"Salerno snodo fondamentale per l'Alta Velocità", Napoli incontra i tecnici RFI

"Ruolo centrale del capoluogo all'interno del progetto di fattibilità della linea SA-RC"

Redazione Irno24 23/02/2021 0

"Salerno è e deve restare uno snodo fondamentale per il sistema dell'Alta Velocità. Siamo stati a Roma per un confronto con i tecnici di RFI per ribadire il ruolo centrale della stazione ferroviaria della Città capoluogo all'interno del progetto di fattibilità della linea SA-RC e sostenere l'importanza dell'accessibilità all'infrastruttura e dei servizi offerti". Lo scrive il sindaco Napoli.

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Federica Garofalo 06/02/2021

Gli "archi normanni", l'acquedotto medievale di Salerno

Molti pensano che l’imponente acquedotto che svetta tra via Velia e via Arce, volgarmente detto “Ponte dei Diavoli”, sia romano. I Romani, però, non c’entrano nulla, e nemmeno i diavoli che la leggenda vuole lo abbiano costruito in una sola notte, sotto il comando del mago Pietro Barliario. In realtà sono la testimonianza di una città, Salerno, che fin dall’Antichità era nota per essere particolarmente ricca di acque, le cui sorgenti sgorgavano dalle pendici del monte Bonadies e confluivano nel mare affiancando il fiume Irno.

Oggi, molti di questi antichi torrenti sono scomparsi, ma la toponomastica segnala ancora la loro presenza: Fusandola, Lama, Rafastia, Canalone, Mercatello, Mariconda. Tutta questa abbondanza di acqua, e di acqua particolarmente ricca di sali minerali, ha permesso il sorgere di luoghi termali fin dall’antichità romana, e le cui testimonianze sono ancora visibili ad esempio tra San Pietro a Corte e Palazzo Fruscione, e presso l’ex monastero di San Nicola della Palma, ma è stata anche causa di inondazioni e alluvioni che hanno devastato più volte la città, come ad esempio tra IV e V secolo.

Contrariamente a quanto si pensi, la tecnologia di canalizzazione delle acque, e il suo utilizzo per i bagni, non scompare affatto con l’Impero romano. Anzi, in età longobarda, in modo particolare tra X e XI secolo, i documenti ci mostrano che queste falde alimentano canali e mulini, in particolare nella zona orientale di Salerno, per svariate attività economiche, la più famosa delle quali è quella legata alla produzione della ceramica.

Non solo, le carte longobarde ci mostrano fontane e bagni, questi ultimi molto numerosi in città, la maggior parte inclusi in monasteri come quello di San Benedetto e quello San Lorenzo, che le fonti ci dicono addirittura servito da due sorgenti; anche il palazzo di Arechi (San Pietro a Corte) ne è abbondantemente fornito, così come i palazzi nobiliari, come possiamo riscontrare ancora in documenti di XII secolo.

Tra X e XI secolo, durante il regno di Guaimario III e Guaimario IV, Salerno gode di una importanza politica di tutto rispetto, come capitale di un principato che arriva ad estendersi fin quasi alla Calabria, e di una grande vitalità economica, cui si accompagna una fervente espansione edilizia.

È a quest’epoca che risale la prima porzione dell’acquedotto, come attesta un documento del 994; lavoro che sarà poi completato in età normanna, quando, soprattutto dopo la conquista di Salerno da parte di Roberto il Guiscardo nel 1076, lo sviluppo edilizio riprenderà più forte che mai, con la costruzione del Duomo e di Castel Terracena, tanto da cambiare volto alla città. Il poeta Gabriele d’Annunzio, dunque, non aveva tutti i torti a chiamare l’acquedotto “archi normanni”.

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Redazione Irno24 17/10/2023

Tommasetti: "Salerno è senza guida, tra degrado ambientale e caos cantieri"

“Ormai è ufficiale: Salerno è una città ingovernabile, o meglio ingovernata”. Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Campania della Lega, esordisce così, riflettendo sulle tante emergenze e contraddizioni, di varia natura, che affliggono il capoluogo, oggetto di numerose e ripetute segnalazioni da parte dei residenti.

“La situazione è preoccupante – sottolinea Tommasetti – in effetti è sufficiente frequentare la città per rendersi conto dello stato di abbandono e degrado che interessa tanto il centro quanto le zone periferiche. L’ultima trovata, che racconta molto della confusione amministrativa, è la sovrapposizione tra i lavori di riqualificazione del corso principale e l’installazione delle Luci d’Artista.

