Salerno, un orto didattico mobile all'istituto Vicinanza

Il ringraziamento del Sindaco al Rotary Club

Redazione Irno24 30/05/2021 0

"Ancora una volta il Rotary porta avanti un progetto interessante in favore della collettività. Il Rotary Club Salerno con il presidente Rocco Pietrofeso ha realizzato all'interno dell’Istituto scolastico Giacinto Vicinanza il primo orto didattico mobile della città.

È stato emozionante, nel corso della presentazione, vedere tanti bambini avvicinarsi a questo orto che rappresenta sicuramente un valore aggiunto al programma didattico della scuola stessa. Sono certo che, insieme ai propri docenti e alla dirigente scolastica Sabrina Rega, ne avranno cura". Così il sindaco Napoli sui social.

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Redazione Irno24 20/01/2021

Malavita in trasporto infermi e pompe funebri, in arresto uomo del "carosello ambulanze"

Dalle prime ore di questa mattina, la Squadra Mobile di Salerno e la Divisione Anticrimine della Questura di Salerno, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Centrale Anticrimine, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Salerno, sta conducendo una vasta operazione di contrasto alle infiltrazioni criminali nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri.

In particolare, la Squadra Mobile di Salerno sta eseguendo una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, nei confronti di un imprenditore di Capaccio Paestum (SA) e di ulteriori 10 soggetti, responsabili, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Contestualmente, la Divisione Anticrimine sta eseguendo un provvedimento di sequestro di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Salerno, concernente beni di associazioni di soccorso pubblico e ulteriori assetti societari per un valore di circa 16 milioni di euro.

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura di Salerno e delegata alla Squadra Mobile di Salerno trova la sua genesi negli avvenimenti successivi al voto amministrativo per l’elezione del Sindaco del Comune di Capaccio Paestum del 9 giugno 2019, allorquando erano stati denunciati alcuni episodi di utilizzo “improprio” di ambulanze del 118 che avevano inscenato un “carosello” tra le strade della cittadina per festeggiare il risultato elettorale.

Gli approfondimenti investigativi permettevano di raccogliere evidenze probatorie che consentivano di inquadrare Roberto Squecco quale gestore di fatto di tutte le associazioni che operavano nel settore del trasporto infermi e delle collegate società di onoranze funebri, associazioni e società solo formalmente intestate a parenti e collaboratori del predetto; in particolare, la figura di Squecco emergeva anche per i precedenti penali di rilievo (condannato, infatti, con sentenza definitiva per tentata estorsione in danno di un imprenditore operante proprio nel settore delle onoranze funebri, reato commesso al fine di agevolare il clan camorristico Marandino) e per essere stato già sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale;

nonostante ciò, il predetto continuava ad avere dirette interlocuzioni con le amministrazioni pubbliche, gli enti, i clienti, i collaboratori ed i fornitori, affatto giustificabili con il suo ruolo di dipendente di una delle società funebri controllate e di mero volontario delle associazioni/onlus allo stesso riconducibili. Ed invero, lo Squecco ricopriva formalmente ruoli marginali all’interno delle società ed associazioni a lui riconducibili al solo fine di non farne trasparire la titolarità e gestione diretta nel tentativo di eludere l’eventuale applicazione a suo carico di misure di ablative in sede di prevenzione.

Nell’ambito di detta attività d’indagine, già a far data dall’ottobre 2019, venivano eseguiti, nei confronti di Squecco e di ulteriori soggetti, prestanome del predetto, sequestri preventivi di alcune società ed associazioni, operanti nel settore del trasporto e soccorso infermi in convenzione con l’A.S.L. di Salerno e delle onoranze funebri nonché dei beni strumentali delle stesse; venivano altresì sottoposti a sequestro conti correnti e rapporti bancari sui quali erano stati rintracciati movimenti di ingenti somme di danaro pari a circa 500.000,00 euro.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, investigatori del Servizio Centrale Anticrimine e della Divisione Anticrimine di Salerno hanno eseguito, nei confronti di Squecco, un decreto di sequestro di prevenzione di beni e assetti societari, per un valore di circa 16 milioni di euro. L’Autorità giudiziaria ha valutato positivamente le risultanze delle indagini svolte, rilevando la pericolosità sociale dello Squecco sia “qualificata” (quale appartenente alle associazioni di cui all’art. 416 bis c.p., nello specifico al clan “Marandino”, e quale soggetto indiziato del delitto di cui all'articolo 512 bis c.p., trasferimento fraudolento di valori) che “generica”, poiché soggetto che vive abitualmente con i proventi di attività delittuose.

