Salerno, al Teatro Verdi un omaggio alla canzone d'autore francese

Lo spettacolo "Sulle tracce della Nouvelle Vague" è in programma il 22 Settembre

Ilaria Pilar Patassini

Redazione Irno24 19/09/2022 0

In occasione della Mostra multidisciplinare "Nouvelle Vague" che aprirà le porte a Palazzo Fruscione di Salerno il 23 Settembre, il Teatro Verdi omaggia, con la propria orchestra filarmonica, i registi che fecero parte di questa celeberrima e rivoluzionaria corrente cinematografica.

Il concerto, in programma il 22 settembre alle ore 20:00, sarà diviso in due tempi: il primo dedicato alle melodie struggenti del film "Jules e Jim", in cui rivivranno le atmosfere, ora cupe, ora gioiose, ora malinconiche, che hanno fatto da sfondo al racconto del “triangolo d’amore” più famoso della storia del cinema, tratto dal romanzo di Henri Pierre Rochè, cui seguirà un’incursione di vivacità con il tema musicale di "Tirez sur le Pianiste", secondo lungometraggio del celebre cineasta francese, e di Cartouche (1962) di Philippe de Broca.

Il secondo tempo sarà invece dedicato all’esecuzione delle maestose e solenni musiche del film "Le Meprìs-Il Disprezzo", che Jean-Luc Godard realizzò nel 1963, portando in scena l’omonimo romanzo di Alberto Moravia. La sezione centrale del concerto è invece un omaggio alla canzone d’autore francese.

La splendida voce di Ilaria Pilar Patassini, accompagnata dalla fisarmonica di Salvatore Cauteruccio, intonerà le melodie di brani come "Le tourbillion de la Vie" di Jeanne Moreau, "Les moulins de mon coeur" di Michel Legrand, "Avec le temps" di Leo Ferré, con un ulteriore omaggio a Charles Aznavour, con due brani, "La boheme" e "Sous le ciel de Paris", resa celebre dall’interpretazione storica di Yves Montand.

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Redazione Irno24 09/11/2023

Salerno, al Complesso San Michele la mostra "Di memoria e d'invenzione"

Sabato 11 novembre, alle 18.30, si accenderanno i riflettori sulla Mostra “Di memoria e d’invenzione. Acquerelli” di Carlo Di Lorenzo, che la Fondazione Carisal è lieta di ospitare - fino al 24 novembre - nella Sala espositiva del Complesso San Michele a Salerno.

Saranno esposte circa 50 delle opere ad acquarello su carta, realizzate dall’artista salernitano negli ultimi anni, partendo da suggestioni derivanti dalla conoscenza delle opere dei pittori della Scuola di Posillipo. Il registro espressivo con il quale l’autore si è confrontato rivela un’attenzione alla varietà della memoria, a quei frammenti di immaginazione che emergono dagli esempi più celebri della pittura meridionale tra XIX e XX secolo.

La riflessione dell’artista si è soffermata su alcuni soggetti o luoghi peculiari, dalle vedute di Salerno e napoletane a quelle della Costa d’Amalfi dei tanti artisti del Nord, fino a giungere a quelle di Sorrento, Capri, Ischia, fissando, nella rapidità dell’esecuzione, la propria modernità.

L’evento è stato ideato anche come un gesto di solidarietà, finalizzato ad una raccolta fondi per scopi benefici. Il ricavato della vendita delle opere sarà devoluto in favore di Open - Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma OdV, nata nel 2003 per volere di genitori di bambini e adolescenti malati oncologici e di medici impegnati a combattere contro queste patologie. Sarà possibile visitare la mostra (gratuitamente) dal 13 al 24 novembre, tutti i giorni della settimana, dalle ore 16.00 alle 19.00.

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Annamaria Parlato 23/08/2020

Tra quattrocento e novecento: la pinacoteca provinciale e le sue collezioni

Al primo piano del Settecentesco Palazzo Pinto, in via Mercanti 63, è ubicata la Pinacoteca Provinciale, aperta il 18 marzo del 2001. Il palazzo-contenitore è uno strepitoso esempio di architettura gentilizia, nel centro storico di Salerno; il suo nome proviene da una delle più importanti famiglie aristocratiche che vi dimorò. L’Amministrazione Provinciale da sempre si è resa parte attiva per il restauro, il recupero e la promozione-fruizione del patrimonio culturale in esso contenuto.

Le collezioni si avvalgono di donazioni già a partire dagli anni 1927-1938, la più cospicua è sicuramente quella Pinto, e con acquisizioni di opere databili dal XV al XVIII secolo. Il termine Pinacoteca deriva dal greco “pinakes”, che originariamente indicava le tavolette di legno usate per scrivere, ma che in seguito passò a designare i quadri dipinti. Su pinakes erano in genere dipinti gli ex-voto appesi nei santuari, alle pareti dei templi e agli alberi. Su tavola fu tutta la pittura del IV secolo a.C., che permise alle opere dei grandi maestri di circolare diffusamente nel mondo greco-romano.

Tornando al percorso espositivo e alle collezioni di Palazzo Pinto, questo si articola in ben tre sezioni, in ordine cronologico: dal Quattrocento al Settecento, Pittori Salernitani e Costaioli, Artisti stranieri.

