Al momento niente "Ristori" agli artigiani, incontro in Prefettura a Salerno

Chiesta proroga della sospensione dei pagamenti relativi alle cartelle esattoriali

Redazione Irno24 29/10/2020 0

Il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, ha incontrato stamani in Prefettura il Presidente della CNA - Confederazione Nazionale Artigianato - di Salerno, Lucio Ronca, per fare il punto della situazione sulle difficoltà che soprattutto i piccoli artigiani stanno affrontando nelle ultime settimane, a seguito delle ulteriori misure restrittive disposte dal Governo e dalla Regione per contenere la diffusione del Covid-19.

In particolare, il Presidente della CNA, che rappresenta oltre 3mila aziende in provincia di Salerno, ha espresso la preoccupazione dell’intera categoria che, peraltro, non è al momento inclusa tra quelle destinatarie delle misure di sostegno introdotte con il decreto legge 137/2020 “Ristori”, entrato in vigore ieri. L’esclusione è dettata dal fatto che il settore degli artigiani sta proseguendo l’attività lavorativa, tuttavia subisce comunque gli effetti della situazione emergenziale in atto, che ha determinato un notevole calo del fatturato, anche a causa della scarsa presenza di flussi turistici.

Proroga della sospensione dei pagamenti relativi alle cartelle esattoriali e “rottamazione” delle cartelle già emesse nonché sospensione dei pagamenti dei tributi locali per tutte le aziende, comprese quelle che stanno proseguendo l’attività lavorativa, proroga del superbonus al 110% per il settore edilizio, incentivi per coloro che adottano soluzioni digitali e nuovi modelli organizzativi: sono queste le principali richieste rivolte al Prefetto dalla CNA ed esaminate approfonditamente nel corso dell’incontro. Un focus, in particolare, è stato poi dedicato al tema del “lavoro nero” e della lotta all’abusivismo, in relazione al quale il Prefetto ha assicurato la prosecuzione dei controlli in atto da parte della Finanza.

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Redazione Irno24 24/02/2022

Dal Mipaaf 17 milioni per i Distretti del Cibo in Campania

Via libera del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali ai decreti che finanziano tre Distretti del Cibo in Campania. Lo comunica Coldiretti Campania, che ha ricevuto la notifica dell’ammissione insieme alla Regione. Complessivamente, il contributo in conto capitale ammonta a quasi 17 milioni di euro per un valore totale di progetto di oltre 46 milioni, circa il 35% degli investimenti previsti, che coinvolgono imprese agroalimentari.

Sono stati finanziati il Distretto Castagne Marroni della Campania, il Distretto Piana del Sele e il Distretto Vini d’Irpinia. Per il Distretto regionale delle Castagne, i soggetti beneficiari riceveranno un contributo in conto capitale di quasi 8 milioni su un totale di progetto ammesso di oltre 22 milioni, a favore di imprese agricole e agroindustriali.

Per il Distretto della Piana del Sele, in provincia di Salerno, sono stati ammessi a contributo circa 4 milioni di euro su quasi 10 milioni di euro di investimento, che coinvolgono aziende agricole e organizzazioni di produttori. Per il Distretto di qualità Vini d’Irpinia, il contributo ricevuto è pari a oltre 5 milioni di euro su oltre 14 milioni di euro di investimenti previsti per aziende vitivinicole e cantine coinvolte.

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Redazione Irno24 24/08/2020

Coldiretti, da grano a pane il prezzo aumenta 15 volte

Dal grano al pane il prezzo aumenta di quasi 15 volte per effetto delle speculazioni e delle importazioni selvagge di prodotto dall’estero con pagnotte e panini spacciati come italiani all’insaputa dei consumatori. A denunciarlo è la Coldiretti in riferimento agli ultimi dati diffusi da Eurostat che evidenziano come in Italia i prezzi del pane siano superiori del 14,5% rispetto alla media in Europa dove il prezzo piu’ alto è in Danimarca e il piu’ basso in Romania.

