Frode fiscale, sequestro di 500mila € a titolare impresa "fantasma" di Solofra
L’operazione è frutto di articolato approfondimento investigativo delle Fiamme Gialle
Redazione Irno24 13/12/2024 0
Nelle scorse ore, la Compagnia GdF di Solofra, su disposizione della Procura di Avellino, nell’ambito di un’indagine per le ipotesi di reato di autoriciclaggio e reimpiego di profitti illeciti, ha eseguito il sequestro probatorio di 500mila euro nei confronti di un pluripregiudicato, legale rappresentante di una impresa "fantasma" operante nel polo conciario, che ha abilmente occultato il denaro agli inquirenti.
L’operazione è frutto di articolato approfondimento investigativo delle Fiamme Gialle, a seguito dell'analisi di documentazione acquisita nell’ambito di precedente attività di polizia giudiziaria, nella quale sono state eseguite misure cautelari personali e reali nei confronti di un’associazione delinquenziale per frode fiscale e riciclaggio nazionale e transnazionale.
Gli accertamenti, eseguiti con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo e condotti mediante l’esame dei flussi finanziari della società “dominus” del circuito, hanno consentito di individuare le somme sottratte nonchè i capitali di illecita provenienza destinati al reimpiego nell’ambito di attività economiche legali, al fine di disperderne l’origine delittuosa.
NOTA STAMPA GDF SOLOFRA
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Sesso a pagamento in "centro estetico" a Solofra, deferiti in due
Operazione contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione da parte dei Carabinieri della Stazione di Solofra, che hanno denunciato in stato di libertà un uomo e una donna di origini asiatiche. Gli accertamenti sono partiti monitorando alcuni siti internet, spesso utilizzati come bacheche di annunci a sfondo sessuale, su cui soggetti dediti all’attività di meretricio pubblicizzano le loro prestazioni ai potenziali clienti in cerca di “avventure”, con il numero da contattare per concordare gli appuntamenti durante i quali consumare rapporti sessuali a pagamento.
I militari dell’Arma, individuato l’immobile dove veniva esercitata l’illecita attività, pubblicizzata online con tanto di fotografie che non lasciavano alcun dubbio sulla finalità degli incontri, hanno iniziato un’attività di monitoraggio. Durante i controlli, è stato notato un continuo via vai di persone che si recavano presso quel locale, trattenendosi per brevi periodi, compatibili con la consumazione di rapporti sessuali.
Nel corso delle indagini, gli operanti hanno identificato alcune persone che, avvicinate discretamente, hanno confermato la natura delle prestazioni offerte all’interno del locale, formalmente presentato come un “centro estetico”, aperto fino a tarda sera, con vetrate oscurate e coperte da disegni. Ai Carabinieri non è restato altro da fare che accedere in quell’esercizio, dove hanno trovato un’avvenente 45enne di origini cinesi e un suo connazionale di 50 anni.
Durante l’ispezione sono stati rinvenuti due cellulari, presumibilmente utilizzati per organizzare gli appuntamenti, e una somma in contanti di circa 1.200 euro, probabile provento del meretricio. La mole di elementi raccolti ha permesso di delineare un quadro indiziario che, d’intesa con la Procura di Avellino, ha portato al deferimento dei due soggetti, ritenuti responsabili di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Sono attualmente in corso ulteriori accertamenti per identificare eventuali complici coinvolti nell’attività illecita.
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Solofra, soccorsa anziana intrappolata nell'auto semisommersa
A causa della forte pioggia, che nella serata di ieri ha imperversato in molti comuni dell’Irpinia, al 112 sono pervenute numerose richieste di intervento. A Solofra, in via Principe Amedeo, un’anziana rimasta intrappolata nell’auto in panne è stata salvata dai Carabinieri, intervenuti insieme a personale della Polizia Locale e della Protezione Civile Comunale. Nulla di grave per la donna, liberata dall’auto semisommersa.
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Stretta dei Carabinieri sul fiume Sarno per reprimere sversamenti illeciti
Nel corso degli ultimi mesi è stata intrapresa dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari una complessa campagna di controlli tesi a reprimere fenomeni di abbandono di rifiuti nonché di illeciti sversamenti da parte di imprese operanti nelle aree del Bacino Idrografico del fiume Sarno.
In una prima fase, durante il periodo dell’emergenza sanitaria, a cura dei Carabinieri del NOE di Napoli e Salerno sono stati eseguiti campionamenti delle acque (ante e post quarantena), in differenti punti del fiume - a valle, a monte e intermedio - con la collaborazione dell’ARPAC di Napoli, per analizzare i parametri chimico fisici, batteriologici e la presenza eventuale di fitofarmaci, allo scopo di risalire alle fonti inquinanti e alle attività produttive sulle quali concentrare le verifiche.
Successivamente, l’attività di controllo dei Gruppi Tutela Forestale di Napoli, Avellino e Salerno e del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli con i dipendenti Nuclei Operativi Ecologici di Napoli e Salerno, si è sviluppata principalmente in due fasi: a) censimento delle 247 principali attività produttive, suddivise per tipologia, presenti nei territori attraversati dal fiume Sarno e suoi tributari (torrenti Solofrana e Cavaiola); b) controllo dei principali impianti produttivi potenzialmente impattanti sullo stato delle acque.
Gli accertamenti condotti hanno permesso di constatare che le probabili cause di inquinamento possono essere ricondotte a: scarichi di reflui industriali (prevalentemente conciari per quanto attiene al torrente Solofrana e da industrie conserviere per quanto attiene al Sarno) effettuati illegalmente da aziende che approfittano delle avverse condizioni meteo per evacuare i propri reflui industriali;
scarichi di acque meteoriche di dilavamento, provenienti dai piazzali esterni delle attività conciarie ed industriali in genere, interessati dallo stoccaggio di rifiuti speciali e/o dal deposito di materiali contaminati; scarico di reflui della rete fognaria, costituiti dal “troppo pieno” a servizio della rete stessa e/o addirittura da interi tronchi di rete fognaria non collettati ad alcun impianto di depurazione.
Complessivamente nel corso dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 i Carabinieri dei citati reparti appartenenti alla Regione Carabinieri forestale “Campania” e al Gruppo Tutela Ambientale di Napoli, nell’area del bacino del fiume Sarno (province di Napoli, Salerno e Avellino), hanno controllato 87 attività produttive, sequestrato 12 scarichi abusivi, denunciato all’Autorità Giudiziaria 48 persone, elevato 5 sanzioni amministrative per un importo pari a circa 40.000 euro.