Latte, Coldiretti Campania: alzare i prezzi alla stalla

Loffreda: "Chiediamo a Parmalat un incontro urgente sui costi"

Salvatore Loffreda

Redazione Irno24 26/08/2021 0

Schizza in alto il prezzo del latte spot alla stalla per forniture extra fuori dai contratti, con un +13% dovuto ad una domanda imprevista generata dalla ripartenza del mercato dopo le frenate dei lockdown causa Covid. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulle quotazioni della Borsa di Lodi, mercato di riferimento per il latte spot in Italia che ad agosto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è in crescita con un picco di 41,24 centesimi al litro, con un andamento positivo che coinvolge anche burro e formaggi.

“L’andamento in crescita di un prezzo volatile come il latte spot – evidenzia Salvatore Loffreda, direttore regionale di Coldiretti Campania – rende necessario un rapido confronto con le industrie di trasformazione per rivedere al rialzo i prezzi previsti nei contratti in essere. In primis chiediamo un incontro urgente a Parmalat, che ha la sua piattaforma strategica per il Sud Italia alla Fagianeria di Piana di Monte Verna in provincia di Caserta.

La parte agroindustriale deve riconoscere agli allevatori la condizione straordinaria in cui stanno lavorando, prima costretti a mordere il freno sotto i colpi della pandemia e adesso costretti a sopportare il forte rincaro delle materie prime alla base dell’alimentazione degli animali, causato anche dalla pesante crescita del costo del carburante. Questa tenaglia va spezzata al più presto, altrimenti la forbice tra costi di produzione e prezzo riconosciuto piomberà la sostenibilità finanziaria degli allevamenti, costringendoli a chiudere.

Dobbiamo garantire il giusto reddito agli allevatori – prosegue Loffreda – per tenere in equilibrio una filiera di primaria importanza per l’economia, per l’agricoltura e per la vita quotidiana dei cittadini. Se la filiera sta in equilibrio possiamo garantire ai consumatori latte di qualità e sicuro, un alimento fondamentale per la dieta mediterranea a tutte le età. Allo stesso tempo, garantendo la remunerazione al lavoro della stalla, salvaguardiamo lo straordinario patrimonio zootecnico del nostro territorio, spinta vitale per le produzioni agricole e per la produzione di eccellenze alimentari come i formaggi e i derivati del latte”.

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Redazione Irno24 30/09/2021

Frodi, Uecoop: in Italia +24% pesce straniero, Sos a tavola

Con il balzo delle importazioni di pesce straniero in Italia, che fanno registrare un +24% in quantità nei primi 6 mesi del 2021, è SOS truffe a tavola con la flotta tricolore che negli ultimi 35 anni ha perso quasi 4 imbarcazioni su 10 con un impatto devastante su economia e occupazione.

È quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat, in occasione del lancio del Piano nazionale delle cooperative Uecoop per il consumo di pesce Made in Italy a miglio zero nell’ambito del “Programma Nazionale Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura” in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole.

Gli italiani mangiano circa 28 chili di pesce all’anno, superiore alla media europea ma un quantitativo più basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne consumano quasi 60 chili. Ma in Italia la crisi dei pescherecci diminuisce la possibilità di portare in tavola pesce Made in Italy, favorendo gli arrivi dall’estero di prodotti ittici che non hanno le stesse garanzie di sicurezza di quelli tricolore.

Per combattere le frodi è fondamentale prevedere l’obbligo di indicazione in etichetta del giorno in cui il pesce è stato pescato in modo da garantire la massima informazione e trasparenza sulla freschezza del prodotto e l’indicazione di origine va inserita oltre che sui banchi del mercato o dei supermercati anche per i piatti proposti nei menù dei ristoranti, un po’ come avviene per la segnalazione sull’uso di prodotti freschi oppure surgelati.

