Minorenne con frattura "in giro" per ospedali, denuncia del Nursind Salerno

L'odissea del ragazzo è cominciata in Cilento, con passaggi anche per Napoli e Salerno

foto di archivio non legata al fatto

Redazione Irno24 14/07/2026 0

Una drammatica odissea estiva che ha visto come sfortunato protagonista un ragazzo di soli 15 anni, costretto a girovagare per cinque diversi ospedali della Campania con una grave frattura scomposta al braccio prima di ricevere l’assistenza e il ricovero necessari. La vicenda, definita angosciante, è stata denunciata dalla segreteria territoriale del Nursind Salerno, che ha inviato una formale richiesta di chiarimenti ai vertici dell’Asl, della Centrale operativa del 118, della Regione Campania e, per conoscenza, alla Procura di Vallo della Lucania, chiedendo di fare immediata luce su quello che viene definito un gravissimo disservizio.

I fatti risalgono a venerdì scorso, quando il giovane, a seguito di una caduta intorno alle 22:30, si è procurato la frattura. Da quel momento è iniziato un vero e proprio viaggio della speranza per i familiari: prima lo stop della centrale del 118 che segnalava l'assenza di ortopedici a Sapri e Vallo della Lucania; poi il primo passaggio al Pronto Soccorso di Sapri, dove viene effettuata solo una manovra d'urgenza ma nessuna radiografia, con il consiglio di andare al Santobono di Napoli. Peccato che la struttura napoletana accolga solo bambini fino a 14 anni. Nonostante il rifiuto telefonico, il medico di Sapri ha insistito per il trasferimento autonomo.

Arrivati a Napoli a notte fonda, il rifiuto del Santobono è diventato realtà e il quindicenne è stato dirottato al Cardarelli. Qui, dopo ore di attesa, è arrivata la proposta di ricovero in corridoio, su una barella e in mezzo a pazienti adulti, una sistemazione ritenuta non dignitosa dalla madre, che ha rifiutato firmando le dimissioni. La domenica mattina un nuovo viaggio verso l’ospedale di Salerno per un'altra radiografia e una nuova ingessatura, ma anche lì zero posti letto disponibili. Solo nel pomeriggio la madre è riuscita a raggiungere l’ospedale di Vallo della Lucania, dove il ragazzo è stato finalmente ricoverato in attesa di essere operato.

Sulla vicenda interviene duramente Biagio Tomasco, segretario generale Nursind Salerno: "Quello che è accaduto a questo ragazzo e alla sua famiglia è inaccettabile e fotografa il fallimento della rete dell'emergenza nella nostra regione. Non è tollerabile che nel 2026 un minorenne con un braccio fratturato debba subire un simile calvario fisico e psicologico, rimbalzato come un pacco da un ospedale all'altro per centinaia di chilometri. Chiediamo che i vertici sanitari e la magistratura accertino subito le responsabilità di questa catena di errori organizzativi e di comunicazioni sbagliate. Le istituzioni devono spiegarci perché le procedure di assistenza hanno funzionato solo alla fine del percorso e perché a un cittadino che paga le tasse venga negato il diritto basilare a una cura tempestiva e dignitosa".

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Redazione Irno24 10/07/2024

Salerno, ex consigliere Pucciarelli dona stazione diagnostica a Pediatria Ruggi

Da questa mattina, il reparto di Pediatria dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno è dotato di una “Stazione Diagnostica a parete Riester RI-FORMER con Testina Otoscopio L2 Led”, grazie alla donazione di Riccardo Pucciarelli, ex consigliere del Comune di Salerno (Circoscrizione Oriente), in memoria della propria mamma, la signora Maria Rotondo, insegnante legatissima ai bimbi, scomparsa pochi mesi fa.

"Ho creduto opportuno - spiega Pucciarelli - che un gesto concreto a supporto della sanità pubblica, che quotidianamente fa tanti sforzi per dare il massimo, potesse essere il modo più giusto di ricordare la mia mamma, che ha dedicato tutta la sua vita alla formazione dei bambini, li ha amati fino all’inverosimile. Considero un'eccellenza il Reparto di Pediatria, diretto dalla dott.ssa Carolina Mauro".

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Redazione Irno24 10/04/2026

Salerno, importante intervento al Ruggi su carcinoma alla laringe

Nel reparto di Otorinolaringoiatria del Ruggi di Salerno è stato eseguito con successo un importante intervento chirurgico endoscopico, che ha consentito la guarigione ad un anziano di Pompei gravemente compromesso da un carcinoma alla laringe. Il tumore della regione glottica della laringe, in stato avanzato, già esteso agli spazi paraglottici posteriori, interessava entrambe le corde vocali e la commissura anteriore, configurando un quadro clinico particolarmente complesso ed articolato.

Nonostante la gravità della patologia, l'equipe del prof. Francesco Salzano, direttore UOC Otorinolaringoiatria, è riuscita ad intervenire in modo conservativo, preservando la laringe e garantendo al paziente una qualità di vita significativamente migliore rispetto alle tecniche tradizionali.

"L'intervento - spiega Salzano - è stato realizzato mediante microendoscopia diretta in sospensione, con l'impiego di laser CO2, una metodica altamente specialistica che ha consentito di effettuare una quadrectomia di tipo VI, tra le più impegnative dal punto di vista chirurgico. La procedura ha permesso l'escissione radicale della lesione, come confermato dall'esame istologico, nonostante le rilevanti difficoltà tecniche legate all'estensione del tumore".

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Redazione Irno24 20/08/2025

Polichetti: "Al Ruggi di Salerno ancora pazienti legati, una pratica disumana"

Ancora una volta il nome dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno torna al centro di un caso che scuote l’opinione pubblica: la pratica della contenzione fisica dei pazienti, denunciata attraverso i social da una cittadina che ha documentato la madre anziana legata al letto nel reparto di medicina d’urgenza. Un episodio che si aggiunge a una lunga serie di segnalazioni, in passato già portate alla ribalta da inchieste giornalistiche e che, a distanza di tempo, sembrano non aver prodotto cambiamenti concreti.

Sulla vicenda interviene Mario Polichetti, responsabile del Dipartimento nazionale Sanità dell’Udc, che denuncia con fermezza: "Non possiamo più tollerare simili episodi. Legare i pazienti, soprattutto anziani e fragili, è una barbarie che calpesta la dignità della persona e che non ha giustificazioni cliniche, se non in rarissimi casi eccezionali. La contenzione fisica non è cura, ma abbandono mascherato da terapia.

Siamo di fronte a una prassi che sembra consolidata e che, nonostante le denunce e i riflettori mediatici, continua indisturbata. Se, dopo i servizi televisivi e le indagini del NAS, la situazione è rimasta immutata, significa che c’è una responsabilità gestionale e organizzativa che non può più essere ignorata. Chiediamo al nuovo direttore generale un atto di coraggio: mettere fine a una pratica disumana e avviare seriamente un percorso che privilegi la tutela dei pazienti e il rispetto della loro dignità.

Non servono giustificazioni di facciata, servono provvedimenti chiari e immediati. Chi continua a legare le persone ai letti deve essere richiamato alle proprie responsabilità. Un ospedale è un luogo di cura, non un luogo di sofferenza aggiuntiva. Continueremo a vigilare affinché nessun paziente debba più subire l’umiliazione di essere immobilizzato come fosse un problema da gestire e non una persona da assistere".

NOTA STAMPA MARIO POLICHETTI

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