Supporto digitale alle imprese salernitane con "EDI Confcommercio"

Seminari online su strategia e comunicazione per l'e-commerce

Redazione Irno24 08/06/2020 0

Confcommercio Campania – sede di Salerno lancia il nuovo servizio di Sportello Innovazione EDI Confcommercio che, attraverso il format Spinta Digitale, propone una nuova attività formativa rivolta alle imprese; 3 webinar, uno introduttivo e due di approfondimento verticale della durata di due ore ciascuno, sul tema del “Retail e Digitale: come superare l’emergenza” con un particolare focus sulla strategia e sulla comunicazione per l'e-commerce.

“Nelle nostre città del futuro - spiega Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Salerno - non intendiamo i locali a livello strada semplicemente come delle vetrine di grandi player internazionali, ma continuiamo a vediamo il domani abitato dai negozi fisici, con i piccoli esercenti che rappresentano la prima sentinella del territorio: una comunità è viva dove la saracinesca è aperta e lotteremo ancora per questo.

Resta ovvio che, mediante l’attivazione dello Sportello Innovazione EDI Confcommercio, assieme al recente accordo con Ebay, ci auguriamo che i nostri esercenti del futuro siano proiettati, oltre che a gestire in maniera competente il punto vendita fisico, nel completare l’esperienza d’acquisto assicurando una presenza online adeguata ai tempi che cambiano e alle aspettative di una clientela sempre più orientata al digitale”.

Le imprese che seguiranno i webinar live potranno intervenire attivamente e porre domande al docente per calare le lezioni sulle esigenze specifiche e le necessità aziendali. I webinar saranno registrati per consentire anche una visualizzazione successiva all’appuntamento indicato. Sarà necessario registrarsi per partecipare.

Informazioni e iscrizioni su ediconfcommercio.it/webinar-retail-e-digitale. Prossimi appuntamenti in calendario: “E-commerce strategy per ripartire” il 25 giugno dalle 10:30 alle 12:30, “Come promuovere l’e-commerce” il 9 luglio dalle 10:30 alle 12:30.

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Redazione Irno24 17/08/2020

Coldiretti-Terranostra, la rivincita degli agriturismi in Campania

Il 2020 sarà ricordato come un anno spartiacque per il movimento agrituristico in Campania, nel male e nel bene. Dopo i primi dati positivi alla fine del lockdown – segnalano Coldiretti e Terranostra Campania – nel mese di agosto si consolida un boom di richieste in tutta la regione. Nel weekend di Ferragosto appena trascorso non solo si è registrato il sold out in tutti gli agriturismi della regione, ma un inedito boom nelle aree interne lontane dal mare.

Dagli agriturismi della rete Campagna Amica – annunciano Coldiretti e Terranostra Campania – si raccolgono dati mai registrati prima: un overbooking triplo rispetto alle richieste. Un fenomeno spinto dal desiderio di spazi ampi e di luoghi sereni, dovuto proprio alla paura del contagio da Covid19. In Campania sono presenti oltre 700 agriturismi nelle cinque province, con circa 20mila coperti e 2.500 posti letto, di cui il 20% in Irpinia, il 22% nel Sannio, il 12% nel Casertano, il 15% nel Napoletano e il 31% nel Salernitano. Si conferma la scarsa presenza di stranieri ed un flusso turistico prevalentemente italiano, con provenienze da tutte le regioni.

“Il successo di agosto – commenta Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania, l’associazione che promuove gli agriturismi a marchio Campagna Amica – non ripaga la frenata dei mesi di chiusura, ma è un fenomeno interessante che abbiamo il dovere di capire fino in fondo. Se da una parte c’è il Covid a spingere i turisti verso la campagna, dall’altra c’è una crescita costante in questi anni di una nuova tendenza, fatta di ricerca di autenticità e benessere, di borghi rurali e cultura, di attività all’aria aperta e di esperienze autentiche.

