Coldiretti, da grano a pane il prezzo aumenta 15 volte

Italia nella top ten dei paesi europei per il "caro pagnotta"

Redazione Irno24 24/08/2020 0

Dal grano al pane il prezzo aumenta di quasi 15 volte per effetto delle speculazioni e delle importazioni selvagge di prodotto dall’estero con pagnotte e panini spacciati come italiani all’insaputa dei consumatori. A denunciarlo è la Coldiretti in riferimento agli ultimi dati diffusi da Eurostat che evidenziano come in Italia i prezzi del pane siano superiori del 14,5% rispetto alla media in Europa dove il prezzo piu’ alto è in Danimarca e il piu’ basso in Romania.

Oggi – sottolinea Coldiretti – un chilo di grano tenero è venduto a meno di 21 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 3,1 euro al chilo, con un rincaro quindi di quasi quindici volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito. Se a Milano una pagnotta da un chilo costa 4,22 euro, a Bologna si arriva addirittura a 4,72 euro, ma a Napoli si scende fino a 1,89, mentre a Roma si viaggia sui 2,63 euro, a Palermo sui 3,02 euro e a Torino sui 3,05 euro, secondo analisi Coldiretti su dati Osservatorio prezzi.

La forte variabilità da una città all’altra è peraltro una evidente dimostrazione che – sottolinea Coldiretti – l’andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano, con le quotazioni dei prodotti agricoli ormai sempre meno legate all’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più ai movimenti finanziari e dalle strategie speculative. Il risultato è che gli agricoltori devono vendere ben 5 chili di grano per potersi pagare un caffè o una bottiglietta di acqua al bar.

La situazione del grano italiano stretto tra speculazioni di filiera ed importazioni selvagge – denuncia Coldiretti – è la punta dell’iceberg delle difficoltà che deve affrontare l’agricoltura italiana. Lo dimostra il fatto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dai salumi fino ai formaggi, mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale che assorbe la parte preponderante del valore secondo Ismea.

C’è sicuramente un margine da recuperare per garantire un giusto compenso agli agricoltori, senza pesare sui cittadini – conclude Coldiretti - per realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti.

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Redazione Irno24 22/04/2022

Confesercenti Salerno: "Bene turismo primaverile ma ripresa dura senza personale"

Risultati incoraggianti anche per il weekend lungo del 25 aprile, dove lo studio CST per Assoturismo, sondaggio condotto con Ipsos, prevede 4,9 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere italiane, comprese case vacanze e affitti brevi, cui vanno aggiunti altri 2,8 milioni di pernottamenti nelle seconde case. Numeri vicini ai livelli pre-pandemia, che confermano il buon andamento primaverile del turismo.

A trainare la ripresa, in questo ponte, sono ancora una volta le città d’arte, che restano la meta privilegiata, anche a causa del tempo incerto e delle temperature ancora non caldissime, che penalizzano le regioni del Sud e le Isole, così come le località balneari e, anche se in misura minore, le destinazioni di campagna e collina. A muoversi soprattutto famiglie e amici, con gruppi di viaggio, in media, formati da tre componenti. Complessivamente, l’85% sceglierà una struttura ricettiva tradizionale (alberghi, B&B, campeggi e agriturismi), mentre il restante 15% si sistemerà in una casa vacanze o in un appartamento in affitto breve.

La ripresa primaverile, però, non sembra ancora aver avuto un impatto positivo sull’ormai prossima stagione estiva. Solo il 36% degli italiani (il 40% nelle regioni del Nord) ha già prenotato le vacanze per questa estate, scegliendo in 7 casi su 10 una destinazione italiana. Chi non ha ancora prenotato, invece, sta aspettando soprattutto perché non ha ancora definito la destinazione (44%) o il periodo delle sue vacanze estive (31%).

Ma, per molti, è proprio la vacanza estiva ad essere in forse: il 18% non è certo di fare un viaggio quest’estate. Una quota rilevante - pari a circa 4 milioni di italiani - che risente del clima di incertezza, principalmente economica, causato dalla corsa dei prezzi energetici e dell’inflazione. A questi si aggiunge un 7% - circa 1,5 milioni di italiani - che ha già deciso che quest’estate non farà vacanze.

Segnali preoccupanti provengono dalla ricerca del personale estivo, soprattutto per quello legato alla ristorazione. "È paradossale - spiega il presidente di Confesercenti Provinciale Salerno, Raffaele Esposito - da un lato, con tutte le criticità del contesto internazionale e della pressione sulle imprese, si attesta una timida ripartenza del settore; all’altro assistiamo al fatto che piccole imprese, vera spina dorsale del turismo italiano, siano costrette ad offrire servizi a metà, a discapito della qualità, per la mancanza di personale specializzato.

