"Vigna Bio", premiato l'Aglianico dell'azienda Mila Vuolo di Salerno

Il riconoscimento nell'ambito della rassegna "Terroir - Il Mare color del Vino" di Pioppi

foto di archivio

Redazione Irno24 09/08/2022 0

Anche quest’anno, per la sesta volta, Pioppi diventa capitale dei vini campani biologici e biodinamici. Organizzata dal Museo Vivente della Dieta Mediterranea, nell’ambito del consueto Festival dedicato, la rassegna degustazione "Terroir - Il Mare color del Vino", svoltasi a Palazzo Vinciprova, apre ogni anno una finestra sulle nuove frontiere della viticoltura in Campania.

I giurati, nei giorni precedenti al fine settimana 6-7 Agosto, hanno avuto modo di degustare tutti i campioni giunti, ovviamente alla cieca, e hanno stilato la classifica definitiva in relazione alle quattro categorie previste. Da segnalare, fra i vini rossi affinati, il primo posto conquistato dal "Colli di Salerno Aglianico IGT" dell’azienda "Mila Vuolo" di Salerno.

La giuria, presieduta da Francesco Continisio, Presidente della Scuola Europea per Sommelier, è stata composta da sette membri: Maria Manuela Russo (tecnologa alimentare), Enrico Malgi (giornalista), Yuri Buono (giornalista e sommelier), Mario Punzi (Fiduciario Slow Food di Salerno), Luigi Vicinanza (agronomo) e Nino Maiese (per la categoria dei consumatori).

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 20/03/2026

San Severino, incontro in cucina fra terre di mezzo e Costiera Amalfitana

Giovedì 26 marzo 2026, dalle ore 20:30, "Casa del Nonno 13" di Mercato San Severino, nei suoi suggestivi ambienti, ospita una cena a 4 mani che celebra l’incontro tra terre di mezzo e Costiera Amalfitana, un dialogo nel segno del buon gusto fra tradizione, territorio e creatività.

Protagonisti saranno Gioacchino Attianese, chef resident di Casa del Nonno 13, la cui proposta è un invito a riscoprire l’autenticità, quella che profuma di casa e identità; e Claudio Lanuto, executive chef del Grand Hotel Anantara Convento di Amalfi, specializzato nel valorizzare la tradizione e i prodotti locali, raccontando cultura in ogni piatto. In abbinamento, i vini della pluripremiata cantina "I Favati", presentati dalle produttrici Rosanna e Carla Favati.

Leggi tutto

Annamaria Parlato 21/09/2026

Litoranea, tipicità salernitane e solidarietà a Sport Open Day 2026

Il cuore come simbolo di salute, ma anche di passione, energia, appartenenza e solidarietà. È stato questo il filo conduttore della XIX edizione di Sport Open Day, che dal 18 al 20 settembre ha portato sulla litoranea di Marina di Eboli un grande appuntamento dedicato allo sport in tutte le sue declinazioni, trasformando la spiaggia del Bagno Trentotto in uno spazio aperto alla pratica sportiva, allo spettacolo, all'inclusione e alla condivisione. Surf, kitesurf, vela e windsurf hanno incontrato beach volley, pallavolo, beach soccer, calcio, ciclismo, triathlon e fitness, affiancati dalla danza aerea, dal tiro con l'arco, dall'equitazione con gimkana a cavallo e battesimo della sella e dalla Summer Balilla Cup.

Tra le proposte più spettacolari dell'edizione 2026 anche Slackline e Highline Performance, con un programma rinnovato affidato a Giada Regoli e Andrea Pacini, due nuove produzioni originali firmate Slack'n Love e la performance di Vincenzo Chirichella ed Elisabetta Di Capua, che ha utilizzato il triathlon come linguaggio per raccontare inclusione e condivisione. Ma prima che la spiaggia entrasse nel vivo delle attività, venerdì 18 settembre il cuore della manifestazione ha iniziato a battere a tavola, con la charity dinner inaugurale ospitata proprio dal Bagno Trentotto. Una cena di beneficenza su invito, nata con un obiettivo preciso: raccogliere fondi destinati al reparto di Cardiologia dell'Ospedale di Eboli, collegando così il tema della manifestazione alla tutela della salute e trasformando la convivialità in un gesto concreto di solidarietà.

