CIA e Consiglio Regionale siglano patto per rilanciare aree interne Campania
Si punta a favorire il rilancio economico del territorio e ridurre il rischio di declino demografico
Redazione Irno24 14/09/2023 0
“Oggi in commissione Aree interne abbiamo approvato il protocollo d'intesa con la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) Campania. Il documento nasce dalla consapevolezza che la sinergia tra istituzioni e associazioni può rafforzare notevolmente i nostri sforzi per favorire lo sviluppo delle aree interne della nostra regione. Con la firma di questo protocollo, ci impegniamo a promuovere progetti che rafforzino il tessuto sociale ed economico delle nostre comunità, con un focus particolare sulla rinascita delle filiere produttive locali.
Vogliamo favorire il rilancio economico e sociale del territorio e consentire nuove forme di occupazione per i giovani residenti, attraverso l’insediamento di nuove attività produttive, riducendo, così, il rischio di marginalizzazione e di declino demografico”. A dirlo è il presidente della commissione speciale Aree interne, Michele Cammarano, a margine dell’approvazione del protocollo d’intesa con CIA Campania.
“In qualità di presidente di CIA Campania – afferma Raffaele Amore - non posso fare a meno di esprimere con fierezza la soddisfazione per il riconoscimento, da parte della Commissione speciale Aree Interne del Consiglio Regionale, della mission della nostra organizzazione in queste aree così preziose del Paese e della nostra regione, e al tempo stesso così delicate, oggetto negli ultimi anni di uno spopolamento deteriore, che ne penalizza ruolo economico e funzione sociale.
CIA persegue il duplice obiettivo di migliorare la quantità e qualità dei servizi di istruzione, salute, mobilità (e quindi di “cittadinanza”) e di promuovere progetti di sviluppo che valorizzino il patrimonio naturale e culturale delle aree interne della Campania, puntando sulla rinascita delle filiere produttive locali e sulla promozione di nuove filiere, per favorire l’accesso al “mercato” ed animare i borghi rurali per uno sviluppo diverso di turismo sostenibile”.
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Redazione Irno24 12/02/2022
Olio IGP Campania, ora manca solo l'ok dell'UE
La Campania occupa stabilmente il quarto posto nella produzione di olio d’oliva, dopo Puglia, Calabria e Sicilia. Una risorsa importante che domina il paesaggio nel Cilento, nel Sannio, in Penisola, e in gran parte delle province di Salerno, Avellino e Caserta. Da solo l’olivo occupa il 12% della superfice agricola, mentre sui 3.000 ettari ben 700 sono gli operatori coinvolti nel biologico.
La provincia di Salerno (54% del totale della produzione) è quasi interamente coperta dalle due DOP, Cilento e Colline Salernitane. Benevento, seconda provincia con il 18%, non ne ha nessuna mentre Napoli (3%) ha la dop Penisola Sorrentina, Avellino (11%) Colline dell’Ufita e Caserta (12%) Terre Aurunche.
Si è formato un comitato promotore per ottenere una IGP (Indicazione Geografica Protetta) Campania in grado di coprire tutto il territorio regionale, con l’obiettivo di qualificare il prodotto e venderlo meglio sul mercato in un contesto dove è ancora viva la pratica dello sfuso, un po’ come era nel vino negli anni ‘80. Dopo l'ok del ministero nel marzo 2021, adesso il disciplinare è a Bruxelles in attesa del via libera.
Il comparto è fortemente frammentato e le 5 DOP esistenti prese singolarmente non riescono a coprire i quantitativi richiesti dal mercato internazionale. Occorre realizzare un riadattamento del comparto oleicolo alle logiche del mercato, che spesso pretende semplicità comunicativa e una maggiore riconoscibilità del nome geografico che con le DOP non sempre si riesce ad ottenere.
L’IGP «Olio Campania» deve essere ottenuta dalle varietà di seguito indicate e loro sinonimi, da sole o congiuntamente: Asprinia, Caiazzana, Carpellese, Frantoio, Leccino, Leccio del Corno, Marinese, Minucciola, Nostrale, Ogliarola campana, Ortice, Ortolana, Pisciottana, Racioppella, Ravece, Rotondella, Salella, Sessana, Tonda. Possono altresì concorrere altre varietà fino ad un massimo del 15%. L’interazione tra i genotipi varietali storicamente acclimatati, le caratteristiche pedoclimatiche e le tecniche di produzione adottate in tale zona fa sì che l’IGP «Olio Campania» si caratterizzi per parametri chimico-fisici ed organolettici specifici.
