Salerno, con "Buonissimi 2023" si nutre la ricerca dalla A alla Z

L'evento benefico in programma al Lloyd's Baia Hotel il 26 Giugno dalle 19:30

Redazione Irno24 12/06/2023 0

Sono circa 1400 i bambini e 900 gli adolescenti che ogni anno, in Italia, si ammalano di cancro. A loro e alle loro famiglie sono destinate le numerose iniziative promosse dalla OPEN OdV, tra cui "Buonissimi", il charity event dell'Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma, realizzato con il sostegno della Fondazione Giuseppe Marinelli e ideato e organizzato da Paola Pignataro e Silvana Tortorella.

La quinta edizione si terrà il 26 giugno, dalle 19:30, presso le Rocce Rosse del Lloyd's Baia Hotel, nota struttura ricettiva fra Salerno e Vietri. Sintesi perfetta tra bontà d’animo e capolavori del gusto, "Buonissimi" si riconferma la serata dedicata alle eccellenze enogastronomiche del Mediterraneo: chef stellati e professionisti della cucina si ritroveranno insieme per condividere un racconto di gusto e speranza.

Il concept di quest’anno è nutrire la ricerca dalla A alla Z, un alfabeto creativo che aiuta a scrivere con parole semplici il futuro dei bambini. L’edizione 2023 continua a sostenere il progetto di ricerca CHANCE, acronimo di Five hundred CHildren with cANCErs, per conoscere il panorama dell’ereditarietà genetica nel cancro infantile. Grazie al finanziamento della OPEN, CHANCE può sequenziare il DNA di 500 bambini in 3 anni. Il 2023 segna un traguardo importantissimo, l’anno finale della sperimentazione.

La presentazione dell'evento il 14 giugno alle ore 11:00 presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno.

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Pellezzano, solidarietà nei saloni di Villa Wenner con il Coro Daltrocanto

L’Associazione ex allievi del Convitto Nazionale organizza, presso la storica Villa Wenner di Pellezzano, un evento di musica e solidarietà. Lunedì 5 gennaio 2026, dalle ore 20:00, il concerto del Coro Daltrocanto, diretto dal M° Patrizia Bruno, animerà la serata, portando energia e swing. Ogni nota cantata sarà un aiuto concreto, perché, come sempre, il ricavato sarà devoluto all’Associazione L’Abbraccio. A seguire si terrà un piccolo momento conviviale, con una degustazione di vini e prodotti locali.

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Francesca Guglielmetti 07/03/2024

Riflessioni sulla Giornata della Donna secondo una prospettiva linguistica

Otto marzo. Da bambina, onestamente, era tutto più facile. Otto marzo = festa della donna. Un po' di auguri dati e ricevuti, qualche ramo di mimosa, forse un grazie in più, un po' di ironia che oggi, credo, sarebbe stata tacciata come “politicamente scorretta”. Famosa, a tal proposito, la frase che Salvatore rivolge alla moglie nel film “Cosí parlò Bellavista” (1984) per impedirle di partecipare alla manifestazione programmata, appunto, per l’8 marzo (“quando faranno la manifestazione della cameriera andrai pure tu”).

Poi, a seguire, andando avanti negli anni, sono arrivate, ferme restando le intramontabili mimose corredate da auguri, e magari anche da prodotti di pasticceria, le possibilità ludico/ricreative: dalla cena “solo donne”, possibilmente ben condita da alcool, allo striptease maschile. Il tutto accompagnato dal (possibilità, concessione, auspicio, realtà? Boh!) “dovrebbe essere sempre l’8 marzo”. Per arrivare, non so dire bene quando e come, alla svolta: da “festa della donna” a “giornata internazionale della donna”.

Svolta? In realtà credo si tratti più di un ritorno alle origini, dal momento che nel lontano 1922, anno in cui fu istituita in Italia, l’8 marzo non individuava una giornata di festa ma, appunto, “la giornata internazionale dei diritti della donna”. Quello che è venuto dopo ancora, ossia questo accanimento il più delle volte generatore di cacofonie, a mio vedere, sulle parole, un po' mi stranisce e un po' mi fa sorridere.

L’avvocata, la ministra, la giudice (o giudicessa??), l’ingegnera, e quanto altro ancora, su cui ci stiamo arrovellando, ci focalizza sulle parole facendo perdere di vista il linguaggio. I linguaggi, ahimè, mi sembrano quasi tutti ancora “maschili”. Il maschio “aiuta in casa”, “aiuta con i figli”, “solleva dai lavori domestici”, giammai sia detto che “fa la sua parte”.

La sessualità è ancora più intrisa di questa dialettica: davanti ad un tradimento, se ci pensiamo, quando si attribuisce a lei la responsabilità, non è difficile che la “lei” sia tacciata di meretricio; quando, invece, le leggerezze (magari ripetute) sono responsabilità di un lui non è difficile sentir dire che la “lei” o le “lei” con cui l’uomo si unisce siano, appunto, delle meretrici (lo so, lo diciamo in modo più crudo ma credo che qui, appunto, sia il caso di fare attenzione al linguaggio).

Insomma, o che lo si metta in atto o che lo si subisca, il tradimento in amore vede sempre attiva, da qualche parte, una donna di facili costumi. Certo il linguaggio è fatto di parole ma le parole, senza una dialettica coerente allo scopo, corrono il rischio di restare, appunto, solo parole.

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Redazione Irno24 16/06/2026

San Severino, "La Tenda del Buon Gioco" contro le illusioni dell'azzardo

Accendere i riflettori sul delicato tema del Gioco d'Azzardo Patologico (GAP) attraverso la riscoperta della socialità, dell'incontro e del divertimento sano. È l'obiettivo de “La Tenda del Buon Gioco”, la manifestazione di piazza promossa dalla Caritas di Salerno attraverso la Fondazione Caritas, nell'ambito del progetto nazionale “Vince chi smette”. L'appuntamento è fissato per domenica 21 giugno, dalle 20:00 alle 23:00, in Piazza Dante (area antistante il Convento di S. Antonio) a Mercato San Severino.

Verranno allestiti spazi interattivi dove bambini, ragazzi e famiglie potranno cimentarsi con i "giochi di una volta": attività della tradizione, sfide di logica, abilità e cooperazione, pensate per dimostrare concretamente come il divertimento più puro nasca dalla condivisione e non dall'isolamento a cui spesso l'azzardo condanna. Accanto ai momenti ludici, saranno presenti punti informativi, di ascolto e di orientamento curati da personale qualificato, per offrire supporto, materiale divulgativo e ascolto a chiunque desideri approfondire il fenomeno o si trovi a vivere, direttamente o indirettamente, il dramma di questa dipendenza.

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