Il difensore Arena è il primo innesto 2026 della Salernitana, via Coppolaro

Il difensore classe 1999 proviene dall'Arezzo, mentre Coppolaro fa il percorso inverso

foto da pagina facebook Salernitana

Redazione Irno24 02/01/2026 0

L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver raggiunto l’accordo con la Società Sportiva Arezzo per il trasferimento in granata, a titolo definitivo, del difensore Matteo Arena. Il calciatore classe 1999 ha firmato un contratto fino al 2027 e ha scelto di indossare la maglia numero 23. Contestualmente, il difensore classe 1997 Mauro Coppolaro passa dalla Salernitana all'Arezzo, sempre a titolo definitivo.

Nato a Bari, Arena è cresciuto nel settore giovanile dei galletti, per poi passare al Foggia. Ha esordito tra i professionisti nella stagione 2019/20 nelle file del Monopoli. Con i biancoverdi ha disputato tre stagioni in Serie C, arrivando fino ai quarti di finale dei playoff nel 2022 dopo una stagione da 33 partite e 5 gol. In seguito è approdato alla SPAL. Con la società ferrarese ha collezionato 18 presenze in B nel campionato 2022/23 e poi 25 (con 4 gol) l’anno successivo in terza serie, prima di trasferirsi all’Arezzo, club con cui ha iniziato l’attuale stagione.

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Redazione Irno24 09/10/2022

La Salernitana urla di gioia con Dia, il Verona è battuto negli ultimi minuti

La Salernitana rialza la testa, dopo il pesante ko di Sassuolo, e torna alla vittoria battendo in modo rocambolesco il Verona. All'Arechi finisce 2-1 per la squadra granata, con la panchina di Cioffi sempre più in bilico. Primo tempo equilibrato, la paura di sbagliare frena entrambe le compagini.

La Salernitana cerca il palleggio per trovare spazi, Coulibaly è un gigante a centrocampo; il Verona si affida all'inventiva dell'ex Verdi, temibile nel suo "galleggiare" fra le linee. Depaoli spaventa Sepe al 13°, ma è Piatek a sbloccare il risultato al 18°: dialoga col partner d'attacco Bonazzoli, avanza in area e batte Montipò con un tocco "sporco".

Nella ripresa, i padroni di casa arretrano pericolosamente, il Verona ne approfitta. Al 56°, cross di Doig deviato da Candreva, Pirola manca il tempo della chiusura, Sepe tarda nell'uscita e Depaoli scaraventa in rete di testa. L'inerzia del match cambia completamente: il Verona tiene banco, sfruttando l'imprevedibilità di Doig nelle sue sortite mancine.

Al 68° l'Arechi trema, ma il tocco di mano di Radovanovic, inizialmente punito col rigore, non viene ritenuto falloso attraverso il Var. Al 77° Verdi calcia di sinistro dal limite e centra il palo. All'84°, Mazzocchi va in percussione, calcia nello specchio ma Candreva devia fuori, involontariamente, la conclusione.

Al 94° la perla firmata dal neoentrato Dia, che si avventa sullo splendido assist di Botheim, anch'egli da poco in campo, e trova l'angolo con un potente tiro a giro di sinistro. Parapiglia fra le due panchine, rosso a Ceccherini e Radovanovic. Tre punti d'oro per la Salernitana, attesa ora dalla durissima sfida di Milano contro l'Inter.

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Andrea Montinaro 25/01/2024

Salernitana, errori macroscopici ma la fiamma della speranza è accesa

“L’occasione è come un treno in corsa, se non la prendi al volo, se ne va e non torna più”. Se l’immagine di un triste e rassegnato Antonio Candreva, nel post-gara contro il Genoa, potesse essere un quadro, probabilmente le parole del celebre scrittore inglese George Gissing farebbero da giusta cornice e la firma d’artista formerebbe il nome dell’US Salernitana.

A 4 giorni dall’ennesima, e questa volta forse decisiva, sconfitta contro il Grifone, il tempo non ha alleviato l’amarezza e non ha dissipato il rimpianto, ma ha aumentato la consapevolezza che più di qualcosa in questa stagione non è andata per il verso giusto. Non siamo qui per un inutile e poco costruttivo processo, alla ricerca di un colpevole da portare al patibolo mediatico, bensì per una vera e propria "presa di coscienza zeniana", un’analisi schietta e forse per tratti anche po’ cruda degli errori macroscopici commessi che ci stanno mostrando dettagli sempre più vividi di una realtà, o meglio, di un quadro futuro che dovremo essere pronti ad accettare.

