Ecco il passaporto vaccinale, De Luca: "Certificazione per rilancio del turismo"

Sono circa 4 milioni le card già ordinate

Redazione Irno24 25/03/2021 0

L'unità di crisi regionale comunica che ad oggi sono state consegnate 170.000 card di avvenuta vaccinazione al personale sanitario che ha completato la somministrazione con la seconda dose. Sono circa 4 milioni le card di “passaporto vaccinale” già ordinate e saranno consegnate a tutti i cittadini vaccinati.

“L’obiettivo – ha dichiarato il Governatore Vincenzo De Luca – è utilizzare tale certificazione per rilanciare interi settori economici, in particolare il comparto turistico, cercando di legare la straordinaria offerta dei nostri territori alla certificazione di immunità degli operatori del settore”.

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Redazione Irno24 11/12/2020

Salerno aderisce all'iniziativa "Compro sotto casa perchè mi sento a casa"

Anche Salerno aderisce alla campagna "Compro sotto casa perchè mi sento a casa" promossa da Confcommercio Campania, al fine di sostenere, anche in vista dello shopping di Natale, gli acquisti nei negozi di vicinato.

Nel supportare, così, le attività commerciali che tengono accese le luci delle città e offrono lavoro a migliaia di addetti, tra le categorie più colpite dalla pandemia che ha visto dimezzati i fatturati del settore, la campagna nazionale di lancio vuole trasmettere anche un messaggio di speranza e serenità in vista delle festività natalizie, ritrovando il piacere di lasciarsi affascinare dalle vetrine, curiosando tra gli scaffali e confezionando pacchetti regalo.

“I negozi di vicinato - sostiene Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Campania delegazione di Salerno - svolgono una funzione molto importante: una serranda alzata, una vetrina illuminata rappresentano, a nostro avviso, la prima sentinella a guardia della sicurezza dei territori che abitiamo.

Aderendo alla campagna nazionale, speriamo di incentivare gli acquisti 'sotto casa' e di contribuire alla 'resistenza' del commercio di vicinato, quello fatto da persone che ci mettono il cuore e la faccia e che, oggi, competono con giganti dell’e-commerce che già vivono di un vantaggio garantito dal lockdown e dallo stop che molte attività commerciali hanno dovuto subire”.

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Redazione Irno24 09/07/2020

Prima assemblea provinciale Coldiretti post pandemia, si lavora per agricoltura in crisi

Si è svolta l'Assemblea provinciale di Coldiretti Salerno, la prima convocata dopo il lockdown. Un incontro che ha posto al centro la ripartenza dopo lo shock Covid che ha colpito duramente il comparto agricolo, con particolari ripercussioni nei settori dell’ortofrutta, della zootecnia, dell’ospitalità rurale e del florovivaismo, “anche se l’emergenza in modi diversi ha colpito tutti” ha evidenziato il presidente di Coldiretti Vito Busillo.

“Uno sforzo enorme è stato fatto in questo periodo dalle aziende agricole - ha ricordato Busillo - sono stati mesi duri nei quali come organizzazione abbiamo cercato di limitare i danni intervenendo su più fronti, attraverso soluzioni alternative per riconvertire le attività bloccate dal lockdown, come la vendita a domicilio con Campagna Amica ad esempio, ma allo stesso tempo non abbiamo mai dimenticato le famiglie maggiormente penalizzate, i vecchi e i nuovi poveri, con iniziative di solidarietà realizzate anche in collaborazione con le amministrazioni comunali e le altre associazioni.

L'importante lavoro di Coldiretti sia a livello nazionale che locale ha fatto sì che tutte le richieste alla politica siano state accolte, a dimostrazione della straordinaria reputazione di cui l'associazione gode. Questo è un valore aggiunto fondamentale per le aziende e i territori".

Il direttore Enzo Tropiano ha evidenziato la sana gestione associativa e la politica di sviluppo e di crescita in favore delle aziende in particolare per l'impegno nella costituzione dei distretti che gestiranno le politiche strutturali dei prossimi dieci anni. “Una gestione di successo dell’organizzazione raggiunta grazie al sostegno dei soci, con i quali continuiamo a portare avanti una politica di attenzione verso l’agricoltura, la filiera e i consumatori, dai quali dipendono molte delle scelte strategiche del futuro”.

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Redazione Irno24 08/07/2020

La stima Coldiretti: "Senza matrimoni è crack da 15 miliardi"

Un crack da 15 miliardi di euro per i promessi sposi in Italia con la cancellazione e il rinvio delle nozze a causa dell’emergenza Coronavirus. E’ quanto stima la Coldiretti sulle conseguenze della pandemia sul mondo del wedding con circa 80mila matrimoni sospesi nel solo primo semestre 2020, in riferimento alla marcia in abito bianco delle spose mancate davanti al palazzo di Montecitorio.

La crisi generata dal Covid 19 - sottolinea Coldiretti - ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende: dal catering alla fotografia, dai trasporti al florovivaismo, dai viaggi all’abbigliamento, dal trucco alle acconciature, dall’immobiliare fino alla vigilanza privata. Prima il lockdown e poi l’incertezza sulla diffusione della pandemia hanno costretto le coppie pronte a convolare a nozze a contrattare rimborsi o voucher per riorganizzare il pronunciamento del fatidico sì.

A rischio sono oltre un milione di lavoratori diretti ed indiretti impegnati nei settori collegati. Un settore che vede l’Italia all’avanguardia a livello internazionale con un elevato numero di stranieri che sceglie proprio il Belpaese per celebrare l’esclusivo evento. La presenza di location uniche ma anche la creatività organizzativa e l’alto livello dell’offerta enogastronomica rappresentano i fattori di successo che condizionano le scelte dei futuri sposi.

L’ultima tendenza è quella dei matrimoni green con quasi quattro giovani su dieci (38%) che considerano l’ambiente l’emergenza principale, con scelte sostenibili che vanno dalla location in campagna ai menù a chilometri zero con prodotti esclusivamente locali, dalle "agribomboniere" lavorate con lana di pecora o decorate con spighe alla torta nuziale della nonna, fino agli addobbi floreali con essenze locali e al ritorno delle carrozze trainate dai cavalli con una spesa media che oscilla fra i 30 e i 60mila euro per il pacchetto completo del “giorno più bello”.

Proprio per questo, i settori che hanno pagato il prezzo più alto all’emergenza sono quelli dell’agriturismo con le 24mila strutture presenti in Italia ma anche il florovivaismo con 27mila imprese.

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