Sezione Quattro-Settecentesca

Questa sezione si suddivide in tre gruppi: Rinascimento meridionale e tardomanierismo (XV-XVII), Naturalismo caravaggesco e Tardobarocco giordanesco (XVII-XVIII), Accademia di Solimena e pittura di genere (XVIII). Tra i capolavori si citano la tavola lignea con l’Assunzione della Vergine di Cristoforo Faffeo e bottega di fine Quattrocento, e il Polittico di Andrea Sabatini da Salerno, uno dei maggiori pittori rinascimentali dell’Italia meridionale.

A seguire il trittico raffigurante la Madonna con Bambino in trono tra i Santi Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Bernardino da Siena e Ludovico d’Angiò, attribuito da Ferdinando Bologna al Maestro dell’Incoronazione di Eboli (XV secolo). Ancora, lungo i corridoi si ritrovano dipinti che si rifanno al naturalismo caravaggesco per i secoli XVII-XVIII, la splendida opera di Antonio Olivieri Madonna con Bambino e San Giovannino, che ha chiari riferimenti ai Caracci e al Maratta, ed infine tele con scene di genere come nature morte e paesaggi.

Il secolo XVII è rappresentato da dipinti come “Il sacrificio di Isacco”, nei modi di Francesco Guarino, “Salomè con la testa del Battista” vicino alle opere del Battistello. Il XVIII secolo, a seguito dell’operazione di restauro che ha consentito il riconoscimento e la datazione di numerose opere, si è enormemente arricchito con scene vetero e neo-testamentarie, paesaggi e nature morte, anche di grandi proporzioni.

Sezione Salernitani e Costaioli

Protagoniste di questa sezione sono le opere di artisti Salernitani (Raffaele Tafuri, Gaetano Esposito, Clemente Tafuri, Pasquale Avallone, Guglielmo Beraglia, Gaetano D’Agostino) e della Costiera Amalfitana (Luca Albino, Antonio Ferrigno, Luigi Paolillo, Manfredi Nicoletti, Gaetano Capone) tra Ottocento e Novecento. Di notevole bellezza è la Torre Normanna di Luca Albino. Le altre opere sono accomunate tra loro per i temi trattati, come il paesaggio, i ritratti, il folklore.

Sezione Artisti Stranieri

A partire dal 1999 si costituì questa sezione, comprendendo ben 52 opere di circa undici artisti stranieri, i cosiddetti “tedeschi”, che giunti sulla Costa Salernitana, amanti della civiltà magno-greca, delle cupole bianche mediterranee, delle scene di vita quotidiana, apportarono grandi novità e rivoluzionarono la scena artistica locale nei primi anni del Novecento. Di Richard Dölker, uno dei maggiori esponenti del “periodo tedesco” della ceramica vietrese, sono conservate 19 opere tra acquerelli, chine, disegni. Paesaggi positanesi di Stefan Andres, scrittore oltre che pittore, sono a china su carta, di cui i più famosi sono: Il campanile della Chiesa Madre di Positano, Punta Campanella vista da Positano, La casa degli Andres a Positano.

Ovviamente in questa sede sarebbe impossibile elencare tutti i capolavori esposti in Pinacoteca. Di sicuro la curiosità è forte e questo potrebbe essere uno spunto interessante, indirizzato a coloro che volessero visitarla. Recarsi in Pinacoteca Provinciale, magari in periodo natalizio, potrebbe essere una strepitosa passeggiata culturale tra i vicoli del centro storico dell’OPULENTA SALERNUM, iscrizione coniata su una moneta del 1052, alludendo alla ricchezza del principato di allora che persiste anche nella Salerno di oggi. L’apertura è dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 19:45. L’ingresso è gratuito.

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Redazione Irno24 05/05/2022

Salerno, Linea d'Ombra 2022 si terrà dal 22 al 29 Ottobre: parlerà di conflitti

Linea d’Ombra Festival 2022, XXVII edizione, annuncia ufficialmente le date. Il festival si terrà dal 22 al 29 ottobre, naturalmente a Salerno, e contestualmente all’appuntamento la direzione artistica, nelle persone di Giuseppe D’Antonio e Boris Sollazzo, ha annunciato anche il tema di quest’anno: si parlerà di conflitti.

Una scelta fatta prima di tutto sulla base di quello che dobbiamo tutti prepararci a fronteggiare in questo lungo processo che sarà la post pandemia. Tenendo bene a mente che i conflitti non sono mai fini a sé stessi e che lo scontro e la decostruzione di un modello portano sempre alla trasformazione e alla novità.

Conflitti è un altro tassello di un processo di ricostruzione avviato da tempo dal festival, che nel corso delle due edizioni svolte in pieno Covid ha subito un’accelerazione dettata dalle necessità. Un conflitto anche questo, con la pandemia e la gestione della stessa, del rapporto tra evento artistico e collettività. Nel frattempo sono aperte le selezioni per i concorsi Passaggi d’Europa, LineaDoc, CortoEuropa, VedoAnimato e VedoVerticale. I cineasti e le produzioni che vogliono iscrivere le loro opere lo possono fare al link https://filmfreeway.com/lineadombrafestival.

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