San Severino, dal "Fucito" una live surgery in collegamento con Strasburgo
L'IRCAD è uno dei più prestigiosi centri al mondo per l'innovazione in chirurgia mini-invasiva
Redazione Irno24 01/10/2026 0
Dalla sede ospedaliera di Mercato San Severino, lo scorso 22 settembre, è stata realizzata una Live Surgery trasmessa in collegamento con l'IRCAD di Strasburgo, uno dei più prestigiosi centri al mondo per la formazione, la ricerca e l'innovazione in chirurgia mini-invasiva; un evento che rappresenta un prestigioso riconoscimento internazionale per l'AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona e per l'Università di Salerno.
L'IRCAD (Institut de Recherche contre les Cancers de l'Appareil Digestif), fondato nel 1994 dal Prof. Jacques Marescaux, rappresenta oggi il punto di riferimento globale per la chirurgia laparoscopica, robotica e mini-invasiva. Il suo network comprende 9 istituti nel mondo - Francia, Taiwan, Brasile, Libano, Ruanda, India, Cina e USA - e coinvolge migliaia di chirurghi e oltre un migliaio di esperti dei principali centri chirurgici mondiali.
"Essere invitati a portare una propria attività operatoria all'interno del circuito IRCAD - dichiara il Prof. Umberto Bracale, Direttore UOC Chirurgia Generale e d'Urgenza dell'Ospedale Fucito di San Severino - significa entrare a far parte di un network internazionale di altissima formazione, dove la pratica chirurgica viene condivisa come modello didattico e scientifico. Un traguardo che va oltre il singolo evento, perché suggella la crescita internazionale della nostra attività chirurgica, della chirurgia territoriale e di quella campana, capace di confrontarsi e dialogare direttamente con i più importanti centri internazionali di formazione".
Potrebbero interessarti anche...
Redazione Irno24 31/07/2025
Salerno, con caldo e umidità avanza la Giardia: in aiuto il dott. Picardi
Nemico molto insidioso, soprattutto duro da debellare, dei nostri amici a 4 zampe è senza dubbio la Giardia, molto ricorrente nel periodo estivo. Il dott. Francesco Picardi, veterinario di Salerno, ci ha nuovamente accolto nel suo ambulatorio di Via Memoli per chiarire gli aspetti salienti di questo ostico invasore. "La Giardia - spiega il vet - è un protozoo, il cui comportamento è tipicamente intestinale, per cui anche la manifestazione è di natura gastroenterica. Si palesa con diarrea (accompagnata da vomito nei casi più seri), le feci tendono ad avere un odore ferroso o comunque un colore spesso riconducibile al sangue (con presenza visibile di sangue stesso), proprio perchè il protozoo si va a localizzare nell'enterocita, cioè nella cellula intestinale, provocandone la rottura e determinando le feci emorragiche.
La Giardia, come gran parte dei parassiti, tende ad incrementare d'estate perchè c'è maggiore vita fuori casa. Caldo e umidità ne favoriscono la riproduzione, tuttavia la Giardia si diffonde molto anche a causa delle cattive pratiche di proprietari di animali domestici, che non rimuovono gli escrementi dopo che i loro cani li hanno espulsi: sono le feci del soggetto infetto che vanno a contaminare l'ambiente circostante. Nel gatto, la contaminazione è meno probabile, poichè viene meno la componente del 'mondo esterno' (il gatto, rispetto al cane, non esce), ma non è totalmente da escludere, sia perchè molti gatti convivono con cani, sia perchè la Giardia non è tipica dei mammiferi ma può riguardare anche i volatili: se un gatto entra in contatto con feci di colombo o gabbiano, può prendere la Giardia. E' un circuito di diffusione abbastanza ampio.
Esistono diversi protocolli terapeutici, i cicli di trattamento sono abbastanza lunghi (il parassita, come detto, è annidato nella cellula). Al di là del medicinale che si usa (solitamente il principio attivo è il Fenbendazolo), è fondamentale mettere in pratica un'attentissima igiene ambientale, che ovviamente è più facile da effettuare nel cane, perchè nel momento dell'evacuazione il proprietario è presente; dopo ogni singola emissione di feci, bisogna disinfettare la zona perianale con prodotti a base di clorexidina. Nel gatto è più difficile farlo perchè il micio potrebbe evacuare quando è solo in casa, dunque si perde questo passaggio 'tempestivo'. Inoltre, se cane e gatto si leccano nella regione anale, o si siedono in punti non puliti del divano e del letto, possono incappare in un'altra fonte di contaminazione. Quando si hanno più animali, vanno trattati tutti contemporaneamente. Questo complica le cose per il proprietario.
