Sicurezza e microcriminalità, senatrice Bilotti incontra prefetto di Salerno

"Lo ringrazio per l'immediata disponibilità, affrontato l’argomento alla ricerca di soluzioni concrete"

Redazione Irno24 10/01/2025 0

“Ho incontrato il prefetto di Salerno, Francesco Esposito, che ringrazio per l’immediata disponibilità, per discutere dell’annoso problema della sicurezza e della microcriminalità. L’incontro con il prefetto è stato molto proficuo perché abbiamo affrontato l’argomento alla ricerca di soluzioni concrete.

Tra queste, ad esempio, la sottoscrizione di accordi di vicinato. Il mio impegno, in rete con tutte le istituzioni locali, continuerà su questo tema, che tocca i cittadini nel profondo, nel loro diritto a poter condurre una vita in cui abbiano la percezione di una reale sicurezza”.

Lo scrive la senatrice salernitana del Movimento 5 Stelle, Anna Bilotti.

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Redazione Irno24 11/01/2022

Studio FIASO, il 34% dei positivi ricoverati non è in ospedale per il Covid

Il 34% dei pazienti positivi ricoverati non è malato Covid: non è in ospedale per sindromi respiratorie o polmonari e non ha sviluppato la malattia da Covid ma richiede assistenza sanitaria per altre patologie e al momento del tampone pre-ricovero risulta positivo al Sars-Cov-2. Uno su tre, dunque, sia pur con infezione accertata al virus Sars-Cov-2, viene ospedalizzato per curare tutt’altro: traumi, infarti, emorragie, scompensi, tumori.

I dati emergono da uno studio fatto da FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) sui ricoveri di 6 grandi aziende ospedaliere e sanitarie: Asst Spedali civili di Brescia, Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Irccs Aou di Bologna, Policlinico Tor Vergata, Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino e Policlinico di Bari. In tutto sono stati analizzati 550 pazienti ricoverati nelle aree Covid dei sei ospedali: un campione pari al 4% del totale dei ricoverati negli ospedali italiani. La rilevazione è stata effettuata in data 5 gennaio.

Dei complessivi 550 pazienti monitorati, 363 (il 66%) sono ospedalizzati con diagnosi da infezione polmonare. Mentre 187 (il 34%) non manifestano segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare: ovvero sono stati ricoverati non per il virus ma con il virus. Per lo più si tratta di pazienti arrivati in ospedale o al pronto soccorso per altri problemi e che, al momento del ricovero che prevede il tampone, vengono trovati portatori dell’infezione da Sars-Cov-2 ma senza sintomi di malattia. La diagnosi da infezione da Sars-Cov-2 è dunque occasionale.

Per la stragrande maggioranza, il 36% del totale dei ricoverati positivi ma senza sintomi respiratori, si tratta di donne in gravidanza che necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica. Il 33%, invece, è composto da pazienti che hanno subito uno scompenso della condizione internistica derivante da diabete o altre malattie metaboliche, da patologie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche o broncopneumopatie croniche. Un’altra quota, pari all’8%, riguarda pazienti con ischemie, ictus, emorragie cerebrali o infarti. Un altro 8%, invece, è rappresentato da quei pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico urgente e indifferibile pur se positivi al Covid. C’è inoltre una parte, complessivamente il 6% del totale, di pazienti che arrivano al pronto soccorso a causa di incidenti e richiedono assistenza per vari traumi e fratture.

Da sottolineare inoltre la differenza di età tra i due gruppi di degenti positivi. I pazienti ricoverati per il Covid sono molto più anziani e hanno in media un’età di 69 anni mentre i soggetti contagiati privi di sintomi e ricoverati per altre patologie hanno in media 56 anni. Tra i soggetti che hanno sviluppato la malattia polmonare da virus risulta vaccinato con un ciclo completo di tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi solo il 14% di contro tra coloro che sono positivi al Sars-Cov-2 ma sono ricoverati per altre patologie è vaccinato con tre dosi o con due dosi da meno di 4 mesi il 27%. In entrambi i gruppi c’è una preponderanza di soggetti non vaccinati o che non hanno ancora fatto la dose booster.

