Lotta contro sfruttamento e morti bianche, Uila Uil Salerno detta la linea
Il segretario rimarca l'importanza dell’agricoltura come settore trainante nel salernitano
Redazione Irno24 13/06/2022 0
«Pronti a rinnovare il nostro impegno contro sfruttamento e morti sul lavoro». E’ il messaggio scandito forte e chiaro in occasione del VII congresso della Uila Uil Salerno. A presiedere i lavori il segretario generale della Uil Salerno, Gerardo Pirone, con la presenza e l’intervento di Emilio Saggese, segretario generale Uila Uil Campania, e le conclusioni di Alice Mocci, tesoriere Uila Uil nazionale.
Il congresso si è aperto con la relazione di Ciro Marino, segretario generale Uila Uil Salerno, che ha fatto un punto della situazione tra emergenza pandemica e guerra: «Il periodo trascorso, e quello che verrà, ha senza dubbio ingenerato in tutti noi delusione, preoccupazione, dolore, ma soprattutto un cambiamento strutturale nel mondo del lavoro dovuto alle perdite di lavoratori, ai loro licenziamenti, a nuove modalità di lavoro come quello a distanza.
Abbiamo affrontato e gestito un periodo emergenziale con un susseguirsi di decreti, circolari, avvisi, che non avevano precedenti, il più delle volte abbiamo dovuto combattere affinché ai nostri lavoratori venissero riconosciuti gli stessi benefici di cui hanno goduto gli altri con provvedimenti governativi. In queste difficoltà abbiamo avuto anche la responsabilità di rinnovare i contratti. I nostri lavoratori hanno garantito agli italiani cibo quotidianamente, il settore agroalimentare ha registrato segni positivi, ma non ho sentito nessuno che li ringraziasse pubblicamente. Noi lo abbiamo fatto e lo rifacciamo, accentuando l’importanza di questi lavoratori al pari del settore sanitario».
Tra gli argomenti presi in esame dal congresso, inevitabilmente, gli incidenti sul lavoro e le “morti bianche”: «Manca la cultura della sicurezza, noi della Uil per lavoro intendiamo quello sicuro. La conoscenza del fenomeno ci porta ad affermare che dietro ad ogni morte sul lavoro ci siano scelte aziendali consapevolmente sbagliate, dettate in molti casi dalla logica del profitto secondo la quale la sicurezza sul lavoro è un lusso».
Marino ha quindi snocciolato i dati Istat: «Nel 2022 la fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella compresa tra i 55 ed i 64 anni. E’ proprio in questa fascia di età che si rileva anche l’indice di incidenza più alto di mortalità rispetto agli occupati (2,4%). Lo stesso indice risale a 2 infortuni mortali ogni milione di occupati nella fascia di età tra i 25 ed i 34 anni (pari allo 0,5%). Ciò ci dimostra che le fasce di età dei più giovani e, soprattutto, dei lavoratori più maturi ed esperti siano quelle più a rischio di infortunio mortale. Alla luce di simili considerazioni, due parole appaiono fondamentali e determinanti: formazione e prevenzione».
Il segretario rimarca l’importanza dell’agricoltura come settore trainante nel salernitano: «Con i suoi 25.720 addetti è riuscito ad andare in controtendenza e a mantenere buoni margini di crescita economica. Ma in alcune province del sud Italia, tra queste Salerno, non riusciamo ancora ad estirpare una piaga che attanaglia questo settore: il fenomeno del caporalato è ancora da debellare, nonostante Uila Fai e Flai insieme a Coldiretti Confagricoltura e Cia hanno tracciato importanti percorsi per contrastarlo. A mio avviso questa piaga va combattuta sottraendo a questa “organizzazione” la possibilità di offrire alloggio e trasporto».
Non manca un passaggio sul Pnrr: «La Uila non farà mancare sicuramente le sue istanze per sapere di chi è la responsabilità di non chiedere e di chi non progetta, né lasceremo che per colpa di qualcuno paghino solo e sempre i lavoratori del nostro comparto, vigileremo affinché le misure attuate dal Pnnr siano prioritarie nel nostro territorio per l’occupazione la prevenzione e repressione del caporalato».
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“Siamo chiari – aggiunge Cuzzupi – il problema non nasce oggi, e da parte nostra più volte in passato l’abbiamo denunciato, adesso però è il momento di non tergiversare e andare avanti con decisione. Qui è in gioco la credibilità del sistema scuola, che rischia di essere inficiato da qualche decina di istituti mascalzoni, producendo ignoranti a raffica in cambio di uno squallido tornaconto economico. Si parla di un giro di affari di 50 milioni di euro! Una gigantesca truffa di cui, finalmente, il Ministero, grazie alla determinazione del suo titolare, ha deciso di prendere atto e contrastare. Un’azione che appoggeremo senza alcuna indecisione.
La scuola è un sistema duale, diviso tra istruzione pubblica e parietaria; ambedue gli aspetti devono avere uguale valenza, in quanto insieme rappresentano un aspetto fondamentale e strategico nel tessuto sociale. Il problema dei diplomi facili è legato ad un mondo e a meccanismi molto più complessi di quanto possa apparire. Un sistema che racchiude pezzi diversi dei due segmenti citati, da qui la necessità assoluta di controlli intransigenti che vadano a tutelare l’istituzione scolastica.
Ben venga, anzi si faccia al più presto il concorso per reclutare un numero congruo di ispettori, si concretizzi in maniera rapida l’erogazione di contributi statali alle scuole paritarie con i necessari requisiti, ma allo stesso tempo si colpisca in maniera dura e decisa il traffico dei diplomi in ogni luogo ove si annida il germe di questo ignobile affare”.