A Salerno i casi si verificano con una certa frequenza, molto spesso fra cuccioli comprati in negozio, o anche di allevamento; in tal caso, purtroppo, il proprietario ha subito a che fare con questo tipo di patogeni. Bisogna sempre ricordare che si tratta di una zoonosi, una patologia che dal mondo animale può arrivare a noi e viceversa. Non va presa con disinvoltura, va affrontata in maniera corretta. Il grado di pericolosità e di invasività non dipende da questo o quel ceppo, ma è legato a quanto il protozoo si riesce ad evolvere. Se lo fa in maniera importante, è necessario rivolgersi allo specialista di medicina umana".
Redazione Irno24 01/09/2025
Nursind richiama Asl Salerno: "Personale impiegato in mansioni improprie"
Da mesi si ripete la stessa scena: segnalazioni, richiami ufficiali, incontri con le autorità competenti e promesse di riallocazioni del personale. Nonostante tutto, all’Asl Salerno la situazione resta immutata. “Abbiamo segnalato che infermieri e operatori sociosanitari continuano a essere impiegati in ruoli che non corrispondono al loro profilo professionale”, dichiara Biagio Tomasco, segretario territoriale di Salerno. “Non parliamo di casi isolati, ma di numeri importanti: centinaia di lavoratori che, invece di garantire assistenza ai pazienti, vengono destinati a funzioni d’ufficio o comunque non proprie”.
Il sindacato di categoria ha documentato la questione con note ufficiali, ricevuto risposte formali dall’Asl Salerno, e persino affrontato verifiche da parte dei Nas e dell’Ispettorato del lavoro. Nonostante ciò, le disposizioni della direzione generale dell’Azienda sanitaria non trovano applicazione concreta. “Assistiamo al classico gioco delle tre carte - continua Tomasco - con un’amministrazione che impartisce ordini chiari, e con alcuni dirigenti che si inventano interpretazioni fantasiose pur di non rispettarli. Così si finisce per creare disparità di trattamento tra i lavoratori, con qualcuno riallocato e altri no, senza alcun criterio trasparente.
La delibera regionale citata da alcuni dirigenti non giustifica affatto queste scelte. La norma parla esclusivamente di direzioni sanitarie ospedaliere e non dei distretti. Inoltre, non stabilisce funzioni d’ufficio per gli infermieri. È evidente che all’Asl Salerno si stia forzando un’interpretazione per coprire una gestione poco chiara del personale.
Pretendiamo dall’Asl Salerno un resoconto preciso di ciò che è stato fatto finora e delle azioni concrete per riallocare correttamente il personale. Se entro sette giorni non arriveranno risposte chiare, la nostra azione sindacale non potrà che assumere un indirizzo politico ben definito. Non possiamo accettare che gli infermieri e gli operatori continuino a essere trattati come pedine da spostare a piacimento, a discapito della dignità professionale e della qualità dell’assistenza ai cittadini”.
NOTA STAMPA NURSIND SALERNO
Redazione Irno24 20/08/2025
Polichetti: "Al Ruggi di Salerno ancora pazienti legati, una pratica disumana"
Ancora una volta il nome dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno torna al centro di un caso che scuote l’opinione pubblica: la pratica della contenzione fisica dei pazienti, denunciata attraverso i social da una cittadina che ha documentato la madre anziana legata al letto nel reparto di medicina d’urgenza. Un episodio che si aggiunge a una lunga serie di segnalazioni, in passato già portate alla ribalta da inchieste giornalistiche e che, a distanza di tempo, sembrano non aver prodotto cambiamenti concreti.
Sulla vicenda interviene Mario Polichetti, responsabile del Dipartimento nazionale Sanità dell’Udc, che denuncia con fermezza: "Non possiamo più tollerare simili episodi. Legare i pazienti, soprattutto anziani e fragili, è una barbarie che calpesta la dignità della persona e che non ha giustificazioni cliniche, se non in rarissimi casi eccezionali. La contenzione fisica non è cura, ma abbandono mascherato da terapia.
Siamo di fronte a una prassi che sembra consolidata e che, nonostante le denunce e i riflettori mediatici, continua indisturbata. Se, dopo i servizi televisivi e le indagini del NAS, la situazione è rimasta immutata, significa che c’è una responsabilità gestionale e organizzativa che non può più essere ignorata. Chiediamo al nuovo direttore generale un atto di coraggio: mettere fine a una pratica disumana e avviare seriamente un percorso che privilegi la tutela dei pazienti e il rispetto della loro dignità.
Non servono giustificazioni di facciata, servono provvedimenti chiari e immediati. Chi continua a legare le persone ai letti deve essere richiamato alle proprie responsabilità. Un ospedale è un luogo di cura, non un luogo di sofferenza aggiuntiva. Continueremo a vigilare affinché nessun paziente debba più subire l’umiliazione di essere immobilizzato come fosse un problema da gestire e non una persona da assistere".
NOTA STAMPA MARIO POLICHETTI