In particolare, il Tribunale, concordando con la richiesta delle Autorità proponenti, ha evidenziato che lo Squecco è da considerare soggetto socialmente pericoloso sin dalla seconda metà degli anni ’90. Risalgono a quel periodo, infatti, le denunce per truffa, ricettazione, violazione delle norme tributarie, traffico di carte clonate, nonché le operazioni di distrazione di beni e capitali poste in essere in danno dei creditori delle società da costui amministrate, formalmente o di fatto, poi dichiarate fallite.

Condotte queste ultime grazie alle quali lo Squecco ha accumulato un ingente capitale illecito, di oltre 3 milioni di euro, successivamente reinvestito in diversi settori imprenditoriali, e per le quali ha riportato due condanne per bancarotta fraudolenta. Il provvedimento, inoltre, ha evidenziato, che negli anni 2012–2014, l’imprenditore salernitano ha manifestato anche una pericolosità sociale di tipo qualificato, derivante dalla vicinanza al clan camorristico “Marandino”; infatti, nel 2014, egli è stato tratto in arresto per partecipazione ad associazione di stampo camorristico ed estorsione aggravata. Fatti per i quali è stato condannato, definitivamente, con parziale riforma nella forma tentata del delitto estorsivo aggravato dal metodo mafioso.

In tale arco temporale, Squecco, anche grazie al reinvestimento dei proventi di reati tributari, ha, di fatto, continuato a mantenere il monopolio nei servizi delle onoranze funebri e del pubblico soccorso nei comuni cilentani di Agropoli, Acerno e Capaccio, attraverso la creazione di nuove associazioni e società intestate a prestanome ovvero infiltrando imprese di terzi già attive, in modo da sfruttare, in maniera occulta, mezzi e licenze altrui conseguendo, pertanto, un notevole arricchimento.

Sotto tale ultimo profilo, viene stigmatizzato, altresì, il complesso sistema di fatturazioni per operazioni inesistenti realizzato dal predetto attraverso società cartiere operanti nel settore sanitario, che ha fruttato, solo nel periodo 2017/2019, introiti per circa 1 milione di euro, successivamente riciclati nelle casse di altre Onlus non operative sempre riconducibili a Squecco, e distratti per finalità personali o per creare provviste di denaro contante.

Gli approfondimenti economico-finanziari, hanno, altresì, documentato come Squecco abbia reinvestito le somme illecitamente acquisite con le due importanti e risalenti bancarotte fraudolente, compiendo diverse operazioni commerciali, tra le quali spiccano per la particolare rilevanza: in primo luogo, l’acquisto, attraverso la società Pianeta Paestum S.r.l, di 12 terreni ubicati in Capaccio (SA), dell’estensione di circa 18 ettari, per l’importo dichiarato di 1.600.000.000 delle vecchie lire, il cui attuale valore, sulla base della relativa destinazione urbanistica e delle potenzialità di sfruttamento che li contraddistinguono, è stimabile in circa 15 milioni di euro; tra le varie progettualità che hanno interessato i citati terreni, nonché altri appezzamenti limitrofi, vi era quella di realizzare un parco divertimenti tematico, con l’intervento delle amministrazioni Comunali di Capaccio e Agropoli; in secondo luogo, la costituzione di due compagini societarie in Romania, attive nella produzione e vendita di prodotti caseari, registrate fra il 2002 ed il 2009, titolari di immobili in quel Paese.

Pertanto, alla luce degli elementi esposti, nonché degli accertamenti esperiti attraverso una specifica richiesta di Commissione Rogatoria alle competenti Autorità Romene, il Tribunale ha disposto il sequestro di una società con sede in Italia, 2 associazioni di soccorso, 26 automezzi, 7 conti correnti bancari, 12 terreni siti in Capaccio Paestum (SA), 1 terreno sito a Zimbor (Romania), per un valore complessivo stimato di circa 16 milioni euro.

Con riferimento, in particolare, al bene immobile situato in territorio estero, è stata attivata, per la prima volta nel nostro Paese, la procedura introdotta dal nuovo Regolamento (Ue) 2018/1805 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 novembre 2018, per il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca.