A introdurre e moderare la serata è stata la giornalista Silvana Scocozza, che ha accompagnato gli ospiti attraverso i diversi momenti dell'appuntamento, alla presenza di Daniele Sgroia e della moglie Veronica Mazzariello, proprietari del Bagno Trentotto, realtà che ha ospitato e sostenuto la manifestazione, e di Michele Senatore, produttore di miele e sportivo appassionato di ciclismo, chiamato a portare all'interno della serata un'altra eccellenza del territorio. Al centro della cena la cucina dello chef Davide Cataldo, che per questa seconda esperienza all'interno di Sport Open Day ha scelto di rinnovare il format rispetto allo scorso anno. Non una semplice proposta gastronomica inserita nella manifestazione, ma una vera cena al tavolo, pensata per permettere agli ospiti di vivere il menu con tempi e attenzioni differenti e, soprattutto, per dare maggiore spazio alla materia prima.

La filosofia dello chef è stata quella di valorizzare i prodotti locali attraverso una cucina curata e pensata, nella quale gli ingredienti salernitani potessero essere protagonisti senza perdere la propria identità. Il percorso è iniziato con un benvenuto di frittelline sferiche al peperone crusco e semi di zucca, un piccolo assaggio croccante e aromatico che ha aperto la cena, introducendo immediatamente il gioco tra consistenze e sapori. L'antipasto ha portato invece il mare al centro del piatto, con uno scampo pastellato al pane panko e mayolime, accompagnato da un'insalatina di seppie e zucchine alla scapece. La croccantezza della pastella ha incontrato la delicatezza del crostaceo e la componente fresca e acidula delle verdure, in una preparazione capace di mantenere leggerezza, pur giocando su elementi gustativi differenti.

Il primo piatto ha rappresentato uno degli incontri più caratteristici della serata: pasta e patate con lupini e gamberi gobbetti, presentati sia cotti sia crudi. Una base profondamente legata alla cucina campana, quella della pasta e patate, è stata riletta attraverso i sapori del mare, con la sapidità dei lupini e la dolcezza dei gamberi, mentre la doppia preparazione del crostaceo ha introdotto nel piatto un ulteriore contrasto di consistenze. La seconda portata ha continuato il racconto tra terra e mare con una zuppetta di ceci, seppie e calamari, accompagnata da un crostone di pane caldo. I ceci cremosi hanno dato corpo e carattere alla preparazione, mentre seppie e calamari hanno restituito la componente marina, completata dalla fragranza del pane caldo. Un piatto nel quale la cucina mediterranea è emersa nella sua dimensione più riconoscibile, attraverso ingredienti semplici e un equilibrio costruito intorno alla qualità della materia prima.

Per il finale, la freschezza di una tagliata di frutta servita in coppetta ha preceduto la pasticceria mignon di “Pasticci e Pasticcini” di Battipaglia, portando in tavola anche la tradizione dolciaria del territorio. Il percorso è stato accompagnato da “Alice Verdeca Salento 2025” dei Produttori di Manduria, mentre distillati da “dinner-fine” e caffè hanno chiuso la parte gastronomica della serata. Ma il racconto del territorio non si è fermato al menù dello chef. Michele Senatore ha infatti portato il suo miele, protagonista di un particolare abbinamento con i gelati artigianali del Bagno Trentotto, un incontro tra la dolcezza naturale del millefiori e la cremosità del gelato che ha conquistato i palati degli sportivi e non. Un abbinamento gastronomico che ha permesso di valorizzare contemporaneamente il lavoro dell'apicoltore e quello della gelateria del lido, inserendoli nel racconto complessivo della manifestazione. Senatore ha inoltre richiamato il rapporto tra miele e attività sportiva, sottolineando come questo alimento possa rappresentare una fonte naturale di energia per chi pratica sport, grazie alla presenza di zuccheri semplici immediatamente disponibili, nell'ambito di un'alimentazione equilibrata e adeguata alle esigenze dell'atleta. Un collegamento particolarmente coerente con il tema dell'edizione, perché il benessere non passa soltanto dall'attività fisica, ma anche dalla consapevolezza di ciò che si porta in tavola e dalla conoscenza delle materie prime.

