Sgominata rete per truffe agli anziani, operazione anche nel salernitano
Nuovo filone dell'inchiesta "Fumo del Vesuvio", da Napoli venivano orchestrati i colpi
Redazione Irno24 19/08/2026 0
"Fumo del Vesuvio 2" è il nuovo filone d’inchiesta dell’operazione che, nel marzo 2025, aveva permesso di arrestare 10 soggetti e denunciarne altri 29 per il reato di associazione a delinquere, finalizzata alla commissione di truffe agli anziani anche con il metodo del "finto Carabiniere". Nell’operazione di oggi dell'Arma, nelle province di Napoli, Caserta, Isernia e Salerno, 3 soggetti (i vertici del gruppo smantellato) sono stati colpiti da Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, ad altri 3 è stato notificato l’obbligo di dimora nel comune di residenza, ulteriore 10 sono stati denunciati.
L'indagine fu avviata all’inizio del 2025, a seguito di un tentativo di truffa sventato ad Aurisina (TS) il 25 gennaio e ad una truffa consumata poche ore dopo a Muggia (TS) dal medesimo autore, un giovanissimo subito individuato dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Trieste, supportati anche dai colleghi di Torino. In breve, i Carabinieri, sulla scorta della prima inchiesta "Fumo del Vesuvio", sono giunti all’individuazione di una consolidata struttura criminale, radicata nei quartieri del centro storico e dell’area orientale di Napoli, con ramificazioni nei comuni della periferia nordorientale e dell’area vesuviana, riuscendo ad identificare i capi e promotori del sodalizio (custodia cautelare), nonché la principale manovalanza, individuandone rango e ruolo all’interno della gerarchia malavitosa.
Gli elementi di convergenza con la precedente operazione "Fumo del Vesuvio", tra i quali l’origine campana dei soggetti individuati, hanno consentito da subito di allargare ulteriormente il quadro investigativo con il coinvolgimento dell’Arma di Napoli, che ha fornito una collaborazione fondamentale in termini di informazioni e supporto. Proprio questo ulteriore passo in avanti ha consentito di individuare ulteriori soggetti, ma soprattutto di scoprire, e in alcuni casi di prevenire, truffe perpetrate in tutta Italia, sicuramente in Friuli, ma anche in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Marche e la stessa Campania, con l'arresto di 5 persone e il recupero della refurtiva.
Complessivamente, al momento, comprese le misure cautelari odierne, sono stati arrestati 8 soggetti, altri 19 denunciati in stato di libertà, scoperte 18 truffe e recuperati circa 50.000 euro di proventi. Le indagini hanno acclarato l’esistenza di una strutturata di tipo piramidale, che vede alla base gli esattori, al centro i telefonisti e al vertice gli organizzatori. I telefonisti sono ubicati in località remote (in particolare nel centro storico della città di Napoli), mentre gli esattori operano in loco per l’accaparramento dei proventi dei delitti. Accanto a questi, sono presenti altre figure che si occupano del procacciamento di SIM telefoniche intestate fittiziamente a persone ignare, del noleggio di autoveicoli, della ricettazione dei preziosi, del reclutamento di "manodopera" occasionale e di ogni altro aspetto di carattere logistico.
Dimostrata la connotazione associativa del sodalizio criminoso, il cui capo indiscusso è stato identificato in un 30enne, originario di Casalnuovo (NA) ma da tempo trapiantatosi nel quartiere Barra di Napoli, che si avvaleva della stretta collaborazione di altri soggetti già indagati o condannati per fattispecie di reato associative, finalizzate alla commissione di truffe ad anziani. Questi sodalizi non agiscono in modo improvvisato, ma sono strutturati come vere e proprie "aziende" del crimine. Molte di queste organizzazioni hanno una "centrale operativa" stabile (frequentemente basata nel Napoletano), dalla quale coordinano colpi in trasferta su tutto il territorio nazionale.
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Il progetto, proposto e organizzato dall’Associazione “SpazioMa” di Salerno, presieduta da Olga Scuccimarra, ha lo scopo di proporre alle donne detenute il Tai Chi, una disciplina che si basa sul pensiero cinese e sulla medicina tradizionale cinese, conosciuta in tutto il mondo come “Meditazione in Movimento”, con la peculiarità di essere un’arte marziale, definita “interna”, in quanto privilegia all’aspetto muscolare quello “energetico”.
La pratica costante del Tai Chi diventa quindi un aiuto per le detenute a sentire, ascoltare e osservare se stesse, nella propria interiorità e nel proprio corpo, arrivando a essere più centrate e gradualmente più consapevoli. Esercizio dopo esercizio, si acquisisce la capacità di intervenire sulle debolezze fisiche e mentali, sui blocchi, le rigidità, i dolori e le impotenze del corpo.
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