Ciclo di incontri virtuali sui musei salernitani, si comincia il 18 Maggio

L'Assessore Willburger dialogherà con responsabili, direttori ed esperti delle realtà museali

Redazione Irno24 17/05/2021 0

“I musei si raccontano” è il titolo della nuova rubrica online realizzata nell’ambito del progetto “Salerno Musei in rete”, percorso di co-progettazione per lo sviluppo dell’offerta culturale cittadina, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, adottato dalla Regione Campania e curato da Mediateur.

Dal 18 maggio al 7 luglio, il lunedì e il mercoledì alle ore 19.00, sulla pagina fb Salerno Cultura, la rubrica presenterà un ciclo di incontri dedicati ai 15 musei salernitani e luoghi di cultura coinvolti nel progetto, col fine di valorizzare le tante e diverse istituzioni museali presenti sul territorio comunale.

Il primo incontro virtuale si terrà domani, occasionalmente di martedì, per celebrare la Giornata Internazionale dei Musei alla quale Salerno aderisce. Ad ogni appuntamento l’Assessore alla Cultura, Antonia Willburger, dialogherà con responsabili, direttori ed esperti delle realtà museali che condivideranno racconti, curiosità e riflessioni sul presente e il futuro dei musei.

I luoghi della cultura coinvolti:

MUSEO CITTÀ CREATIVA
ORTO BOTANICO GIARDINO DELLA MINERVA
MUSEO VIRTUALE SCUOLA MEDICA SALERNITANA
MUSEO ROBERTO PAPI
COLLEZIONE CERAMICHE ALFONSO TAFURI
MUSEO DEL PRESEPE DI PEPPE NATELLA
MUSEO DIOCESANO DI SALERNO
MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE
PINACOTECA PROVINCIALE
COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN PIETRO A CORTE
CASTELLO DI ARECHI
AREA ARCHEOLOGICA DI FRATTE
MUSEO DELLO SBARCO E SALERNO CAPITALE
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PONTECAGNANO
FONDAZIONE EBRIS

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Molti pensano che il Natale vissuto a Salerno non sia altro che quello vissuto a Napoli “in scala ridotta”: in realtà delle differenze ci sono, quello salernitano è un Natale forse più “ancestrale” e “tenebroso”. Certo, anche a Salerno tradizionalmente scendono gli zampognari per la Novena di Natale, i botti fanno parte del paesaggio sonoro dell’ultimo scorcio di dicembre, e nelle pasticcerie (o “spezierie manuali”, come venivano chiamate a fine Ottocento) campeggiano susamielli, roccocò, raffiuoli, mostaccioli, divino amore, paste reali e cassate della tradizione napoletana.

I dolci casalinghi natalizi tipicamente salernitani, tuttavia, sono leggermente più semplici e rustici. Anzitutto le zeppole, ciambelle fritte e guarnite di zucchero o miele, addirittura un’antica credenza vuole che l’esplosione di una zeppola troppo gonfia porti male, e per scongiurare il pericolo si debba sputare nel fuoco e recitare la scaramanzia: “Puzzate jettà ‘o sango!” [“che possiate buttare il sangue”]; poi ci sono i cazuncielli, sorta di panzerotti di pasta dolce ripieni di cacao e castagne e poi fritti e bagnati di miele; e gli immancabili struffoli, forse di origine longobarda data l’origine germanica della parola, palline di pasta fritte e bagnate nel miele, tra l’altro ne esiste anche una versione salata condita con lardo e aglio.

La cena della vigilia di Natale (che comincia circa alle 19) è, come a Napoli, a base di pesce, venduto prima a via Porta di Mare, la cui piazza era chiamata appunto “Pietra del Pesce”, poi a Piazza Flavio Gioia. Il primo piatto sono gli immancabili spaghetti con le vongole (“lupini” prevalentemente) o, in mancanza di queste, con la tipica colatura di alici della Costiera Amalfitana; segue il capitone fritto, la frittura mista di pesce e il baccalà fritto o all’insalata; d’obbligo per contorno l’insalata “di rinforzo” (cavolfiore e sottaceti con olive, capperi e acciughe) e i broccoli di Natale; per dessert, insieme ai dolci sopra nominati, frutta secca a volontà.

Dopo cena, si aspettava la mezzanotte giocando a tombola o a “sette e mezzo”, mentre i bambini ascoltavano i cunti che, dalla bocca della nonna o dell’anziana zia, raccontavano loro storie di spiriti, streghe, diavoli e munacielli; al momento della nascita del Cristo, saranno proprio loro a portare in processione il Bambinello nel presepe al canto di “Tu scendi dalle Stelle”. Una tradizione tipicamente salernitana vuole che le donne compiano un “rituale di purificazione” girando per le stanze della casa con un braciere pieno d’incenso recitando formule propiziatorie.

Eccone una:

Uocchie, maluocchie,
frutticielle all'uocchie;
schiatta 'a mmiria
e ccrepa lu maluocchio.
Maluocchio, maluocchio,
chi tene mmiria pozza schiattare.
Chesta è 'accetta
ca ogne mmale annetta,
chesta è 'a ronga
ca onne mmale stronga.
Uocchio, maluocchio,
ddoje uocchie afferrano,
e ttre uocchie levano;
lu Patre, lu Figlio e lu Spiritussanto!
Fremmate, uocchio,
nu gghì cchiù 'nnanze!

Attenzione però ai bambini che nascono in questa notte: potrebbero diventare lupi mannari!

Per saperne di più: Francesco Maria Morese, L’Eredità degli Antenati, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2019.

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"Riapriamo alla cultura - afferma il Presidente Strianese - e vi aspettiamo nei nostri Musei e nelle nostre Biblioteche con il consueto spirito di collaborazione. Sono convinto che il nostro patrimonio culturale ci guiderà in questo complesso momento di ripartenza. Siamo una provincia che vive di turismo e la promozione dei nostri territori, dei nostri beni culturali, sono un volano fondamentale per la ripresa. Ma è necessario rispettare la normativa anti Covid con responsabilità e attenzione.

In merito alla mostra 'A sud del Barocco', attualmente in corso presso la nostra Pinacoteca provinciale, contiamo di prolungarne la durata. Rimarrà aperta durante il mese di maggio e al più presto verrà comunicata una nuova data di chiusura".

Vengono confermati anche i servizi al pubblico delle Biblioteche Provinciali, con le modalità precisate nell'allegato 1 "Accesso e Servizi". Mentre l’accesso al pubblico dei musei provinciali e delle mostre, nei giorni di sabato, domenica ed eventuali giorni festivi di apertura straordinaria, sarà consentita solo su prenotazione (Allegato 2).

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