Emergenza caldo, ok da Regione +50% di gasolio per irrigazione e stalle

L’anticipazione della maturazione causerà una perdita media di almeno il 20% della produzione

Redazione Irno24 26/07/2022 0

Via libera dall’Assessorato all’Agricoltura della Campania all’incremento del 50% di gasolio agricolo a favore delle aziende che hanno necessità di irrigare con le pompe in pieno campo, accogliendo la specifica richiesta avanzata da Coldiretti Campania. La maggiorazione nella disponibilità di carburante serve anche a rispondere alle necessità delle stalle, per l’energia necessaria ai macchinari utilizzati per la produzione e per il benessere degli animali.

Le richieste potranno essere avanzate dal 1° settembre e saranno a beneficio delle imprese che prevedono di esaurire le scorte di carburante entro il 10 ottobre. La morsa del caldo, che ormai si trascina da maggio, ha costretto le aziende agricole ad incrementare l’irrigazione. Nonostante gli interventi di soccorso, l’anticipazione della maturazione causerà una perdita media di almeno il 20% della produzione.

Uno scenario drammatico in un 2022 che in Italia si classifica nel primo semestre come l’anno più caldo di sempre, con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica, ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr. La tendenza al surriscaldamento è evidente nel nostro Paese, dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020.

I rincari dell’energia – sottolinea Coldiretti – hanno un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola. I consumi diretti per le aziende agricole includono i combustibili per trattori e i trasporti, mentre fra i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica, vetro o tetrapack. Il comparto alimentare richiede invece ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed elettricità, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro.

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Non è mai stato così alto l’allarme per l’invasione di cinghiali in Italia, che con l’emergenza Covid hanno trovato campo libero in spazi rurali e urbani, spingendosi sempre più vicini ad abitazioni e scuole fino ai parchi dove giocano i bambini.

Gli animali selvatici distruggono produzioni alimentari, sterminano raccolti, assediano campi, causano incidenti stradali con morti e feriti e si spingono fino all’interno dei centri urbani dove razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone. Una situazione che ha ormai oltrepassato il limite di guardia con gli agricoltori esasperati che domani, giovedì 8 luglio 2021, dalle 9:00 a Roma in piazza Montecitorio scatenano la più grande protesta mai realizzata prima nella Capitale e con le mobilitazioni in tutte le regioni.

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Saranno presenti, oltre al presidente di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello, rappresentanti delle istituzioni e della politica. Per l’occasione sarà diffusa l’esclusiva analisi Coldiretti su “Covid e l’assedio dei cinghiali in Italia”, sui rischi per la sicurezza, l’ambiente e la salute e le proposte concrete per garantire la sopravvivenza delle aziende agricole e la tranquillità dei cittadini.

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Petrolio, Coldiretti: effetto valanga da campi a tavola

In un Paese come l’Italia dove l'85% dei trasporti commerciali avviene per strada, l’impennata del costo del petrolio e il conseguente rincaro dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione lungo la filiera, dal campo alla tavola. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al rincaro record delle quotazioni del petrolio.

L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché – sottolinea Coldiretti – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumentano anche i costi delle imprese. Nelle campagne salgono del 50% nell’ultimo anno, secondo l’analisi Coldiretti, i costi del gasolio per il movimento delle macchine come i trattori, ma in agricoltura il caro energia colpisce con l’arrivo dell’autunno pure le attività agricole che utilizzano il carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali.

Il rincaro dei costi energetici – continua Coldiretti – si trasferisce sui costi di produzione nella filiera agroalimentare come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Il risultato è che, ad esempio, quando si acquista una passata al supermercato si paga più per la confezione che per il pomodoro contenuto.

In questo contesto – afferma Coldiretti – servono interventi strutturali per dotare il paese di una riserva energetica sostenibile puntando sulla filiera del biometano nel quale l’agricoltura italiana è all’avanguardia e che può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo del contenimento delle emissioni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) – conclude Coldiretti – rappresenta in questo senso un’opportunità importantissima per il pieno sviluppo del potenziale offerto del settore del biometano agricolo con l’obiettivo di arrivare alla produzione del 10% di gas rinnovabili nella rete del gas nazionale.

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