Salernitana, Costil si presenta: "Grande voglia di aiutare la squadra"
"Il mister mi ha messo subito in gruppo, sono a disposizione e sceglierà lui quando utilizzarmi"
Redazione Irno24 01/08/2023 0
"Conosco la città di Salerno già da vent’anni perché ho giocato un torneo quando ero ragazzo e mi piacque molto. Il mister mi ha parlato molto bene dell’ambiente e del calore della tifoseria, non vedo l’ora di giocare nel nostro stadio". Queste le parole di Benoit Costil, nuovo portiere della Salernitana, intervenuto in conferenza stampa dal ritiro di Fiuggi.
"La mia ambizione è quella di confrontarmi con un nuovo campionato, sono da sempre un fan della Serie A, e voglio aiutare la squadra a fare una grande stagione per ottenere la salvezza il prima possibile. Conosco bene Ochoa e sono felice di poter lavorare con lui.
Nel volo da Parigi a Roma ho visto i numeri disponibili e ho scelto il 56 perché è il numero del dipartimento di Morbihan che mi piace molto. Ho sentito Giroud proprio ieri, per me è come un fratello, abbiamo parlato del mio arrivo in Italia e non vedo l’ora di incontrarlo. È un onore essere stato scelto da Morgan De Sanctis, l’ho conosciuto quando lui giocava in Francia al Monaco. Tanti portieri importanti hanno giocato in Italia, tra questi due miei idoli come Gianluigi Buffon e Sebastian Frey.
Ho parlato con tutti i compagni di squadra, cercando di integrarmi al meglio. Sto cercando di imparare la lingua per ambientarmi il prima possibile. Il mister mi ha messo subito in gruppo, sono a disposizione e sceglierà lui quando utilizzarmi. È stata una discussione tra persone oneste, la società è stata chiara fin da subito ed è stato facile trovare l’accordo. Avevo molta voglia di venire a Salerno e lavorare col mister in questa splendida città".
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Una Salernitana opaca, presente solo a sprazzi sul terreno di gioco, perde a Perugia 1-0 e conferma un trend irregolare che la vede rullo compressore in casa e inconsistente in trasferta. I grifoni ritrovano il successo dopo 5 sconfitte di fila, Cosmi salva la panchina.
Nell'atmosfera fantasma dello stadio vuoto (si giocava a porte chiuse per l'emergenza Coronavirus, ndr), la squadra di Ventura, che non siede in panchina per un'indisposizione notturna, non si vede praticamente per mezz'ora e subisce l'offensiva del Perugia. Poco dopo il 20°, Mazzocchi sfrutta un "blocco" di un compagno in area e scarica un violento rasoterra sul primo palo, realizzando il gol che si rivelerà decisivo. A 5 minuti dal riposo, Greco ribalta Akpa con un'entrataccia ma rimedia soltanto l'ammonizione.
La Salernitana si fa vedere 10-15 minuti nella ripresa, quando le paure del Perugia offrono campo e iniziativa, ma il fraseggio a centrocampo è lento e nemmeno il reparto offensivo (ancora privo di Djuric) riesce a fare gioco per rendersi pericoloso.
In pratica, la Salernitana si fa minacciosa solo su punizione: il piazzato di Dziczek è centrale e Vicario smanaccia, la "maledetta" di Cicerelli nel finale è molto più insidiosa e va fuori di niente. In contropiede, con i granata sbilanciati, Falzerano calcia a lato davanti a Micai.
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Andrea Montinaro 14/06/2024
Si avvicina il ritiro estivo della Salernitana, ancora troppe le incertezze
Dubbi e incertezze aleggiano ancora sul futuro della Salernitana. Siamo al 14 di giugno, a 24 giorni dal ritiro estivo, e i granata sono ancora lontani dal completare le fila dirigenziali e sportive per iniziare, quanto meno, a progettare una stagione che non sembra essere partita sotto i migliori auspici. Dopo gli ultimi poco chiari interventi, Iervolino e l’amministratore delegato Milan hanno continuato a battere la strada del silenzio, nascondendosi dietro il “dito” del lavoro a fari spenti.
Finora, i famosi “fatti” non si sono ancora palesati e la mancanza di chiarimenti non fa altro che alimentare un malcontento sempre più generalizzato. Della scelta dell’allenatore nemmeno l’ombra, giustificabile vista l’assenza sempre più inspiegabile del nuovo direttore sportivo: giorni fa, Petrachi sembrava in pole per ricoprire la carica, ma un affare dato in dirittura d’arrivo si è trasformato in un rebus senza soluzione, nel quale non si comprendono le strategie di una società in evidente difficoltà da mesi.
Al momento, solo il presidente Iervolino è conscio (si spera) della strada intrapresa e nessuno di noi sa a che cosa porterà. Il tempo sta scadendo, l’idea più valida ad oggi sembra essere quella della possibile cessione del club. Della trattativa serrata con Brera Holdings se ne parla da settimane, ma sembra ancora tutto cristallizzato: la sensazione è che la stagione della Salernitana non potrà definirsi iniziata fino a quando non verrà fatta chiarezza sulla questione.
La mancata scelta di un DS non rende chiaro quali saranno i ruoli dell’attuale classe dirigenziale nel futuro prossimo: l'organigramma rimarrà lo stesso? Iervolino cederà e si defilerà? I dubbi sono tanti e solamente una fumata bianca della trattativa con la cordata potrà scioglierli. Ad oggi l’unica certezza è, ripetiamo, la data del ritiro: l’ultima cosa che i tifosi non vorrebbero vivere è il rewatch di un film già visto la scorsa estate con Paulo Sousa, quando la rosa presentata al portoghese, incompleta, non si dimostrò all’altezza delle richieste e degli standard del campionato. Il tempo scorre e il rischio diventa sempre più realistico.