Oggi – sottolinea Coldiretti – un chilo di grano tenero è venduto a meno di 21 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 3,1 euro al chilo, con un rincaro quindi di quasi quindici volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito. Se a Milano una pagnotta da un chilo costa 4,22 euro, a Bologna si arriva addirittura a 4,72 euro, ma a Napoli si scende fino a 1,89, mentre a Roma si viaggia sui 2,63 euro, a Palermo sui 3,02 euro e a Torino sui 3,05 euro, secondo analisi Coldiretti su dati Osservatorio prezzi.

La forte variabilità da una città all’altra è peraltro una evidente dimostrazione che – sottolinea Coldiretti – l’andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano, con le quotazioni dei prodotti agricoli ormai sempre meno legate all’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più ai movimenti finanziari e dalle strategie speculative. Il risultato è che gli agricoltori devono vendere ben 5 chili di grano per potersi pagare un caffè o una bottiglietta di acqua al bar.

La situazione del grano italiano stretto tra speculazioni di filiera ed importazioni selvagge – denuncia Coldiretti – è la punta dell’iceberg delle difficoltà che deve affrontare l’agricoltura italiana. Lo dimostra il fatto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dai salumi fino ai formaggi, mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale che assorbe la parte preponderante del valore secondo Ismea.

C’è sicuramente un margine da recuperare per garantire un giusto compenso agli agricoltori, senza pesare sui cittadini – conclude Coldiretti - per realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti.

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Redazione Irno24 08/10/2025

Codici: "Attenzione alle nuove regole per i bonifici istantanei"

Ancora cambiamenti per i bonifici. A partire da domani, giovedì 9 ottobre 2025, presso tutte le banche europee saranno operativi i bonifici istantanei. È il secondo passaggio del processo avviato dall’Unione Europea lo scorso 9 gennaio, quando è scattato per gli istituti di credito l’obbligo di ricevere i pagamenti istantanei e di non applicare commissioni superiori a quelle dei bonifici tradizionali.

Ora è previsto un ulteriore step, su cui l’associazione Codici richiama l’attenzione dei consumatori sottolineando i vantaggi ma anche i rischi di questo strumento di pagamento. Se è vero che tutte le banche dovranno ora prevedere la possibilità di effettuare un bonifico istantaneo per tutti i clienti, verificando che il nome del titolare coincida con l’Iban inserito, è altrettanto vero che l’ultimo rapporto di Banca d’Italia sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia, riferito al secondo semestre 2024 e pubblicato lo scorso agosto, evidenzia un aumento pericoloso delle frodi che colpiscono le operazioni di bonifico.

“Come rilevato da Banca d’Italia - afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici - il tasso di frode, cioè l’incidenza del valore delle transazioni fraudolente sul valore totale delle operazioni di pagamento, è aumentato per i bonifici istantanei del 90% su base annua. È lo strumento privilegiato dai truffatori per i loro colpi. È importante, quindi, che i consumatori utilizzino il bonifico istantaneo con accortezza. Sicuramente è importante la novità dell’obbligatorietà per i prestatori di servizi di pagamento di verificare in tempo reale sia l’Iban che i dati del beneficiario del bonifico, segnalando eventuali discrepanze prima che il cliente autorizzi l’operazione di pagamento.

In questo modo si eviteranno disposizioni errate, che, nel caso del bonifico istantaneo, non sono di fatto recuperabili. Il pagamento, infatti, richiede meno di 10 secondi per essere effettuato, non è revocabile. Al tempo stesso è opportuna la massima cautela perché con la presumibile diffusione del bonifico istantaneo aumenta il rischio di cadere in trappola. Molti suggeriranno questo strumento per effettuare un pagamento, considerando la sua immediatezza ed anche la sua facilità di utilizzo, e quindi a maggior ragione bisogna prestate attenzione al destinatario. È bene procedere con il bonifico istantaneo quando la transazione è sicura e quando i dati sono certi.

Altro accorgimento utile è quello di contattare il proprio istituto per verificare la possibilità di impostare un limite di importo massimo trasferibile tramite bonifico istantaneo, così da ridurre ulteriormente i rischi. Nel caso di truffa, a quel punto è fondamentale la velocità di azione. Bisogna subito contattare la banca per comunicare quanto avvenuto. Attenzione, questo non significa che il rimborso sarà automatico. Sono numerosi i casi in cui l’istituto di fatto alza un muro e per questo è opportuno tenere in considerazione anche la strada della denuncia e quella dell’azione legale”.

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