Il lavoro che abbiamo portato avanti per la promozione del vero agriturismo sta pagando proprio in questa crisi, premiando chi sceglie di accogliere i visitatori nella propria azienda agricola senza inganni. E c’è ancora tanta strada per far comprendere la diversità di una vacanza in campagna. Infatti ci segnalano alcune recensioni negative ai nostri agriturismi che non hanno la famosa bevanda dolce americana con le bollicine. Siamo sicuri che anche costoro alle fine apprezzeranno i succhi di frutta e il buon vino”.

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Redazione Irno24 25/03/2021

Ordinanza De Luca "sblocca" Campagna Amica, la soddisfazione di Coldiretti

"Siamo pienamente soddisfatti della decisione della Regione, che ha tenuto conto della nostra istanza presentata la settimana scorsa". Salvatore Loffreda, direttore Coldiretti Campania, esprime così la piena soddisfazione dopo l’ordinanza n° 11 che riapre la possibilità dei mercati all’aperto, consentendo il ritorno dei gazebo gialli di Campagna Amica nelle piazze di tutta la regione.

"Il lavoro svolto è stato fondamentale - sottolinea Loffreda - riapriranno già da domani i nostri mercati contadini, che da sempre sono un punto di riferimento per i consumatori e rappresentano un modello di vendita che avviene nel pieno rispetto delle normative sanitarie e delle regole previste per il contenimento del Covid: distanziamento tra banchi, ingresso contingentato, rispetto della distanza, utilizzo delle mascherine, dei guanti e di gel disinfettanti messi a disposizione dei clienti all’ingresso del mercato e presenti su ogni banco.

È una scelta di buon senso che incontra sia le esigenze degli imprenditori agricoli che dei tanti cittadini che hanno stretto con noi un rapporto di fiducia, di tutela dell’ambiente e della salute".

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Redazione Irno24 24/08/2020

Coldiretti, da grano a pane il prezzo aumenta 15 volte

Dal grano al pane il prezzo aumenta di quasi 15 volte per effetto delle speculazioni e delle importazioni selvagge di prodotto dall’estero con pagnotte e panini spacciati come italiani all’insaputa dei consumatori. A denunciarlo è la Coldiretti in riferimento agli ultimi dati diffusi da Eurostat che evidenziano come in Italia i prezzi del pane siano superiori del 14,5% rispetto alla media in Europa dove il prezzo piu’ alto è in Danimarca e il piu’ basso in Romania.

Oggi – sottolinea Coldiretti – un chilo di grano tenero è venduto a meno di 21 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 3,1 euro al chilo, con un rincaro quindi di quasi quindici volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito. Se a Milano una pagnotta da un chilo costa 4,22 euro, a Bologna si arriva addirittura a 4,72 euro, ma a Napoli si scende fino a 1,89, mentre a Roma si viaggia sui 2,63 euro, a Palermo sui 3,02 euro e a Torino sui 3,05 euro, secondo analisi Coldiretti su dati Osservatorio prezzi.

La forte variabilità da una città all’altra è peraltro una evidente dimostrazione che – sottolinea Coldiretti – l’andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano, con le quotazioni dei prodotti agricoli ormai sempre meno legate all’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più ai movimenti finanziari e dalle strategie speculative. Il risultato è che gli agricoltori devono vendere ben 5 chili di grano per potersi pagare un caffè o una bottiglietta di acqua al bar.

La situazione del grano italiano stretto tra speculazioni di filiera ed importazioni selvagge – denuncia Coldiretti – è la punta dell’iceberg delle difficoltà che deve affrontare l’agricoltura italiana. Lo dimostra il fatto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dai salumi fino ai formaggi, mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale che assorbe la parte preponderante del valore secondo Ismea.

C’è sicuramente un margine da recuperare per garantire un giusto compenso agli agricoltori, senza pesare sui cittadini – conclude Coldiretti - per realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti.

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