NOTA STAMPA QUESTURA DI SALERNO - OPERAZIONE “CROCI DEL SILARO”

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Redazione Irno24 27/07/2026

Salerno, interrogazione del consigliere Malan sul piano di sicurezza urbana

"Negli ultimi giorni, si sono verificati episodi di vandalismo e danneggiamento di beni pubblici nel territorio comunale di Salerno, con particolare riferimento all’area di Piazza San Francesco; il sindaco De Luca ha pubblicamente annunciato l’intenzione di rafforzare le attività di controllo del territorio, mediante l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza, droni e ulteriori strumenti tecnologici, dichiarando l’obiettivo di contrastare fenomeni di vandalismo, baby gang, parcheggiatori abusivi e altre condotte lesive del decoro urbano;

la sicurezza urbana rappresenta un interesse pubblico primario e richiede interventi fondati su una programmazione efficace, adeguate risorse organizzative e strumenti di verifica dei risultati; la realizzazione di sistemi di videosorveglianza e l’impiego di tecnologie di controllo comportano rilevanti profili organizzativi, finanziari e di tutela dei dati personali.

Il Consiglio comunale è chiamato a esercitare le proprie funzioni di indirizzo e controllo anche con riferimento all’efficacia delle politiche di sicurezza urbana; risulta necessario conoscere gli atti amministrativi, le risorse impiegate e gli strumenti operativi attraverso i quali l’Amministrazione intende dare concreta attuazione agli annunci pubblicamente formulati; una piena conoscenza dell’attività istruttoria e della programmazione amministrativa costituisce presupposto essenziale per una corretta valutazione dell’azione dell’Ente.

Tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto Consigliere comunale INTERROGA il signor Sindaco, per conoscere: se sia stato approvato un piano comunale di rafforzamento della sicurezza urbana o altro documento programmatico avente analoga finalità; quali siano gli atti amministrativi adottati o in corso di adozione per il potenziamento della videosorveglianza cittadina; quante telecamere risultino attualmente installate nel territorio comunale, quante siano effettivamente funzionanti e quali ulteriori installazioni siano programmate; se sia previsto l’impiego di sistemi a pilotaggio remoto (droni), indicando il quadro normativo di riferimento, le modalità di utilizzo, le aree interessate e le strutture incaricate della gestione; quali risorse finanziarie siano state stanziate o programmate per l’attuazione delle misure di sicurezza urbana e su quali capitoli di bilancio esse gravino;

quale struttura comunale sia responsabile del monitoraggio dei sistemi di videosorveglianza e con quali dotazioni di personale operi; se siano stati predisposti indicatori di risultato relativi alla riduzione degli atti vandalici, al contrasto dei parcheggiatori abusivi, al contrasto delle baby gang, al miglioramento del decoro urbano; quali iniziative di prevenzione, educazione alla legalità, coinvolgimento delle scuole, delle associazioni sportive e del terzo settore siano previste in affiancamento alle misure di controllo e repressione;

se siano stati acquisiti pareri, relazioni, note istruttorie o altri contributi del Comando della Polizia Municipale, del Segretario Generale, dei dirigenti competenti o di altri organi tecnici dell’Ente e, in caso affermativo, quali siano gli estremi dei relativi atti; se tutti gli atti istruttori, gli studi, le relazioni, i pareri, i progetti, i quadri economici e ogni altro documento posto a fondamento delle iniziative richiamate siano disponibili e possano essere trasmessi ai Consiglieri comunali, ai fini dell’esercizio delle prerogative ispettive e di controllo".

Avv. Sarel Malan, Consigliere comunale di Salerno.

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Redazione Irno24 07/02/2024

Operazione interforze a Salerno contro lo spaccio, arrestato un 30enne

Dalle prime ore dell'alba, personale della Polizia di Stato, militari dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile, reparti inquadrati e un elicottero delle Forze di Polizia, hanno preso parte al servizio ad alto impatto predisposto dal Questore di Salerno in località Matierno.

Nel corso delle attività, che hanno visto la partecipazione di più di 80 uomini ed il supporto di contingenti di rinforzo, sono state effettuate circa 20 perquisizioni, alla ricerca di droga e armi. C.G. (classe 1994) è stato arrestato per detenzione di stupefacenti, ai fini di spaccio. A seguito di perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti, occultati in un refrigeratore, circa 400 grammi di hashish, un bilancino di precisione e la somma di circa 500 euro. È stata inoltre rinvenuta una pistola ad aria compressa, priva di tappo rosso, sottoposta a sequestro al fine di procedere agli accertamenti tecnici.

A seguito di altra perquisizione, è stato deferito in stato di libertà V.G. (classe 1970), trovato in possesso di circa 40 grammi di hashish, ritenuto anch'egli responsabile di detenzione, ai fini di spaccio, di stupefacenti. L'intera zona è stata presidiata da equipaggi delle Forze di Polizia, che hanno proceduto al controllo di più di 150 soggetti e di circa 120 veicoli, alcuni dei quali sottoposti a sequestro poichè privi dei requisiti previsti dalla normativa in materia.

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