GEP 2020 a Salerno, sabato sera con San Pietro a Corte e Museo Scuola Medica
Biglietto d'ingresso al costo simbolico di 1 euro
Redazione Irno24 25/09/2020 0
Presentato, al Palazzo Ruggi di Salerno, il calendario delle iniziative delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 - dedicate al tema dell'educazione - sul territorio di Salerno e Avellino. Gli istituti museali statali osserveranno gli orari di apertura ordinari, con i consueti costi (e le agevolazioni e gratuità previste per legge) per le aperture diurne di sabato 26 e domenica 27 settembre. L'apertura straordinaria serale di sabato 26 settembre sarà di 3 ore, con biglietto di ingresso al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge). A Salerno, il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte sarà aperto dalle 20 fino alle 23, il Museo Virtuale della Scuola Medica dalle 17.00 alle 23.00.
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Redazione Irno24 06/07/2020
Dal 18 al 25 Luglio "Salerno Letteratura", presentazione Mercoledì 8
Mercoledì 8 luglio alle 10, nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città, a Salerno, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell'ottava edizione del Festival "Salerno Letteratura" in programma dal 18 al 25 luglio. Interverranno due dei tre direttori artistici della manifestazione, Gennaro Carillo e Paolo Di Paolo, la direttrice organizzativa Ines Mainieri, il sindaco di Vincenzo Napoli e l'assessore alla Cultura Tonia Willburger.
Redazione Irno24 17/05/2021
Ciclo di incontri virtuali sui musei salernitani, si comincia il 18 Maggio
“I musei si raccontano” è il titolo della nuova rubrica online realizzata nell’ambito del progetto “Salerno Musei in rete”, percorso di co-progettazione per lo sviluppo dell’offerta culturale cittadina, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, adottato dalla Regione Campania e curato da Mediateur.
Dal 18 maggio al 7 luglio, il lunedì e il mercoledì alle ore 19.00, sulla pagina fb Salerno Cultura, la rubrica presenterà un ciclo di incontri dedicati ai 15 musei salernitani e luoghi di cultura coinvolti nel progetto, col fine di valorizzare le tante e diverse istituzioni museali presenti sul territorio comunale.
Il primo incontro virtuale si terrà domani, occasionalmente di martedì, per celebrare la Giornata Internazionale dei Musei alla quale Salerno aderisce. Ad ogni appuntamento l’Assessore alla Cultura, Antonia Willburger, dialogherà con responsabili, direttori ed esperti delle realtà museali che condivideranno racconti, curiosità e riflessioni sul presente e il futuro dei musei.
I luoghi della cultura coinvolti:
MUSEO CITTÀ CREATIVA
ORTO BOTANICO GIARDINO DELLA MINERVA
MUSEO VIRTUALE SCUOLA MEDICA SALERNITANA
MUSEO ROBERTO PAPI
COLLEZIONE CERAMICHE ALFONSO TAFURI
MUSEO DEL PRESEPE DI PEPPE NATELLA
MUSEO DIOCESANO DI SALERNO
MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE
PINACOTECA PROVINCIALE
COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN PIETRO A CORTE
CASTELLO DI ARECHI
AREA ARCHEOLOGICA DI FRATTE
MUSEO DELLO SBARCO E SALERNO CAPITALE
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PONTECAGNANO
FONDAZIONE EBRIS
Annamaria Parlato 31/05/2026
Salerno, al Verdi "Il barbiere di Siviglia" tra leggerezza e perfezione rossiniana
Con il Barbiere di Siviglia, il Teatro Verdi di Salerno ha salutato il pubblico prima della pausa estiva, affidando all'opera più celebre di Gioachino Rossini il compito di chiudere la metà stagione nel segno del sorriso e della grande tradizione melodrammatica italiana. Un capolavoro che continua a parlare al presente, conservando intatta la sua freschezza teatrale e musicale. Opera buffa per eccellenza, "Il barbiere di Siviglia" possiede infatti una straordinaria capacità di apparire sempre nuova. La scrittura rossiniana, apparentemente semplice e immediata, nasconde una sofisticata costruzione musicale, nella quale ogni personaggio è delineato con assoluta precisione psicologica e musicale.