Nel 2021 le importazioni di pesce straniero rischiano di superare gli 860 milioni di chili secondo le proiezioni di Uecoop sull’anno, con il rischio di un aumento di truffe e inganni: dalla vendita di specie meno pregiate al posto di quelle migliori, all’uso di sostanze per far sembrare il pesce più fresco o per gonfiarlo d’acqua e speculare sul peso. È frequente l’utilizzo di sostanze in grado di ritardare o mascherare i fenomeni alterativi. In alcuni casi sono sostanze il cui utilizzo sarebbe anche consentito, ma che non vengono dichiarate in etichetta, come l’acido citrico o il citrato di sodio o i solfiti, altre volte invece si tratta di sostanze vietate come l’acqua ossigenata con cui si “sciacqua” per sbiancarli, calamari, seppie e polpi.

Una “furbata” per speculare sul peso ai danni dei consumatori è la “glassatura”, in cui l’acqua utilizzata per mantenere idratata la superficie del pesce viene fatta congelare, creando uno strato superficiale di ghiaccio oppure mediante salamoia o iniezioni possono essere aggiunti additivi alimentari, come i polifosfati o la glicina, che pur non essendo in genere nocivi per l’uomo, tendono a trattenere l’acqua aumentandone il peso del prodotto.

Un discorso a parte meritano poi i pesci da consumarsi crudi (o poco cotti) come nel Sushi, con il rischio della presenza del parassita Anisakis se non viene praticato l’abbattimento termico a meno 20 gradi per almeno 24 ore oppure a meno 35 gradi per almeno 15 ore.

Fra le truffe più diffuse c’è poi lo “scambio” di specie di minor valore al posto di quelle più pregiate: l’Acciuga o Alice viene spesso sostituita da Spratto o Papalina, la Sardina può essere anch’essa rimpiazzata con Papalina o Spratto oppure con Alaccia, mentre in sostituzione del Bianchetto sia fresco che lavorato, ma anche al posto del Rossetto, vengono usate specie, molto diffuse nei paesi asiatici, generalmente importate dalla Cina come prodotto congelato. Il Merluzzo spesso viene sostituito, soprattutto se commercializzato in forma di filetti, con specie meno pregiate ma molto simili nelle dimensioni e nel colore della carne, come il Pollak o il Merluzzo carbonaro.

La Sogliola, molto apprezzata per le sue carni magre e facilmente digeribili, viene scambiata con molte specie dalla forma simile ma di valore commerciale inferiore come la Sogliola turca, la Sogliola atlantica o la Sogliola indo-pacifica con lievi differenze nell’aspetto della pinna pettorale. Il Pesce Persico è una specie di acqua dolce autoctona dell’Italia molto richiesta dal mercato europeo ed italiano e commercializzato in notevoli quantitativi, in particolare sotto forma di filetti. Queste pesce Made in Italy viene largamente sostituito con Persico Africano proveniente principalmente dal Kenya e dalla Tanzania, zone in cui si verificano talvolta gravi problemi di inquinamento.

La Platessa, venduta soprattutto in forma di filetti congelati e ampiamente utilizzata nelle mense, è spesso sostituita con altre specie i cui filetti sono simili, come la Passera, la Passera del Pacifico, la Platessa del Pacifico e la Limanda. Il Nasello è una specie pregiata, venduta prevalentemente fresca ma anche in forma di filetti, che può essere sostituita, in particolare a livello di ristorazione, con pesci di valore commerciale inferiore come per esempio il Capellano o Busbana, il Merlano o Molo, il Melù o Potassolo. Un “classico” degli scambi è quello del Pesce Spada con lo Squalo Smeriglio.

