MSC Crociere torna a Salerno, attracco e cerimonia-evento il 5 maggio
La compagnia leader dello shipping si riaffaccia nella nostra città dopo 8 anni
Redazione Irno24 02/05/2023 0
Dopo otto anni, MSC Crociere, leader internazionale dello shipping e della logistica marittima, torna nel porto di Salerno, decisa e convinta nel riavviare un percorso che fino al 2015 aveva visto il terminal salernitano tra gli scali delle sue rotte nel Mediterraneo.
È un ritorno che può dare un contributo alla valorizzazione e allo sviluppo dell’intero territorio salernitano, reso possibile anche grazie ai lavori realizzati dall’Autorità di Sistema, che hanno reso moderna e attrezzata l’infrastruttura portuale-crocieristica. Il Molo Manfredi è adesso una realtà, la “Stazione Marittima Zaha Hadid” ora può accogliere anche le grandi regine dei mari, navi dai grandi numeri che sbarcano e imbarcano migliaia di turisti. Salerno si candida ad essere un porto accogliente e strategico nell’itinerario crocieristico del Mediterraneo.
Il 5 maggio 2023 segna quindi un momento significativo, una data da celebrare in un calendario denso di appuntamenti: la MSC torna a Salerno e lo farà con la MSC Opera, che attraccherà al Molo Manfredi della Stazione Marittima (il 13 maggio sarà la volta di MSC Orchestra, l’11 novembre della MSC Musica). Un evento per il quale è prevista la cerimonia della “Maiden Call” (una sorta di celebrazione dello scalo inaugurale, ndr), che si svolgerà a bordo della nave, lì dove vi sarà il tradizionale scambio del Crest con le massime autorità e istituzioni, regionali e cittadine.
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Redazione Irno24 18/10/2021
Al Vinitaly le uve storiche campane fra i grappoli d'Italia
C'è il Greco Bianco, il vino più antico d'Italia, il Fiano citato da Federico II, l'Asprinio introdotto dagli Etruschi, il Piedirosso ricordato da Plinio nella Naturalis historia, la Coda di Volpe sul Vesuvio da prima dell'eruzione su Pompei, l'Aglianico amato dagli Aragonesi, la Biancolella ischitana arrivata dall'Eubea, il Casavecchia bevuto dai legionari romani, il Pallagrello prediletto da Ferdinando IV di Borbone e la Catalanesca importata da Alfonso I D'Aragona.
Sono i vitigni campani presenti nella più gande esposizione di uve mai realizzata, portati al Vinitaly Special Edition Verona da tutte le diverse regioni nell’esclusivo salone “Vigneto Italia” creato dalla Coldiretti presso il padiglione 4 stand D3 della Fiera di Verona per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino Made in Italy.
Sul territorio nazionale – spiega Coldiretti – ci sono 608 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi (quasi il doppio) a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.
(Nella foto l’assessore all’agricoltura della Campania, Nicola Caputo, e il direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda).
Redazione Irno24 30/07/2022
Allarme energia, Confimi Campania: "De Luca intervenga su liquidità aziende"
“La previsione dei gestori dell’energia elettrica, secondo i quali già a settembre ci saranno migliaia di aziende che non riusciranno a pagarne la fornitura, è drammatica. Tanto più che cade nel momento in cui il governo non può assumere misure straordinarie e la politica è particolarmente concentrata su se stessa e sulle elezioni, piuttosto che a trovare risposte immediate e concrete per scongiurare il tracollo del sistema produttivo del Paese, soprattutto nel Sud e in Campania”.
Così il presidente di Confimi Industria Campania, Luigi Carfora. “Per le nostre aziende – sottolinea Carfora – il costo dell’energia elettrica si è praticamente quadruplicato e in alcuni casi addirittura quintuplicato, il che significa che un’azienda che riceveva una bolletta da 20.000 euro al mese ad agosto rischia di vedersene recapitata una da ben 100.000 euro.
La conseguenza è che intanto molti gestori di fornitura elettrica stanno correndo ai ripari nel rinnovare i contratti con garanzie fideiussorie bancarie, una pretesa inconcepibile che inevitabilmente porterà molte attività al collasso produttivo, visto che parliamo di costi che l’industria, soprattutto del Mezzogiorno, non riuscirà a ribaltare sui consumatori finali, né ad ammortizzare internamente.
Se le istituzioni pubbliche, ed in particolare quelle regionali, non metteranno in campo misure straordinarie, rischiamo, già a partire da ottobre, l’impoverimento assoluto e del nostro sistema produttivo e sociale, con l’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, soprattutto alimentari, il fallimento di migliaia di aziende, un’impennata della disoccupazione, gli scaffali vuoti ed una conseguente recrudescenza dei fenomeni criminali.
Auspichiamo che la Regione ed in articolare il Presidente De Luca mettano immediatamente in campo tutti quegli strumenti di politica economica e finanziaria necessari a scongiurare il peggio: serve liquidità, denaro vero, piuttosto che sgravi o agevolazioni di sorta”.
Redazione Irno24 24/02/2022
Dal Mipaaf 17 milioni per i Distretti del Cibo in Campania
Via libera del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali ai decreti che finanziano tre Distretti del Cibo in Campania. Lo comunica Coldiretti Campania, che ha ricevuto la notifica dell’ammissione insieme alla Regione. Complessivamente, il contributo in conto capitale ammonta a quasi 17 milioni di euro per un valore totale di progetto di oltre 46 milioni, circa il 35% degli investimenti previsti, che coinvolgono imprese agroalimentari.
Sono stati finanziati il Distretto Castagne Marroni della Campania, il Distretto Piana del Sele e il Distretto Vini d’Irpinia. Per il Distretto regionale delle Castagne, i soggetti beneficiari riceveranno un contributo in conto capitale di quasi 8 milioni su un totale di progetto ammesso di oltre 22 milioni, a favore di imprese agricole e agroindustriali.
Per il Distretto della Piana del Sele, in provincia di Salerno, sono stati ammessi a contributo circa 4 milioni di euro su quasi 10 milioni di euro di investimento, che coinvolgono aziende agricole e organizzazioni di produttori. Per il Distretto di qualità Vini d’Irpinia, il contributo ricevuto è pari a oltre 5 milioni di euro su oltre 14 milioni di euro di investimenti previsti per aziende vitivinicole e cantine coinvolte.