"Medicina in Comune", a Baronissi convegno e screening senologico

Iniziativa dedicata alla prevenzione oncologica e alla diffusione della cultura della diagnosi precoce

Redazione Irno24 24/02/2026 0

Sabato 28 febbraio, alle ore 9:30, presso l’Aula consiliare di Palazzo di Città, si terrà il convegno "Medicina in Comune", promosso dall’Associazione di Volontariato "Il Punto", in collaborazione con il Comune di Baronissi e con il patrocinio dell’Ente. L’iniziativa è dedicata alla prevenzione oncologica e alla diffusione della cultura della diagnosi precoce, con particolare attenzione alla prevenzione del tumore al seno.

L’evento rappresenta un’importante occasione di informazione e sensibilizzazione aperta a tutta la cittadinanza, con la partecipazione di esperti del mondo medico e accademico. Al termine del convegno sarà possibile effettuare uno screening senologico gratuito, previa registrazione in loco, fino a un massimo di 25 partecipanti.

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Redazione Irno24 18/06/2025

Ondate caldo, FILT-CGIL Campania chiede tutela lavoratori indoor e outdoor

Con l’arrivo delle ondate di calore e l’aumento delle temperature estive, la FILT-CGIL Campania richiama l’attenzione di aziende e istituzioni sulla necessità di garantire adeguate misure di protezione per tutti i lavoratori, sia quelli impiegati all’esterno che in ambienti chiusi. Il Decreto Legislativo 81/2008, che rappresenta il quadro normativo di riferimento in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si applica trasversalmente a tutti i settori, prevedendo tutele e misure preventive per ogni contesto lavorativo.

La FILT-CGIL Campania ha inviato una comunicazione formale a tutte le aziende del settore, sollecitando l’adozione tempestiva di misure concrete per prevenire infortuni e malori legati allo stress termico. Tra le proposte avanzate vi è l’istituzione di tavoli tecnici con la partecipazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), al fine di monitorare le condizioni lavorative e individuare interventi mirati. La FILT- CGIL Campania continuerà a vigilare affinché le norme vengano applicate e rispettate, promuovendo un confronto continuo con aziende e istituzioni per garantire ambienti di lavoro sicuri, anche nei mesi più critici dell’anno.

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Redazione Irno24 25/02/2026

FP CGIL Salerno chiede all'ASL un piano serio per le Case di Comunità

Le prime Case di Comunità stanno aprendo i battenti e con esse emergono i primi segnali di difficoltà organizzativa. La FP CGIL Salerno segue con attenzione questa fase e chiede all’ASL di aprire subito un confronto serio con le organizzazioni sindacali. "Le Case di Comunità - afferma Antonio Capezzuto, Segretario Generale FP CGIL Salerno - sono una risposta concreta a un bisogno reale che il territorio salernitano esprime da tempo. Una medicina territoriale più forte significa meno cittadini costretti a rivolgersi al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere gestiti vicino casa, percorsi di cura più appropriati e ospedali meno congestionati. È una riforma che va nella direzione giusta e che come organizzazione sindacale sosteniamo convintamente. Per questo vogliamo che funzioni davvero, e per questo non possiamo tacere su come si sta procedendo in questa fase di avvio.

Quello che temiamo, e che in queste prime settimane sembra stia accadendo, è che per coprire i turni delle strutture in apertura si stia attingendo al personale già impegnato nei servizi distrettuali, con spostamenti improvvisati e in regime di straordinario. Se così fosse, saremmo di fronte a una gestione che non regge né sul piano organizzativo né su quello contrattuale, dal momento che non risulta sia stato attivato alcun confronto sindacale come invece prevede il CCNL.

Il punto è semplice: le nuove strutture hanno bisogno di personale proprio. Infermieri, assistenti sociali, operatori sociosanitari, amministrativi, figure che devono essere assegnate stabilmente alle Case di Comunità attraverso procedure interne chiare e condivise con le organizzazioni sindacali, non dirottate giorno per giorno da altri servizi già carenti. La coperta corta, in sanità, rischia di fare pasticci su entrambi i fronti: si indebolisce ciò che già funziona senza costruire davvero qualcosa di nuovo.

