, tutti vedono ed ascoltano la stessa partita.

Tuttavia, nelle regioni frontali e sottocorticali del cervello c’è una correlazione tra i tifosi della stessa squadra, ma differenze significative tra i due gruppi. Questo è ciò che permette a fan di squadre rivali di sviluppare una diversa interpretazione della stessa partita. Una delle regioni del cervello che mostrava le differenze più grandi tra i due gruppi era il nucleus accumbens, un’area fondamentale per il sistema di ricompensa.

I ricercatori hanno ipotizzato che tale ultimo aspetto sia alla base della formazione di un bias cognitivo, ossia di un costrutto, di una convinzione che si fonda su percezioni errate o deformate o, anche, su pregiudizi e ideologie. L'essere tifosi di una squadra stimola la formazione di un bias di gruppo che favorisce la tendenza a sopravvalutare le capacità della cerchia a cui si appartiene, considerandone il valore o i successi come il risultato delle qualità di chi ne fa parte, ed a sottovalutare chi è in un gruppo estraneo, attribuendo i successi a fattori esterni, slegati dalle possibili capacità di chi vi appartiene (la squadra x "ruba" oppure "ottiene favori arbitrali").

In definitiva, semplificando e, ahimè, banalizzando, si crea un "noi" solido, granitico e ben rappresentato, che per restare tale deve poter individuare un "altro da noi" a cui contrapporsi e nel quale identificare un nemico, una minaccia. Questo meccanismo, in realtà molto arcaico, era funzionale nelle prime fasi dello sviluppo dell'umanità a far sí che si formassero delle comunità in grado di offrire senso di appartenenza e protezione (sensazioni che ancora oggi i tifosi dichiarano di percepire).

Certo, lo studio lascia quesiti irrisolti (in quanto molto più moderni) e, soprattutto, non offre una soluzione a quanti, e pare siano un po', trattandosi di un derby tutto sommato di recentissima nascita, si trovano a dover decidere con quale "noi" doversi identificare. Ma questa è tutta un'altra storia. Nel frattempo, godiamoci lo spettacolo accettando che, come ognuno ha la "sua" squadra, ognuno vedrá la "sua" partita.

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Redazione Irno24 29/01/2022

Asl Salerno, vaccinazioni a scuola riservate soltanto agli studenti

In un post pubblicato sui social, l'Asl di Salerno fa chiarezza sugli open day organizzati all'interno degli istituti scolastici (come ad esempio è avvenuto all'istituto Genovesi-Da Vinci). Viene precisato, infatti, che tali sessioni vaccinali sono riservate unicamente agli studenti.

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Redazione Irno24 12/07/2025

Ruggi blocca nulla osta ad OSS vincitori mobilità, denuncia Fp Cgil Salerno

"È inaccettabile quanto sta accadendo presso l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dove la Direzione Strategica continua a non firmare la delibera per concedere il nulla osta in uscita a 8 operatori socio-sanitari (OSS) che, tra il 6 e il 14 giugno 2025, hanno regolarmente presentato domanda dopo aver vinto una procedura di mobilità verso l’ASL Napoli 3 Sud. Si tratta di dipendenti che, legittimamente, chiedono di poter proseguire il proprio percorso professionale in un’altra azienda sanitaria, dopo aver superato una selezione pubblica, ma che si trovano ora ostacolati da un immobilismo incomprensibile.

La mancata autorizzazione da parte dell’azienda non trova alcuna giustificazione né organizzativa né di tipo assistenziale. Questi lavoratori rischiano di perdere il posto a Napoli se la delibera non sarà emanata a breve. L’eventuale uscita di questi lavoratori, inoltre, non comporterebbe carenze di personale, poiché esiste una graduatoria di OSS già in essere al Ruggi, attiva e in corso di scorrimento. Questo atteggiamento ostruzionista rischia non solo di compromettere un’opportunità lavorativa concreta per questi operatori, ma anche di rappresentare un pericoloso precedente rispetto al rispetto delle regole, della trasparenza e dei diritti dei lavoratori.

A rendere ancora più preoccupante la situazione è il rischio concreto che l’azienda non attivi tempestivamente il necessario concorso per il reclutamento di dirigenti medici da destinare all’area dell’emergenza-urgenza. Il Pronto Soccorso del Ruggi è già oggi in evidente difficoltà, fortemente sovraccarico e sotto pressione a causa dell’enorme afflusso di pazienti provenienti da tutta la provincia. Questo perché l’ospedale di Salerno, in quanto DEA di secondo livello, rappresenta il principale punto di riferimento per la gestione delle urgenze più complesse su tutto il territorio"

Lo scrive Antonio Capezzuto, segretario generale FP CGIL Salerno.

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