Salerno, presentazione del progetto-mostra "Il paesaggio e l’immaginario"

L'evento rientra nella valorizzazione dei beni antropologici del territorio provinciale

Redazione Irno24 22/09/2020 0

Mercoledì 23 settembre, alle ore 11,00, presso la Sala del Gonfalone del Palazzo di Città, a Salerno, si terrà la presentazione del progetto-mostra “Il Paesaggio e l’immaginario – Segni e materie di arte ambientale nel contemporaneo. La sosta tra il Teatro e la marina”.

La mostra sarà inaugurata il 25 e resterà aperta, nella chiesa della SS. Addolorata, corpo centrale del Complesso Monumentale di Santa Sofia, fino al 6 ottobre. Il progetto fa parte di un programma della Regione sulla “Valorizzazione dei Beni Antropologici del Territorio Provinciale”. Alla conferenza di presentazione, insieme agli organizzatori, prenderanno parte anche il sindaco di Napoli e l’assessore all’Urbanistica De Maio.

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Federica Garofalo 24/12/2020

La tradizione del Natale a Salerno fra leccornie, "cunti" e rituali

Molti pensano che il Natale vissuto a Salerno non sia altro che quello vissuto a Napoli “in scala ridotta”: in realtà delle differenze ci sono, quello salernitano è un Natale forse più “ancestrale” e “tenebroso”. Certo, anche a Salerno tradizionalmente scendono gli zampognari per la Novena di Natale, i botti fanno parte del paesaggio sonoro dell’ultimo scorcio di dicembre, e nelle pasticcerie (o “spezierie manuali”, come venivano chiamate a fine Ottocento) campeggiano susamielli, roccocò, raffiuoli, mostaccioli, divino amore, paste reali e cassate della tradizione napoletana.

I dolci casalinghi natalizi tipicamente salernitani, tuttavia, sono leggermente più semplici e rustici. Anzitutto le zeppole, ciambelle fritte e guarnite di zucchero o miele, addirittura un’antica credenza vuole che l’esplosione di una zeppola troppo gonfia porti male, e per scongiurare il pericolo si debba sputare nel fuoco e recitare la scaramanzia: “Puzzate jettà ‘o sango!” [“che possiate buttare il sangue”]; poi ci sono i cazuncielli, sorta di panzerotti di pasta dolce ripieni di cacao e castagne e poi fritti e bagnati di miele; e gli immancabili struffoli, forse di origine longobarda data l’origine germanica della parola, palline di pasta fritte e bagnate nel miele, tra l’altro ne esiste anche una versione salata condita con lardo e aglio.

La cena della vigilia di Natale (che comincia circa alle 19) è, come a Napoli, a base di pesce, venduto prima a via Porta di Mare, la cui piazza era chiamata appunto “Pietra del Pesce”, poi a Piazza Flavio Gioia. Il primo piatto sono gli immancabili spaghetti con le vongole (“lupini” prevalentemente) o, in mancanza di queste, con la tipica colatura di alici della Costiera Amalfitana; segue il capitone fritto, la frittura mista di pesce e il baccalà fritto o all’insalata; d’obbligo per contorno l’insalata “di rinforzo” (cavolfiore e sottaceti con olive, capperi e acciughe) e i broccoli di Natale; per dessert, insieme ai dolci sopra nominati, frutta secca a volontà.

Dopo cena, si aspettava la mezzanotte giocando a tombola o a “sette e mezzo”, mentre i bambini ascoltavano i cunti che, dalla bocca della nonna o dell’anziana zia, raccontavano loro storie di spiriti, streghe, diavoli e munacielli; al momento della nascita del Cristo, saranno proprio loro a portare in processione il Bambinello nel presepe al canto di “Tu scendi dalle Stelle”. Una tradizione tipicamente salernitana vuole che le donne compiano un “rituale di purificazione” girando per le stanze della casa con un braciere pieno d’incenso recitando formule propiziatorie.

Eccone una:

Uocchie, maluocchie,
frutticielle all'uocchie;
schiatta 'a mmiria
e ccrepa lu maluocchio.
Maluocchio, maluocchio,
chi tene mmiria pozza schiattare.
Chesta è 'accetta
ca ogne mmale annetta,
chesta è 'a ronga
ca onne mmale stronga.
Uocchio, maluocchio,
ddoje uocchie afferrano,
e ttre uocchie levano;
lu Patre, lu Figlio e lu Spiritussanto!
Fremmate, uocchio,
nu gghì cchiù 'nnanze!

Attenzione però ai bambini che nascono in questa notte: potrebbero diventare lupi mannari!

Per saperne di più: Francesco Maria Morese, L’Eredità degli Antenati, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2019.

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Redazione Irno24 29/03/2021

Manifestazione d'interesse per restauratori, l'avviso della Provincia di Salerno

La Provincia di Salerno ha pubblicato l’avviso esplorativo per manifestazione di interesse al fine acquisire la disponibilità di restauratori a titolo gratuito con cui realizzare uno o più progetti di restauro di opere d’arte di proprietà della Provincia.

Precisa il Presidente Strianese: “A seguito del progetto di catalogazione dei beni, svolto tra il 2020 e 2021 presso alcuni siti museali, è emersa la necessità di predisporre un progetto di restauro di alcuni dipinti momentaneamente collocati presso i depositi dei siti museali dell’Ente.

La Provincia quindi, su proposta del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali, diretto da Alfonso Ferraioli, indice questo avviso esplorativo finalizzato ad individuare operatori in possesso dei requisiti necessari al restauro soprattutto per dipinti su supporto ligneo e tessile”. La manifestazione di interesse dovrà pervenire entro le ore 17,00 del 24 aprile 2021.

AVVISO E DOMANDA

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Redazione Irno24 14/10/2020

"Un Caffè con l'autore", Alfonso Bottone presenta il suo romanzo a San Severino

Il nuovo romanzo di Alfonso Bottone, “Maria storie di ragionevole follia”, edito da Terra del Sole, fa tappa Venerdì 16 Ottobre alle ore 19.00 al Bar Mediterraneo di Mercato San Severino. L'autore ne parla con Mario Provitera, direttore artistico della rassegna letteraria "Le Chat Noir", nell’ambito de "Un Caffè con l'autore", nuovo format del Bar Mediterraneo che si candida ad essere location di riferimento per gli eventi culturali della Valle dell’Irno.

“Maria storie di ragionevole follia”, libro dallo spiccato sapore bukowskiano, va ad aggiungersi alla ricca produzione dell’autore che conta, con questa nuova uscita letteraria, ben 14 pubblicazioni. Bottone in “Maria storie di ragionevole follia” prova a raccontare una donna moderna, colta, elegante, coraggiosa, determinata, aperta a vivere ogni tipo di “emozione”, che non è solo quella erotica, pur conservando, nella maggior parte dei casi, la propria singletudine.

Donne che hanno storie da raccontare, che hanno voglia di navigare in mare aperto. Un libro che gioca sul ruolo della “libertà” nella nostra vita. Un romanzo fondamentalmente “immorale”, perché, al di là di qualsiasi percorso di eros, rompe ogni schema narrativo, attardandosi su particolari che potrebbero essere ritenuti superflui, mentre sorvola su altri particolari che si potrebbero ritenere importanti. Ma anche intriso di un forte spirito mediterraneo.

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