Il cacio di bufala salernitano diventa solidale, 20% del ricavato va al Cotugno

Tropiano: "Orgogliosi di aver sostenuto questa iniziativa"

Redazione Irno24 02/10/2020 0

Il 20 per cento del ricavato dei Caciobond - il caciocavallo prodotto con latte di bufala dal Caseificio Morese, idea nata nel periodo di lockdown in collaborazione con Coldiretti Salerno - è andato all'Ospedale Cotugno di Napoli che ha accettato e materialmente ricevuto la donazione. L’iniziativa solidale ha ricevuto i ringraziamenti del direttore amministrativo Giovanni De Masi.

“Siamo orgogliosi di aver sostenuto questa iniziativa - afferma il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano - che coniuga la generosità dei nostri imprenditori alla capacità di innovazione, in un momento di così grande difficoltà per il Paese. Sostenere l’Ospedale Cotugno di Napoli, in prima linea nella lotta al Covid 19, significa sostenere la rinascita dei nostri territori”.

Il caciocavallo di latte di bufala è stata l’idea agroalimentare più innovativa e curiosa nella fase di lockdown: con diverse pezzature e diverse stagionature, da un mese a due anni, nel periodo più difficile per la zootecnia, ha trasformato l'eccedenza di latte di bufala in “eccellenza”.

La lavorazione del caciocavallo bufalino è sostanzialmente identica a quello del caciocavallo vaccino: il procedimento è lo stesso ma il latte bufalino è maggiormente proteico e grasso e quindi i sapori a stagionatura conclusa sono diversi. Per adesso i Caciobond sono in fase di “maturazione” ma un obiettivo lo hanno già raggiunto: quello solidale, il più importante, per sostenere la lotta al Coronavirus.

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Redazione Irno24 10/12/2025

Cancellazione voli Salerno-Milano, Ecstra: "Chiarezza per futuro del turismo"

"Apprendiamo con grande stupore e rammarico - scrive il consiglio direttivo di Ecstra Aps - la notizia che EasyJet ha rimosso dalla programmazione centrale dell'estate 2026 il collegamento Salerno-Milano, lasciando un vuoto incomprensibile proprio nei mesi clou di luglio e agosto. Si tratta dell’ultimo, preoccupante, tassello di una serie di cancellazioni che rischiano di penalizzare il nostro scalo.

Siamo consapevoli delle attuali criticità del mercato aeronautico, dalle difficoltà legate agli aeromobili Boeing e Airbus fino alla fisiologica flessione della domanda invernale. Riconosciamo, inoltre, che l'infrastruttura aeroportuale è ancora in fase di completamento. Tuttavia, i numeri dicono altro e rendono questa scelta inaccettabile. Dalla sua apertura, l'11 luglio 2024, lo scalo ha macinato circa 180.000 passeggeri solo nei primi sei mesi, con un coefficiente di riempimento medio (Load Factor) dell'83%, ben al di sopra delle aspettative per un nuovo aeroporto. Nello specifico, proprio EasyJet ha trasportato oltre 50.000 passeggeri nella sola prima estate, con la tratta su Milano spesso in sold-out.

Perché cancellare rotte che viaggiano piene? Perché tagliare proprio quando la richiesta turistica per il nostro territorio esplode e i dati dimostrano che il mercato c'è ed è solido? Abbiamo il dubbio che dietro queste scelte non ci sia solo il 'mercato'. Chiediamo pubblicamente a Gesac e alle Istituzioni di fare chiarezza. Il nostro bacino d'utenza serve Campania, Basilicata e Calabria. Gli operatori turistici (B&B, case vacanza, affittacamere) ce la stanno mettendo tutta per promuovere la destinazione. Non possiamo accettare che i nostri sacrifici vengano sprecati e che il territorio venga danneggiato".

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Redazione Irno24 20/04/2020

Bonus microimprese, nel primo giorno inserite quasi 42mila pratiche

La Regione ha comunicato i dati relativi alla prima giornata dell'avviso pubblico "Bonus microimprese", attivato nell'ambito del Piano Socio Economico per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Le domande possono essere presentate on line sulla piattaforma della Regione fino alle ore 24 del 30 Aprile, previa registrazione nel sistema e successiva compilazione del modello (https://conleimprese.regione.campania.it).

Dalle 10.00 di stamattina alle 18.00: pratiche inserite 41.604 (di cui 5.405 imprese, 36.197 intermediari), utenti registrati 14.373 (di cui 7.781 imprese, 6.592 intermediari), 1.363.000 accessi, 77mila accessi unici.

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Redazione Irno24 26/08/2021

Latte, Coldiretti Campania: alzare i prezzi alla stalla

Schizza in alto il prezzo del latte spot alla stalla per forniture extra fuori dai contratti, con un +13% dovuto ad una domanda imprevista generata dalla ripartenza del mercato dopo le frenate dei lockdown causa Covid. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulle quotazioni della Borsa di Lodi, mercato di riferimento per il latte spot in Italia che ad agosto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è in crescita con un picco di 41,24 centesimi al litro, con un andamento positivo che coinvolge anche burro e formaggi.

“L’andamento in crescita di un prezzo volatile come il latte spot – evidenzia Salvatore Loffreda, direttore regionale di Coldiretti Campania – rende necessario un rapido confronto con le industrie di trasformazione per rivedere al rialzo i prezzi previsti nei contratti in essere. In primis chiediamo un incontro urgente a Parmalat, che ha la sua piattaforma strategica per il Sud Italia alla Fagianeria di Piana di Monte Verna in provincia di Caserta.

La parte agroindustriale deve riconoscere agli allevatori la condizione straordinaria in cui stanno lavorando, prima costretti a mordere il freno sotto i colpi della pandemia e adesso costretti a sopportare il forte rincaro delle materie prime alla base dell’alimentazione degli animali, causato anche dalla pesante crescita del costo del carburante. Questa tenaglia va spezzata al più presto, altrimenti la forbice tra costi di produzione e prezzo riconosciuto piomberà la sostenibilità finanziaria degli allevamenti, costringendoli a chiudere.

Dobbiamo garantire il giusto reddito agli allevatori – prosegue Loffreda – per tenere in equilibrio una filiera di primaria importanza per l’economia, per l’agricoltura e per la vita quotidiana dei cittadini. Se la filiera sta in equilibrio possiamo garantire ai consumatori latte di qualità e sicuro, un alimento fondamentale per la dieta mediterranea a tutte le età. Allo stesso tempo, garantendo la remunerazione al lavoro della stalla, salvaguardiamo lo straordinario patrimonio zootecnico del nostro territorio, spinta vitale per le produzioni agricole e per la produzione di eccellenze alimentari come i formaggi e i derivati del latte”.

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