Senza neanche entrare nel merito degli interventi, il grosso problema è la mancanza assoluta di organizzazione: proprio nel periodo dell’anno che la stessa amministrazione considera fondamentale dal punto di vista turistico, ci ritroveremo con un cantiere e scavi proprio nel cuore della città. Questo per una serie di problemi rilevati dopo l’inizio dei lavori, ma il punto è un altro: era così difficile evitare un accavallamento che rischia di causare disagi per mesi?.

Ancora, in questi giorni ci giungono notizie tutt’altro che positive dalla zona orientale, dove spuntano in continuazione microdiscariche a cielo aperto che, oltre a deturpare il paesaggio, possono avere conseguenze igieniche da non sottovalutare. Troppo facile dare la colpa agli incivili, che pure vanno perseguiti: la verità è che il territorio è abbandonato e nulla si fa per prevenire le emergenze, come i rifiuti e il verde pubblico senza manutenzione. Non possiamo consentire che in un quartiere di Salerno, che tutti vogliamo città veramente europea, gli abitanti scoprano di avere i topi sul balcone.

La città non ha un reale timoniere e manca la consapevolezza su come affrontare i problemi. Si arriva sempre in ritardo, sulla base dell’emergenza, e a pagare è la collettività. Ma augurarsi un cambio di passo, a questo punto, è totalmente illusorio. Serve piuttosto un ricambio di classe dirigente”.

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Redazione Irno24 15/06/2021

Detenzione e diffusione di video pedopornografici, in arresto salernitano 52enne

Negli scorsi giorni, a Salerno, militari del Comando Provinciale Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal GIP su richiesta della locale Procura - nei confronti di un 52enne salernitano, con precedenti penali e di polizia, gravemente indiziato di “detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico, diffusione a mezzo internet di materiale pedopornografico, diffusione illecita a mezzo internet di immagini o video sessualmente espliciti (revenge porn)”.

La vicenda trae origine da una precedente indagine avviata in seguito alla ricezione di numerose mail e telefonate anonime a carattere minatorio ricevute da un militare dell’Arma, condotte persecutorie che, grazie all’intervento dell’Aliquota Indagini Telematiche del Comando Provinciale, erano poi state ricondotte al reale autore, il quale aveva assunto tali iniziative con verosimile intento vendicativo in relazione ad un suo precedente arresto per assenteismo dal pubblico impiego eseguito qualche mese prima dai Carabinieri oggetto delle sue censurabili attenzioni.

In tale ambito, su disposizione del PM incaricato, veniva eseguito un decreto di perquisizione domiciliare ed informatica nei confronti dell’uomo che, oltre a permettere di circoscrivere con evidenze digitali le citate condotte di atti persecutori, permetteva di verificare come all’interno dell’abitazione fosse presente una postazione internet collegata ad un “alveare” di supporti magnetici contenenti circa 30 terabytes di video ed immagini a contenuto sessualmente esplicito.

Sottoposta a sequestro tutta l’attrezzatura, è stata quindi avviata la certosina analisi dell’ingente mole di contenuti multimediali, potendo accertare la detenzione di 1533 video e 9139 immagini a carattere pedopornografico, con la contestuale diffusione ad un indefinito numero di utenti internet avvenuta principalmente attraverso l'applicativo "E-Mule" atto allo scambio dati “peer-to-peer”, circostanze che solo in minima parte erano emerse all’atto della perquisizione informatica eseguita sul posto.

L’analisi del materiale digitale acquisito, infine, ha permesso di contestare in capo al medesimo soggetto anche il reato di “revenge porn”, atteso che questi, al termine di una relazione amorosa con una donna 80enne poi bruscamente interrotta, aveva diffuso sempre su internet – sia attraverso il citato applicativo “E-Mule” sia semplicemente inviando i file a siti dedicati – video espliciti dei loro incontri sessuali. La donna, una volta identificata, è trasalita davanti ai carabinieri dopo aver appreso della vendetta posta in essere dell’ex amante.

Durante le operazioni di arresto si è proceduto anche al sequestro preventivo di tre account Google, già individuati in fase d’indagine, ed al sequestro probatorio di una nuova postazione internet e delle relative memorie di massa ad essa trovate collegate, atteso che all’atto dell’irruzione erano nuovamente in corso condotte criminali del tutto analoghe a quelle oggetto di censura penale. L’arrestato, associato al carcere di Fuorni, si è presentato innanzi al GIP del Tribunale di Salerno per il rituale interrogatorio di garanzia, in seguito al quale il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere.

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