In particolare, per quanto riguarda il profilo organolettico, l’IGP «Olio Campania» presenta un fruttato di oliva di intensità medio-alta. Tale fruttato risulta caratterizzato dalla presenza di sentori aromatici riconducibili principalmente a «mandorla», «pomodoro» e «carciofo», presenti, da soli o congiuntamente, con intensità variabile in funzione della composizione varietale, nonché delle variabili agronomiche e tecnologiche adottate. La componente aromatica è, inoltre, accompagnata da una percezione di «amaro» e «piccante» in linea con la concentrazione di polifenoli totali.
Redazione Irno24 08/05/2025
Salerno, concorso di idee per riqualificare interazione porto-città
"Ieri mattina, insieme al sindaco Vincenzo Napoli, all'architetto Cantisani e al segretario dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, architetto Giuseppe Grimaldi, abbiamo presentato un concorso di idee per la riqualificazione dell'area di interazione porto-città, dopo aver aderito all'avviso pubblico della Regione Campania per la promozione della qualità dell'architettura del 2024.
La zona che sarà oggetto dell'intervento è quella di Santa Teresa. Previsto anche un nuovo sistema di viabilità a doppio senso di circolazione tra il porto commerciale e il molo Manfredi, con due nuove rotatorie. Ci saranno poi spazi verdi e aree attrezzate per migliorare la vivibilità, con la demolizione di edifici non idonei e la costruzione di una nuova sede per l'Autorità portuale".
Lo scrive Dario Loffredo, assessore al commercio del Comune di Salerno.
Salvatore Riela 17/03/2025
Entro l'anno nascerà il PalaSalerno, ingranaggio per lo sviluppo sociale
La realizzazione del PalaSalerno è un’iniziativa fortemente voluta dal Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che ha deciso di investire ancora una volta sul territorio salernitano. Per l'edificazione della struttura sono stati finanziati 35 milioni di euro, sulla base di un progetto presentato diversi anni fa, che sarà completato entro la fine dell’anno.
Si tratta di un centro polifunzionale che sarà in grado di ospitare eventi di ogni genere, quindi non solo un Palazzetto dello sport. Determinante il ruolo dell’assessore ai lavori pubblici, Dario Loffredo, che, dopo la determina del Comune di Salerno, ha promesso di restituire alla popolazione un sogno in cui hanno creduto sin da subito. Il PalaSalerno non sarà soltanto il palcoscenico di grandi incontri sportivi, ma anche un ingranaggio determinante per lo sviluppo sociale della città.
Il progetto - stando a quanto reso noto dal Comune - vedrà nascere un centro sportivo in grado di accogliere ben 5300 posti a sedere. La previsione è quella di accogliere eventi anche esterni allo sport, come riunioni aziendali e manifestazioni ludiche. Lo si evince anche dalle dichiarazioni del primo cittadino, Vincenzo Napoli: "Le funzionalità del PalaSalerno non si limiteranno a quelle sportive, ma verranno connesse anche a scopi terziari". Si presuppone dunque un’estate di lavoro - come ha confermato l’assessore Dario Loffredo - poiché i cantieri si apriranno dopo le opportune verifiche del caso (le quali possono richiedere un massimo di 60 giorni).
Il PalaSalerno disporrà di servizi che andranno oltre le aspettative: il parcheggio offrirà un numero notevole di posti per le automobili, con spazi dedicati esclusivamente alla ricarica dei bus elettrici, in modo da favorire e promuovere la sostenibilità ambientale. Ancora non ci sono informazioni precise per quanto riguarda le disposizioni che verranno emanate al fine di far combaciare l’accesso ai cantieri con la gestione del traffico locale. La zona interessata sarà quella sud-orientale della città.
Il progetto iniziale del PalaSalerno, disignato per la prima volta dall’architetto e restauratore Tobia Scarpa, prevedeva la costruzione di due edifici, rispettivamente dedicati all’accoglienza e all’amministrazione; palestre e campetti da calcio avrebbero contribuito alla promozione dello sport presso la popolazione. Il progetto non vide mai la luce a causa di difficoltà logistiche e finanziarie. Poca fortuna anche per il progetto successivo, presentato dal CONI di Giovanni Malagò, che prevedeva un finanziamento di ben 80 milioni di euro. Nel 2021 arrivò progetto attuale, finanziato dalla Regione Campania, per cui il Comune di Salerno ha lasciato la determina nei giorni scorsi.