Reflui industriali nel corso d'acqua, denunciata una persona a Solofra
Fuoriuscivano da un pozzetto di ispezione della rete fognaria, contaminando un terreno
Redazione Irno24 04/02/2026 0
Nell’ambito delle attività di controllo finalizzate al contrasto dell’inquinamento del fiume Sarno, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino, in sinergia con i colleghi dell’Arma territoriale, appuravano a Solofra la fuoriuscita di reflui industriali da un pozzetto di ispezione della rete fognaria, che confluivano direttamente nel corso d’acqua sottostante.
Le indagini, condotte anche mediante l’ausilio di apparati di videosorveglianza e mirate attività investigative, consentivano di accertare che il liquidatore della società incaricata della gestione della rete fognaria industriale non aveva provveduto alla necessaria manutenzione. I reflui, oltre a produrre cattivi odori, contaminavano il terreno limitrofo per poi confluire direttamente nel corso d’acqua sottostante, con evidente pregiudizio dell’ambiente.
Alla luce degli illeciti accertati, i militari ponevano sotto sequestro preventivo il pozzetto di ispezione interessato e deferivano in stato di libertà alla Procura il liquidatore della società di manutenzione della rete fognaria industriale.
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Nello specifico, i militari, mediante l’utilizzo della fluoresceina, sostanza tracciante impiegata per individuare il percorso delle acque, hanno appurato che le acque meteoriche provenienti dal piazzale dell’azienda venivano convogliate, senza alcun trattamento di depurazione, direttamente nel corso d’acqua, in violazione della normativa ambientale vigente. Alla luce degli illeciti, i Carabinieri hanno deferito il Presidente del CdA della conceria.
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Ma la giovane automobilista, subdorando l’inganno, non ha “abboccato”: ricordando i consigli dell’Arma in merito a tale tipologia di reato, non ha esitato a segnalare l’accaduto al “112”. A questo punto l’uomo è subito risalito in auto e si è dato alla fuga. L’immediata attività d’indagine ha permesso di individuare il presunto responsabile (già gravato da specifici precedenti di polizia), deferito in stato di libertà alla Procura di Avellino.
Questo tipo di truffa è molto frequente, la dinamica è sempre la stessa e la richiesta di risarcimento in denaro, al fine di mettere a tacere la controversia, si aggira solitamente tra i 50 ed i 200 euro. Tutto inizia con un colpo secco all’auto della vittima prescelta, spesso appena percettibile, seguono suoni di clacson o luci abbaglianti. Per semplice cortesia, e non comprendendo cosa accade, ci si fermerà per ascoltare di cosa il conducente dell’altro veicolo vuole avvisarci con tanta urgenza.
Nella truffa, il sedicente danneggiato accuserà di aver subito un danno alla sua auto e cercherà di dare maggiore credibilità al raggiro mostrandone lo stato (naturalmente il danno è stato appositamente fatto in precedenza). I truffatori contano sulla convenienza per l’automobilista di chiudere la questione istantaneamente rispetto alla compilazione, in alternativa, del modello di contestazione amichevole, con il coinvolgimento, quindi, dell’assicurazione.