Salerno Pulita, sacchetti di carta al gazebo e nelle isole ecologiche

Prosegue l'attività di sensibilizzazione circa la corretta raccolta differenziata

Redazione Irno24 11/01/2023 0

Continuano le attività di sensibilizzazione e informazione a Salerno per promuovere il corretto conferimento dei rifiuti e migliorare la qualità della differenziata. Uno dei precetti da seguire è l’utilizzo di sacchetti adeguati per ciascun tipo di rifiuto: quelli di carta per carta e cartoncino; di bioplastica compostabile per l’organico; di plastica trasparente per il non differenziabile e per il cosiddetto multimateriale (plastica, acciaio, alluminio e cartone per bevande).

Domenica 15 gennaio, dalle ore 9.30 alle 12.30, in piazza Gloriosi, a Torrione, al gazebo di Salerno Pulita, saranno distribuiti i sacchetti per la raccolta di carta e cartoncino realizzati in collaborazione con il Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) e gli opuscoli “Guida alla raccolta differenziata”.

Esibendo la carta di identità, per dimostrare di essere residenti a Salerno, si riceveranno 25 sacchetti di carta, sufficienti per il conferimento di circa sei mesi. Non sarà possibile richiedere i sacchetti anche per eventuali parenti. La distribuzione si chiuderà appena terminata la scorta di 50mila sacchetti prevista per l’iniziativa.

Da lunedì 16 gennaio, invece, sarà possibile ricevere i sacchetti di carta presso i centri comunali di raccolta “Fratte” e “Arechi” . Solo ed esclusivamente a coloro che porteranno oggetti da smaltire, all’atto della registrazione, sarà consegnata una confezione contenente 25 sacchetti.

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Redazione Irno24 31/07/2025

Salerno, con caldo e umidità avanza la Giardia: in aiuto il dott. Picardi

Nemico molto insidioso, soprattutto duro da debellare, dei nostri amici a 4 zampe è senza dubbio la Giardia, molto ricorrente nel periodo estivo. Il dott. Francesco Picardi, veterinario di Salerno, ci ha nuovamente accolto nel suo ambulatorio di Via Memoli per chiarire gli aspetti salienti di questo ostico invasore. "La Giardia - spiega il vet - è un protozoo, il cui comportamento è tipicamente intestinale, per cui anche la manifestazione è di natura gastroenterica. Si palesa con diarrea (accompagnata da vomito nei casi più seri), le feci tendono ad avere un odore ferroso o comunque un colore spesso riconducibile al sangue (con presenza visibile di sangue stesso), proprio perchè il protozoo si va a localizzare nell'enterocita, cioè nella cellula intestinale, provocandone la rottura e determinando le feci emorragiche.

La Giardia, come gran parte dei parassiti, tende ad incrementare d'estate perchè c'è maggiore vita fuori casa. Caldo e umidità ne favoriscono la riproduzione, tuttavia la Giardia si diffonde molto anche a causa delle cattive pratiche di proprietari di animali domestici, che non rimuovono gli escrementi dopo che i loro cani li hanno espulsi: sono le feci del soggetto infetto che vanno a contaminare l'ambiente circostante. Nel gatto, la contaminazione è meno probabile, poichè viene meno la componente del 'mondo esterno' (il gatto, rispetto al cane, non esce), ma non è totalmente da escludere, sia perchè molti gatti convivono con cani, sia perchè la Giardia non è tipica dei mammiferi ma può riguardare anche i volatili: se un gatto entra in contatto con feci di colombo o gabbiano, può prendere la Giardia. E' un circuito di diffusione abbastanza ampio.

Esistono diversi protocolli terapeutici, i cicli di trattamento sono abbastanza lunghi (il parassita, come detto, è annidato nella cellula). Al di là del medicinale che si usa (solitamente il principio attivo è il Fenbendazolo), è fondamentale mettere in pratica un'attentissima igiene ambientale, che ovviamente è più facile da effettuare nel cane, perchè nel momento dell'evacuazione il proprietario è presente; dopo ogni singola emissione di feci, bisogna disinfettare la zona perianale con prodotti a base di clorexidina. Nel gatto è più difficile farlo perchè il micio potrebbe evacuare quando è solo in casa, dunque si perde questo passaggio 'tempestivo'. Inoltre, se cane e gatto si leccano nella regione anale, o si siedono in punti non puliti del divano e del letto, possono incappare in un'altra fonte di contaminazione. Quando si hanno più animali, vanno trattati tutti contemporaneamente. Questo complica le cose per il proprietario.

A Salerno i casi si verificano con una certa frequenza, molto spesso fra cuccioli comprati in negozio, o anche di allevamento; in tal caso, purtroppo, il proprietario ha subito a che fare con questo tipo di patogeni. Bisogna sempre ricordare che si tratta di una zoonosi, una patologia che dal mondo animale può arrivare a noi e viceversa. Non va presa con disinvoltura, va affrontata in maniera corretta. Il grado di pericolosità e di invasività non dipende da questo o quel ceppo, ma è legato a quanto il protozoo si riesce ad evolvere. Se lo fa in maniera importante, è necessario rivolgersi allo specialista di medicina umana".

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Redazione Irno24 10/07/2026

Salerno, volontari VUMP raccolgono 11 kg di rifiuti su spiaggia Via Allende

Giovedì 9 luglio, i volontari dell'associazione "Voglio un Mondo Pulito", costantemente impegnati in attività di tutela ambientale, si sono dedicati alla rimozione dei rifiuti sulla spiaggia di Via Allende, lungo il litorale sud di Salerno. In circa un'ora di attività, sono stati raccolti 11.2 kg di rifiuti, così suddivisi: 6 kg di indifferenziato, 1.6 di plastica, 3.3 di vetro, 0.3 di mozziconi di sigarette.

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Redazione Irno24 11/12/2023

Salerno, pallina di Natale speciale per sensibilizzare su sindrome Sanfilippo

Mercoledì 13 dicembre, alle ore 10, a Palazzo di Città, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, riceverà i genitori di Valeria, una bimba di dieci anni affetta dalla sindrome di Sanfilippo. Fabrizio Santullo e Marianna Bruno, accompagnati dai figli Vincenzo e Valeria, doneranno al sindaco una pallina speciale per addobbare l’albero di Natale affinchè si parli di questa sindrome, nota anche come mucopolisaccaridosi di tipo III o MPS III.

Si tratta di una malattia genetica rara del metabolismo, appartiene al gruppo delle mucopolisaccaridosi ed è una delle oltre 50 malattie da accumulo lisosomiale. Prende il nome dal dottor Sylvester Sanfilippo, il pediatra e ricercatore che per primo descrisse il difetto enzimatico che causa il disturbo e che presentò per la prima volta le sue scoperte nel 1963 all’American Pediatrics Society.

I bambini con la sindrome di Sanfilippo nascono con un singolo difetto genetico, un singolo cambiamento nel loro DNA, che fa sì che i loro corpi manchino di un enzima necessario in grado di scomporre l’eparan solfato, un rifiuto cellulare naturale. Invece, i loro corpi, in particolare il cervello, si intasano con livelli tossici che provocano una cascata di effetti dannosi.

La sindrome di Sanfilippo è una malattia rara neurodegenerativa terminale. Fa sì che i bambini perdano tutte le abilità che hanno acquisito, soffrano di convulsioni e disturbi del movimento, provino dolore e sofferenza e poi muoiano, spesso prima della seconda decade di vita. A causa della sua natura neurodegenerativa e dell’impatto multisistemico, la sindrome di Sanfilippo è spesso chiamata “Alzheimer infantile” o “demenza infantile”.

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