Concessioni balneari, anche a Salerno continua la lotta di Sib-Confcommercio
Annunciata intenzione di ricorrere alla Corte europea dei diritti umani
Redazione Irno24 13/11/2021 0
I balneari italiani non si arrendono. Davanti alla pronuncia del Consiglio di Stato, che ha cancellato l’estensione delle concessioni al 2033 e imposto di riassegnarle tramite gara entro due anni, l’associazione di categoria Sib-Confcommercio annuncia l’intenzione di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo per far valere il proprio diritto alla proprietà privata.
“L'incontro di ieri sera con l'On. Piero De Luca - afferma Alfonso Amoroso, presidente provinciale Sib-Confcommercio - ci ha dato la possibilità di discutere e sviscerare su quali possano essere i risvolti di una tale sentenza sul futuro della balneazione attrezzata a Salerno e, ancor di più, in Italia.
Ci siamo lasciati con l'impegno di rivederci a Roma, per cominciare a lavorare, questa volta seriamente, alla risoluzione della problematica, con il fine unico di riuscire a garantire attraverso le gare e, quindi, il rispetto delle norme Europee, un futuro tranquillo ai concessionari balneari italiani”.
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Redazione Irno24 03/08/2026
Emergenza cinghiali nel salernitano, Confagricoltura chiede misure urgenti
Confagricoltura Salerno, per il tramite del proprio Presidente, Antonio Costantino, esprime forte preoccupazione per la crescente emergenza rappresentata dalla proliferazione dei cinghiali, che sta determinando gravissimi danni alle aziende agricole della provincia di Salerno, con particolare riferimento ai comparti corilicolo, olivicolo, vitivinicolo, ortofrutticolo e zootecnico.
La situazione ha ormai superato la soglia dell'ordinarietà: numerose imprese denunciano perdite economiche rilevanti, la distruzione delle produzioni, danni alle infrastrutture rurali e crescenti rischi per la sicurezza degli operatori agricoli e dei cittadini, oltre ai frequenti incidenti stradali causati dalla fauna selvatica. Confagricoltura Salerno chiede pertanto che siano adottate con la massima urgenza misure straordinarie e coordinate, tra cui il rafforzamento dei piani di controllo e contenimento, l'accelerazione delle procedure di indennizzo, il potenziamento delle attività degli enti competenti e l'istituzione di un tavolo tecnico permanente con le organizzazioni agricole, la Regione Campania, le Prefetture, gli ATC e gli enti gestori del territorio.
Si richiede inoltre una ricognizione tecnica puntuale delle aree maggiormente colpite, affinché gli interventi siano programmati sulla base di dati oggettivi e con adeguate risorse finanziarie. Confagricoltura Salerno conferma la propria piena disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni per individuare soluzioni rapide ed efficaci, nella convinzione che la tutela dell'agricoltura rappresenti un interesse pubblico primario per l'economia, l'ambiente e la salvaguardia del presidio umano delle aree rurali.
Redazione Irno24 17/08/2026
Uil Salerno: "La casa sta diventando un lusso anche per chi lavora"
"A Salerno si costruiscono nuove abitazioni, anche di pregio, che evidentemente incontrano una domanda capace di sostenerne i prezzi. È il mercato e non può essere demonizzato. Ma accanto a questa realtà ne esiste un’altra, molto più silenziosa e sempre più ampia: quella di chi ha un lavoro e un reddito, ma fatica comunque a trovare una casa alla propria portata. È questa la nuova frontiera dell’emergenza abitativa, sulla quale dobbiamo interrogarci. Non riguarda più soltanto le situazioni di povertà. Riguarda giovani che vorrebbero lasciare la casa dei genitori, coppie che progettano una famiglia, lavoratori con redditi medi, donne con figli, famiglie con persone disabili e anziani che devono far quadrare pensione, spese quotidiane e costo dell’abitazione.