“Se si usa come parametro non l’infezione da Sars-Cov-2 ma la malattia da Covid, l’efficacia del vaccino risulta essere molto solida. L’età media di 69 anni, molto più alta nei pazienti che sviluppano la sindrome polmonare, evidenzia come il rischio di malattia si concentri tra i 60 e gli 80 anni; questo dato conferma dunque l’indirizzo del Governo che, attraverso l’obbligo, ha voluto mettere in sicurezza gli ultra 50enni. Resta prioritario il vaccino perché il fattore di rischio più importante, oltre alle comorbidità, resta l’età”, commenta il professor Silvio Tafuri, ordinario di Igiene dell’Università di Bari e coordinatore della control room Covid del Policlinico di Bari, che ha partecipato allo studio.

“Ci aspettiamo di dover far fronte a un numero sempre più ampio, vista l’ampia circolazione e l’elevata contagiosità del virus, dei ricoveri per patologie non Covid in pazienti che, però, hanno l’infezione - dichiara il Presidente Fiaso, Giovanni Migliore - Va riprogrammata l’idea dell’assistenza creando non solo reparti Covid e no Covid, ma è necessario realizzare nuove strutture polispecialistiche in cui sia garantita l’assistenza specialistica cardiologica, neurologica, ortopedica in pazienti che possono presentare l’infezione da Sars-Cov-2. Occorre pensare a reparti Covid per il cardiotoracico, per la chirurgia multispecialistica. Per l’ostetricia già in molti ospedali sono state realizzate aree Covid. A Brescia e Bari esistono anche degli ambulatori per la dialisi di pazienti positivi. Bisogna riprogrammare sulla base delle nuove esigenze l’assistenza sanitaria”.

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Redazione Irno24 24/03/2026

Pagamenti limitati su A3 Salerno-Napoli, FP CGIL: "Utenza penalizzata"

La CGIL di Salerno e FILT CGIL Salerno esprimono forte preoccupazione per quanto sta accadendo lungo l’autostrada A3 Salerno-Pompei-Napoli, dove l’impossibilità di utilizzare circuiti di pagamento diffusi come Visa e Mastercard non può più essere considerata un disservizio temporaneo, ma rappresenta una criticità strutturale. "È assurdo e inaccettabile che - si legge in una nota - su un’infrastruttura strategica per la mobilità della Campania e per i flussi turistici e lavorativi vengano accettati solo alcuni circuiti di pagamento, escludendo proprio quelli più utilizzati a livello internazionale.

Ancora più grave è che questa limitazione, presente addirittura dal 1° maggio 2024, venga comunicata solo attraverso il sito della società, senza un’adeguata informazione preventiva lungo la tratta e prima dell’accesso ai caselli. Parliamo di una situazione che penalizza quotidianamente lavoratori, pendolari, cittadini e turisti, in particolare chi utilizza strumenti digitali o sistemi satellitari e si ritrova improvvisamente impossibilitato a pagare, con il rischio di ricevere ticket e dover affrontare procedure complesse e poco immediate.

Ma non è solo una questione di disagio: questa criticità incide direttamente sulla sicurezza. Il fatto che un automobilista, una volta arrivato al casello, non possa pagare con carta genera rallentamenti e code improvvise, crea situazioni di incertezza e stress alla guida e produce un effetto imbuto con possibili ripercussioni sulla sicurezza della circolazione. In un sistema autostradale moderno tutto questo non è tollerabile".

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Redazione Irno24 23/05/2023

Coldiretti Campania: "Maltempo ha distrutto il 60% delle ciliegie"

Troppa acqua dopo un inverno mite, che non ha rafforzato i frutti. È la tempesta perfetta che ha colpito in Campania il frutto che annuncia l’estate: la ciliegia. Lo comunica Coldiretti Campania, alla luce della ricognizione effettuata sul territorio regionale. Le ciliegie sono letteralmente scoppiate per l’eccesso di pioggia fuori stagione, arrivando a perdite che superano il 60% della produzione.

Un colpo pesante per i cerasicoltori. La Campania è la seconda regione italiana per produzione di ciliegie con circa 30mila tonnellate. I frutti sopravvissuti al maltempo non riusciranno a soddisfare la domanda, pur mantenendo le straordinarie qualità nutrizionali.

Le ciliegie campane sono un patrimonio di biodiversità con cultivar molto apprezzate: "Malizia", "del Monte" e "della Recca", che si ritrovano adesso a fare i conti con competitor stranieri dalle caratteristiche qualitative inferiori, standardizzate in termini di colore, polpa e forma.

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