C’è poi un tema che non può restare sullo sfondo e che chiediamo venga affrontato con la stessa urgenza: le stabilizzazioni. I lavoratori a tempo determinato e quelli con contratto 15-octies conoscono il territorio e i suoi bisogni, hanno diritto a risposte certe sul loro futuro. Continuare a lasciare nel limbo questa platea di professionisti è un errore che l’Azienda non può permettersi, né sul piano delle relazioni sindacali né su quello della qualità dei servizi. Siamo ancora in una fase iniziale, con le prime aperture su 33 strutture previste in provincia. Il momento per costruire una programmazione seria è adesso, prima che le criticità diventino strutturali e difficili da correggere. La FP CGIL è pronta al dialogo e disponibile a fare la propria parte".

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Francesca Guglielmetti 29/10/2022

Nella resa, tutto cambia: "La Casa di Lara" a Salerno è carezze ed emozioni

"Ogni anno il 2 novembre" è l'incipit della famosa poesia ma anche l'avvio alle riflessioni sulla commemorazione dei defunti, con tutto quello che ne segue: dal piano traffico, alle funzioni religiose, passando per l'ormai (sterile a mio avviso) discussione rispetto al dover considerare opportuna o sacrilega l'abitudine di travestirsi da scheletri e fantasmi nella notte di Halloween, cioè giusto un attimo prima del giorno dedicato alla festa di Ognissanti ed a quello in cui si ricordano i morti.

Ma oggi, in questo caldo ottobre che ormai volge al termine, lo sguardo si indirizza verso quella forma di dolore che, a differenza della morte, non potendo rifarsi a dei riti o a delle tradizioni, difficilmente può essere raccontata e condivisa. A questo spazio si è cercato di dare almeno un nome: fine vita e, nel contempo, si è cercato anche di individuare dei luoghi e delle professioni in grado di far sì che il fine vita potesse essere accolto non come un anticipo della morte ma, appunto, come una parte della vita stessa.

L'argomento è talmente privato e spinoso per le implicazioni psicologiche, etiche, morali ed anche giuridiche, da rappresentare un tabù, qualcosa di cui è quasi impossibile parlare. Ed infatti, se tutti, ma proprio tutti, in città alla parola Brignano associamo immediatamente l'immagine del cimitero, sono certa che solo gli addetti ai lavori, o chi questo dolore lo ha toccato con mano, sanno cosa sia "La Casa di Lara".

La Casa di Lara è apparentemente difficile da trovare. Pur rientrando infatti nei servizi offerti dall'Asl, e pur essendo collocata presso l'ospedale Giovanni da Procida che, credo, sia il più antico nosocomio della città di Salerno, risulta essere un luogo separato e silenzioso ma non per cattiva volontà o trascuratezza ma perché, di questo sono certa, Casa di Lara, che è l'unico hospice presente al momento in città, così deve essere.

Un hospice è un luogo profondamente diverso da un ospedale, perché qui non si combatte più per cercare la guarigione, qui ci si arrende. Quando la malattia ha vinto, l'hospice offre al malato ed ai suoi familiari la possibilità di ritirarsi dalla battaglia, di non combattere più, di accettare le conseguenze estreme della malattia, ma senza perdere la dignità. Nella resa tutto cambia. Le stanze di degenza, ad esempio, nella Casa di Lara non sono individuate da numeri ma da nomi di fiori, il familiare non è un visitatore o qualcuno a cui dar conto ma è egli stesso una persona da accogliere, ascoltare, guidare, per far sí che possa affrontare al meglio il duro lavoro del lasciare andare. Persino gli arredi (dalle poltrone ai divani, dalle stanze di ritrovo, fino alla cucina presente in stanza) invitano il congiunto a fermarsi e non semplicemente a transitare.

Il malato, una volta arresosi, riprende ad essere una persona tutta intera, non è più identificato con la malattia, viene chiamato per nome, viene accudito e non solo curato. Il dolore non è più lo scotto da pagare, a fronte di una promessa di guarigione, ma qualcosa da arginare per lasciare spazio a parole, carezze, emozioni. Ed è proprio grazie a questa cura globale, a questo approccio integrato, che vede il malato (e non più la malattia) e la famiglia come un unico organismo, che spesso negli hospice avvengono dei "miracoli laici" che permettono ai malati di andar via più serenamente ed alle famiglie di accettare più serenamente la perdita.

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