Una mancanza che frena la ripartenza per queste attività che ne hanno assolutamente bisogno. L'imprenditore è spesso soffocato da troppi adempimenti e costi, la prospettiva occupazionale attuale non dà le giuste garanzie ai lavoratori. Questa indisponibilità di lavoratori, specie nelle destinazioni con alti numeri e valenze turistiche, ma concentrate in pochi mesi dell’anno, diventa un mix micidiale per frenare la ripartenza. Quello che noi sosteniamo è che ci debbano essere le tutele, assolutamente doverose per i lavoratori, ma anche per il mondo dell'impresa nel suo complesso, sostegni che ci sono stati ma in maniera davvero esigua ed inefficace.

Il discorso legato ai collaboratori è davvero drammatico perché va tutto a discapito del servizio offerto. Dovremmo investire maggiori risorse sulla formazione per incentivare la professionalità turistica ed allo stesso tempo creare le condizioni per garantire servizi ed aperture, semplificando e snellendo il carico fiscale sulle imprese e sul lavoro, anche in periodi di bassa stagione, perché attraverso il prolungamento dell'attività lavorativa i ragazzi giovani e le persone che si affacciano al mondo del lavoro potrebbero avere la prospettiva di un lavoro duraturo e stabile".

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Redazione Irno24 04/09/2025

Salerno, partono i lavori di ammodernamento del Centro Agroalimentare

Venerdì 5 settembre avranno inizio i lavori di ammodernamento del Centro Agroalimentare nella Zona Industriale di Salerno. I lavori consentiranno di rendere la struttura ancora più efficiente e competitiva, migliorando così le condizioni operative di concessionari e lavoratori, la capacità logistica delle imprese, l'efficienza energetica e la sostenibilità ambientale.

I dettagli dei lavori saranno illustrati presso il Centro Agroalimentare, nel corso di un punto stampa convocato per le ore 9:30 di domani. Partecipano il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, l'Assessore ai Lavori Pubblici ed Urbanistica, Dario Loffredo.

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Redazione Irno24 17/01/2022

Confesercenti Salerno, allarme economia: anche il "caffè sospeso" è a rischio!

"E' questo l'ultimo probabile campanello di allarme per un rialzo incontrollato dei prezzi, per i quali almeno in questo caso accanirsi semplicemente con i pubblici esercizi risulterebbe davvero troppo superficiale; è però questa una costante che va avanti da troppi mesi, da anni probabilmente, senza che vi sia mai stato un vero controllo dei prezzi da parte delle istituzioni, specie con l'avvento della moneta unica.

Commercianti costretti ad aumentare i prezzi perché il costo dell’energia è aumentato in maniera sproporzionata e le materie prime idem, perché la mano dello “Stato” è debole, inefficace, in alcuni casi inesistente, per far sì che ci possa essere davvero una ripartenza dell’economia reale e paradossalmente i nostri commercianti devono proporsi sempre più all’esercito dei “nuovi poveri”, che inevitabilmente cresce, per incamerare qualcosa e mandare avanti le proprie attività e le proprie famiglie con dignità. Certificazione evidente di una crisi devastante della quale conosciamo soltanto i primissimi aspetti.

Bisogna assolutamente fare qualcosa per ridurre i costi di energia, trasporti e materie prime che faranno inevitabilmente lievitare i prezzi dei nostri commercianti. Oggi che la crisi socio‐economica incalza, questo aspetto diventa più rilevante, più evidente, ma se torniamo indietro con un piccolo esercizio di memoria - dichiara il presidente provinciale di Confesercenti Salerno, Raffaele Esposito - è ben evidente che un controllo sui prezzi non è stato quasi mai praticato e, sempre facendo ricorso alla nostra memoria di consumatori, ci ricorderemo della mancata solidarietà che doveva esprimersi in questi mesi terribili di pandemia.

Occorrono politiche importanti e poderose per facilitare una ripresa vera e concreta, oggi con il rialzo dei prezzi delle materie prime e delle utenze le imprese sono in guai seri, mancate politiche energetiche strategiche probabilmente ci condanneranno sempre più in un vortice di oppressione fiscale fino a determinare un vero e proprio crack economico.

Dal canto nostro, il possibile e probabile aumento del prezzo del “simbolo” della convivialità ormai quasi dimenticata, e per la quale tutti vorremmo “lavorare” per riconquistarla, rappresenterebbe l’emblema e la certificazione forse di una crisi senza fine alla quale bisognerà trovare presto una soluzione.

Non saranno certamente le imprese dei settori del commercio e del turismo a determinare gli aumenti più sconcertanti; basti vedere oggi in tema sanitario, tra mascherine, terapie domiciliari e tamponi vari, quanto spende una famiglia media alle prese con il Covid. Ragioniamo su questo e magari un buon caffè può essere ugualmente dolce anche se leggermente più caro. Attenti pero allo spettro della speculazione. È sempre in agguato e mortifica oltre ogni modo i tanti commercianti onesti".

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