E anche i calamari italiani sono molto spesso sostituiti con “cugini” di minor pregio come il Calamaro del Pacifico, il Calamaro indiano, il Calamaro atlantico o il Calamaro sudafricano mentre al posto di un’ottima Rana Pescatrice si rischia di mangiare un Pesce Rospo, un Pesce Prete o una Gallinella, mentre è molto pericolosa la sostituzione con il Pesce Palla che comprende specie velenose a causa della presenza di una potente neurotossina, la tetrodotossina. Senza pescherecci non ci può essere vero pesce Made in Italy a tavola, per questo è strategico utilizzare parte delle risorse del Recovery Plan per rinnovare la flotta italiana, salvare i 28mila posti di lavoro che garantisce al Paese e promuovere la sovranità alimentare italiana anche nel settore ittico a tutela di imprese e famiglie.

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Redazione Irno24 03/04/2021

Crisi economica, Comune di Salerno convoca tavolo con associazioni di categoria

"Il Comune di Salerno - scrive in una nota il sindaco Napoli - è già impegnato a valutare ogni eventuale azione volta a sostenere le esigenze rappresentate dalle associazioni di categoria di tutti i settori con un lavoro di analisi, ascolto e sostegno per fronteggiare i pesantissimi effetti economici e sociali della pandemia. La situazione è complicata, la rabbia e le preoccupazioni comprensibili.

Riteniamo che la strada migliore per risolvere i problemi ed uscire dalla crisi sia sempre quella del dialogo e della collaborazione a tutti i livelli. Per questo, il Comune ha già convocato un tavolo con le associazioni di categoria. Definiremo insieme proposte ed iniziative che possano consentire, nel rispetto rigoroso delle normative anti Covid, la riapertura seppur limitata delle attività commerciali con particolare riguardo per quelle legate alla stagionalità.

Tali proposte saranno sottoposte al Governo Nazionale, affinché ne valuti la fattibilità. A tal proposito rivolgiamo un appello ai Parlamentari, affinché si incarichino di supportarle. Lavoriamo per intensificare la campagna vaccinale e per sollecitare la liquidazione di aiuti e ristori.

Non lasciamo soli i nostri commercianti e ristoratori che rappresentano la spina dorsale della nostra vita economica e sociale. Siamo certi che, con responsabilità e fermezza, ciascuno contribuirà a sconfiggere questo maledetto virus, soprattutto ora che la campagna vaccinale lascia intravedere una concreta speranza di futuro".

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Redazione Irno24 14/07/2021

Contrasto alle frodi nel settore agroalimentare, intesa fra Regione e ICQRF

Questa mattina, presso la sede della Giunta della Campania, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa finalizzato al rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto alle frodi. La firma è avvenuta alla presenza dell’Assessore alla Legalità, Mario Morcone, dell’assessore all’Agricoltura, Nicola Caputo, e di Emilio Gatto, direttore generale del Dipartimento dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi del Ministero politiche agricole.

“I fenomeni della contraffazione e della immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza alimentare sono in continua espansione creando gravi danni alle imprese e rappresentando un pericolo per la salute dei consumatori. Con la firma del protocollo di intesa con l’Ispettorato centrale (ICQRF), abbiamo, finalmente, uno strumento concreto per potenziare i presidi di legalità in un settore fondamentale dell’economia campana.

L’obiettivo della Regione è quello di mettere in campo tutte le azioni possibili per tutelare le imprese che operano nella legalità e che subiscono i danni provocati da coloro, che operano in regime di concorrenza sleale", ha dichiarato Nicola Caputo.

“La Regione è impegnata nella promozione della cultura della legalità e negli interventi di contrasto alla criminalità organizzata che opera anche nel settore agroalimentare. Con questo provvedimento realizzeremo attività in ambito formativo anche per le Polizie locali della Campania finalizzate a controlli scientifici e basati sulle tecnologie più avanzate.

Assicurare, da un lato, la tutela e la sicurezza alimentare dei consumatori e, dall’altro, salvaguardare i produttori dai fenomeni di sleale concorrenza è nell’interesse generale della comunità. L’accordo consente di strutturare la collaborazione istituzionale e di promuovere sinergie tra i soggetti protagonisti, rafforzando le misure di contrasto", ha dichiarato Mario Morcone.

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