La Salernitana vista contro il Genoa ha dato l’impressione di una squadra che il treno per la salvezza lo avesse già perso da tempo, ma che solo al fischio finale di Orsato abbia preso consapevolezza di ciò. Il presidente Iervolino, la scorsa estate, è incappato nella trappola della superficialità, probabilmente pagando quella che può essere una giustificabile inesperienza nel campo della gestione calcistica, diversa da altri settori di sua competenza: la salvezza in carrozza della scorsa stagione ha messo le famose "fette di prosciutto" sugli occhi di molti e ha tappato le orecchie di quei pochi che avrebbero avuto bisogno di consigli e figure più esperte su determinate e delicate scelte.

I rapporti, già probabilmente incrinati, con Paulo Sousa hanno portato alla gestione di un mercato non coadiuvato con il proprio tecnico e quindi ad un inizio di stagione in netta salita, con poca unità d’intenti e una rosa ritenuta, dallo stesso tecnico portoghese, poco adatta ad affrontare il campionato di Serie A a differenza della precedente. La spinosa "questione Dia" non ha aiutato e la sua mancata cessione (alle cifre che giustamente la società richiedeva) non solo ha tarpato le ali alle liquidità della campagna acquisti, ma ha contribuito alla distruzione di un ambiente di squadra nel quale si è palesato più di qualche animo scontento.

Da qui il mercato troppo azzardato, con il quale non è stata rinforzata una difesa che già si contraddistingueva per essere la terza peggiore per gol presi la stagione scorsa, e soprattutto un attacco, che, oltre al solo e maldisposto Dia, non ha presentato valide alternative per competere in categoria. La reintegrazione in rosa di Simy è il simbolo del fallimento della gestione granata e di una campagna acquisti che ad oggi, 25 gennaio, possiamo definire inadeguata.

Se l’esonero di Sousa è stato per certi versi inevitabile, l’arrivo di Inzaghi sulla panchina è stato lo specchio per le allodole di molti ma, oltre ad atteggiamenti e determinazione ritrovati in molti giocatori, persi e spaesati per lunghi tratti della prima parte di stagione, ha trasmesso e conferito troppo poco sul campo, dove improvvisazione e umore altalenante ne fanno da padroni. Il ritorno in patria di Sabatini è stato il grido d’aiuto, l’ultimo e giusto tentativo del Presidente di provare a voltare pagina, ma la sensazione è che i miracoli accadano una volta sola.

D'altronde, dopo 21 giorni di mercato, presentarsi alla partita spartiacque col Genoa, davanti al proprio pubblico, con Simy unica punta, e il solo Ikwuemesi pronto a subentrare, equivale ad un futuro non roseo; se anche il plurinominato “indice di liquidità” al momento inchioda la sessione di riparazione, non esiste Sabatini o allenatore che tenga, il destino è purtroppo segnato. Anche la statistica parla chiaro: nell’era dei 3 punti, la squadra che occupava l'ultima posizione alla 21a giornata è SEMPRE retrocessa a fine stagione.

Non si tratta di essere negativi o rassegnati, tuttavia interrogarsi e analizzarsi sulle proprie responsabilità è sempre il passo giusto per costruire qualcosa, e questo può coesistere con la fiamma della speranza che è giusto rimanga sempre accesa nel cuore di chi lotta come “l’ultima sigaretta” di Zeno.

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Redazione Irno24 06/07/2026

Svelata la maglia 26/27 della Salernitana, un omaggio sobrio al mare

L’U.S. Salernitana 1919 e GIVOVA svelano il nuovo home kit per la stagione sportiva 26/27. Tradizionale colore granata per il completo da gioco. La maglia si presenta con un omaggio sobrio e diretto al mare: la texture tono su tono attraversa l’intera superficie, creando raffinati giochi di luce ed ombra che richiamano il movimento delle onde. Le increspature marine diventano un elemento grafico distintivo che conferisce profondità, dinamismo ed eleganza.

Appartenenza e identità si fondono nei richiami grafici e cromatici che raccontano la simbiosi profonda tra la squadra e il suo territorio. Le nuove divise dell’U.S. Salernitana 1919 sono realizzate con soluzioni tecniche pensate per garantire comfort e prestazioni elevate, a partire dal collo girocollo e dal fondo manica in rib. La vestibilità dei nuovi kit GIVOVA è studiata per accompagnare il movimento dell’atleta in ogni fase di gioco. I pannelli laterali in mesh presenti su maglia e pantaloncini favoriscono traspirabilità e ventilazione.

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