Ed è stato proprio questo intreccio tra sport, alimentazione e territorio a caratterizzare la serata inaugurale: da una parte la beneficenza destinata alla Cardiologia dell'Ospedale di Eboli, dall'altra una cena costruita intorno ai prodotti locali, con il mare e la terra protagonisti attraverso la cucina dello chef Cataldo, il vino, il miele, il gelato artigianale e la pasticceria. Una cena che ha anche segnato il passaggio dalla tavola allo spettacolo, perché, una volta terminato il percorso gastronomico, la spiaggia si è trasformata in un palcoscenico illuminato dalle fiamme. Giada Regoli e Andrea Pacini, già protagonisti delle performance di Slackline e Highline Performance, inserite nel programma di Sport Open Day, si sono esibiti anche dopo la cena in uno spettacolo del fuoco sulla spiaggia, regalando agli ospiti un momento scenografico e suggestivo nel quale movimento, abilità e giochi di fuoco hanno accompagnato la serata verso la sua conclusione. Un passaggio ideale dalla dimensione conviviale a quella spettacolare, in una manifestazione nella quale lo sport è stato raccontato non soltanto attraverso la competizione, ma anche attraverso il gesto atletico, l'arte, l'intrattenimento e la capacità di creare comunità.

Il tema del cuore è tornato così a unire tutti gli elementi della manifestazione: la prevenzione e la salute cardiovascolare attraverso l'attività fisica e corretti stili di vita, ma anche quel cuore inteso come passione, partecipazione e solidarietà, che ha trovato nella charity dinner la sua espressione più concreta. Nei tre giorni di Sport Open Day, infatti, il pubblico ha potuto assistere e partecipare a un programma ampio e trasversale, nel quale discipline acquatiche e sportive hanno dialogato con spettacoli e iniziative dedicate all'inclusione. Dalle attività sul mare e sul vento al beach volley, dal calcio al ciclismo, dal triathlon al fitness, fino alla danza aerea, all'equitazione e al tiro con l'arco, la manifestazione ha proposto una visione dello sport lontana da un'unica disciplina e capace di coinvolgere pubblici differenti.

Promossa dall'A.S.D. Gli Amici del Mare, con il Comune di Eboli, la XIX edizione ha coinvolto una rete di partner e realtà che hanno contribuito alla costruzione dell'evento: Rampikevoli, Diesse, Aurora Triathlon, Sport Sun, Beach Volley Factory, Michele Senatore, Inchiostro - idee e comunicazione, Menti Sportive, Strategia Laterale, NRG, RRD, Caffè Due Monelli, Fi.Ma. Lab, Spacciocchiali, AforA e Hera Paestum Suite. Un lavoro di squadra che ha trovato nella serata al Bagno Trentotto uno dei momenti più rappresentativi dell'intera manifestazione, perché attorno a una tavola si sono incontrati solidarietà, cucina, produzioni locali e spettacolo, con il mare della litoranea a fare da scenario. E forse è proprio questa la chiave di lettura di Sport Open Day: uno sport capace di uscire dai confini della semplice competizione per incontrare la salute, l'alimentazione, la cultura del territorio, l'inclusione e la socialità. Una visione che trova una sintesi efficace nelle parole di Federica Pellegrini: "In Italia c'è bisogno di cambiare visione sullo sport: non è solo e sempre calcio, calcio, calcio".

Leggi tutto

Redazione Irno24 10/12/2025

La Cucina Italiana è Patrimonio UNESCO, Lollobrigida: "Il racconto di tutti noi"

"La Cucina Italiana è Patrimonio dell'Umanità. Oggi l'Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale". Così il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, commentando il riconoscimento dell'Unesco alla Cucina Italiana Patrimonio dell'Umanità.

"Questo riconoscimento - prosegue Lollobrigida - celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione. È la festa delle famiglie che tramandano sapori antichi, degli agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell'Italia. A loro e a chi ha lavorato con dedizione a questa candidatura va il mio più profondo ringraziamento.

Questo riconoscimento è motivo di orgoglio, ma anche di consapevolezza dell'ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere. Sarà anche uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro, ricchezza sui territori e proseguire nel solco di questa tradizione che l'Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell'Umanità".

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...