Nessuna figura è secondaria, nessun intervento è casuale: tutto concorre a costruire quell'ingranaggio perfetto che ha reso immortale il capolavoro tratto dalla commedia di Beaumarchais. Sul podio il maestro Daniel Oren, protagonista di una direzione energica e brillante, capace di valorizzare tanto la leggerezza quanto la complessità della partitura. L'Orchestra del Verdi ha seguito con precisione le continue variazioni ritmiche, restituendo al pubblico tutta la vitalità di una musica che sembra non conoscere il trascorrere del tempo. Oren ha privilegiato la fluidità narrativa, evitando qualsiasi enfasi superflua e lasciando emergere la naturale teatralità della scrittura rossiniana.
Particolarmente interessante la collaborazione, per la prima volta su questo titolo, tra Oren e il regista Riccardo Canessa. La lettura scenica proposta da Canessa sceglie di rendere omaggio al compositore attraverso l'evocazione della Napoli spagnola del suo tempo, collocando la vicenda in un contesto visivo ricco di suggestioni mediterranee. Una scelta che si rivela efficace perché non sovrasta mai la musica, ma la accompagna con discrezione, restituendo colore e atmosfera senza tradire lo spirito dell'opera. Le scene e i costumi di Alfredo Troisi contribuiscono a creare un ambiente vivace e credibile, nel quale i personaggi si muovono con naturalezza. La regia evita ogni forzatura contemporanea e punta invece sulla forza del racconto, sugli equivoci, sui travestimenti e sulla comicità delle situazioni, elementi che costituiscono il cuore stesso del teatro rossiniano.
A emergere con particolare evidenza è il Figaro di Maxim Lisiin, autentico motore dell'azione. Il celebre factotum sivigliano domina la scena con energia e disinvoltura, incarnando quella figura di mediatore universale che tutto vede, tutto sa e tutto organizza. La sua presenza imprime ritmo alla narrazione e trova nel celeberrimo "Largo al factotum" uno dei momenti più applauditi della serata. Accanto a lui si distingue il Conte d'Almaviva di Yaroslav Abaimov, elegante nella linea di canto e convincente nella caratterizzazione del giovane innamorato, disposto a ogni stratagemma pur di conquistare Rosina. Proprio Rosina, interpretata da Francesca Di Sauro, si rivela una protagonista vivace e intelligente, lontana dall'immagine della fanciulla passiva. La sua è una donna capace di guidare gli eventi con determinazione e arguzia, qualità che Rossini sottolinea attraverso una scrittura vocale ricca di sfumature.
Di grande efficacia scenica il Don Bartolo di Misha Kiria, figura sospesa tra autorità e ridicolo, continuamente vittima dei propri timori e delle proprie ossessioni. Al suo fianco il Don Basilio di Francesco Milanese offre una presenza solida e autorevole, trovando nella celebre aria della calunnia uno dei momenti più significativi dell'opera. Completano efficacemente il cast Miriam Artiaco nel ruolo di Berta, Costantino Finucci in quello di Fiorello e Antonio De Rosa nei panni dell'Ufficiale. Fondamentale, come sempre nelle opere rossiniane, il contributo del Coro, preparato da Francesco Aliberti, chiamato a sostenere alcuni dei momenti più complessi della partitura. La compattezza delle sezioni corali e l'attenzione agli equilibri sonori hanno contribuito alla riuscita complessiva dello spettacolo.
Ma il vero protagonista della serata resta Rossini. La sua musica procede come un meccanismo perfetto, nel quale il disordine apparente degli eventi trova continuamente una propria armonia. I grandi concertati, le accelerazioni improvvise, i celebri crescendo e i finali d'assieme rivelano ancora oggi una modernità sorprendente. Ogni personaggio possiede una voce propria, un carattere riconoscibile, una precisa funzione drammaturgica all'interno di una costruzione che non conosce cedimenti. Gli applausi finali hanno salutato calorosamente artisti e maestranze, premiando una produzione che ha saputo coniugare fedeltà alla tradizione e vivacità teatrale. Un modo ideale per chiudere la stagione prima dell'estate, affidandosi a un'opera che continua, dopo oltre due secoli, a insegnare come la leggerezza possa essere una delle forme più alte dell'intelligenza. E mentre il sipario del Verdi calava sulle ultime note del finale, restava la sensazione di aver assistito non soltanto a una rappresentazione di successo, ma all'ennesima dimostrazione della vitalità di un capolavoro che continua a rinnovarsi ad ogni incontro con il pubblico.