Nursind Salerno denuncia presunto mobbing verso infermiere a San Severino

Nei giorni scorsi è avvenuta una ricollocazione per dichiarate "incompatibilità ambientali"

Biagio Tomasco

Redazione Irno24 28/12/2023 0

All’ospedale “Fucito” di Mercato San Severino il clima è teso e le accuse volano. Il Nursind Salerno, attraverso il suo segretario generale, Biagio Tomasco, ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo alla ricollocazione dell'infermiere C.C., avvenuta in seguito a dichiarate "incompatibilità ambientali". La disposizione di servizio, emessa dal direttore Luigi Memoli, il 20 dicembre scorso, ha suscitato scalpore all'interno del sindacato, che ora chiede un'inchiesta approfondita sulle motivazioni di tale decisione.

Secondo Tomasco, il trasferimento non è stato supportato da adeguate spiegazioni, aprendo la strada a sospetti di mobbing e straining nei confronti dell'infermiere coinvolto. "La decisione di allontanare l'infermiere - dichiara Tomasco - è apparsa del tutto arbitraria, senza una chiara giustificazione e senza considerare la mancanza di supporto legislativo per trasferimenti temporanei per incompatibilità ambientale. Il nostro obiettivo è garantire che le azioni dei dirigenti siano in linea con la legge e non mettano a rischio la salute lavorativa dei nostri membri".

"Chiediamo al Comitato unico di Garanzia dell'Azienda ospedaliera Ruggi - afferma Valerio Festosi Guida, responsabile aziendale Nursind Salerno per il Fucito - di avviare una commissione d'inchiesta che esamini tutte le dinamiche e i comportamenti coinvolti nella decisione. È fondamentale garantire che le azioni dei dirigenti siano trasparenti e rispettino i diritti dei lavoratori".

Il Nursind Salerno ha chiesto, inoltre, la sospensiva della disposizione di servizio, in attesa degli esiti dell'inchiesta, sottolineando l'importanza di tutelare la sfera personale, lavorativa e psicologica dell'infermiere coinvolto.

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I lavori, tuttora in corso, prevedono, oltre l'impianto sportivo, anche la realizzazione di aree verdi, parcheggi ed un immobile destinato ad abitazioni private. Secondo l'impianto accusatorio, l'aggiudicazione dell'appalto e la sua successiva modifica sarebbero avvenuti in violazione al piano urbanistico e alla normativa edilizia, avvantaggiando indebitamente l'impresa costruttrice.

Si specifica - si legge nella nota stampa della Procura - che il provvedimento adottato dal GIP è stato eseguito nell'attuale fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie, che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio. La responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo all'esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.

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