I numeri rappresentano un campanello d’allarme: nell’Avviso ERP 2026 sono state presentate 1.522 domande nel solo Comune di Salerno, il 20% in più rispetto al 2022. Ma il dato dell’edilizia pubblica racconta solo una parte del problema. C’è infatti un pezzo di società che rischia di rimanere schiacciato nel mezzo: troppo ricco per accedere all’edilizia popolare e troppo debole economicamente per sostenere i prezzi del mercato. Ed è proprio qui che, per il sindacato, la questione della casa incontra quella del lavoro. Se avere un’occupazione non basta più per pagare serenamente un affitto, se due giovani che lavorano rinviano la propria autonomia perché non riescono a sostenere il costo di un’abitazione, se un anziano con una pensione normale deve destinare alla casa una parte eccessiva del proprio reddito, significa che non siamo più davanti soltanto a un problema immobiliare. Siamo davanti a un problema di salari, potere d’acquisto e qualità della vita.
Il lavoro deve tornare a garantire autonomia e la possibilità di costruire il proprio futuro. Per questo, alla battaglia per salari più adeguati, occupazione stabile e recupero del potere d’acquisto, deve accompagnarsi una nuova politica dell’abitare. Ma sarebbe altrettanto sbagliato individuare nei proprietari la causa del problema. Una seconda casa non è automaticamente sinonimo di ricchezza o speculazione. Per tante famiglie quell’immobile è stato acquistato con i risparmi, i sacrifici e le privazioni di una vita di lavoro, pensando di costruire una sicurezza per la vecchiaia, integrare il reddito o lasciare qualcosa ai propri figli. Su quell’immobile, però, pesano tasse, tributi, manutenzione ordinaria e straordinaria e il rischio di eventuali morosità. Anche questo contribuisce alle richieste di maggiori garanzie e alla determinazione dei canoni. Ecco perché non serve alimentare una contrapposizione tra chi cerca casa e chi la possiede. Bisogna fare in modo che i loro interessi possano incontrarsi.
Se chiediamo al piccolo proprietario di affittare a un prezzo sostenibile, Stato e Comuni devono rendere quella scelta conveniente attraverso agevolazioni fiscali, riduzioni dei tributi locali e maggiori certezze. Un fondo di garanzia contro la morosità potrebbe, ad esempio, tutelare il proprietario e contemporaneamente aiutare quelle famiglie che hanno un reddito ma non riescono a offrire tutte le garanzie oggi richieste. Parallelamente, bisogna aumentare l’offerta di abitazioni accessibili alla fascia media. Il programma regionale HO.P.E., finanziato con 245 milioni di euro, rappresenta un’opportunità importante perché prevede edilizia pubblica, recupero del patrimonio esistente ed edilizia residenziale sociale, quest’ultima rivolta anche a chi non riesce ad accedere ai prezzi di mercato ma non possiede i requisiti per l’ERP. È esattamente quella fascia che oggi rischiamo di perdere dalle nostre città.
Per questo, il tavolo annunciato dall’Amministrazione comunale di Salerno può essere un’occasione da non sprecare. La nostra proposta è farne il punto di partenza di un vero Patto per l’abitare, coinvolgendo Comune, Regione, organizzazioni sindacali, rappresentanze degli inquilini e dei proprietari e mondo delle costruzioni. Dobbiamo conoscere il reale fabbisogno abitativo della città, recuperare e rimettere in circolo il patrimonio disponibile, incentivare i canoni concordati, sostenere l’edilizia sociale e costruire strumenti di garanzia per proprietari e inquilini.
E dobbiamo porci una domanda che riguarda il futuro stesso di Salerno: che città vogliamo costruire e, soprattutto, per chi? Una città può certamente attrarre investimenti e avere un mercato immobiliare di pregio. Ma deve contemporaneamente consentire a un giovane di diventare autonomo, a una coppia di mettere su famiglia, a un lavoratore di abitare vicino al proprio posto di lavoro e a un anziano di continuare a vivere dignitosamente con il proprio reddito. La vera emergenza comincia quando una casa diventa un lusso anche per chi lavora. Non servono contrapposizioni. Serve una politica capace di tenere insieme diritto all’abitare, tutela della piccola proprietà, lavoro e salari. Perché una città cresce davvero solo se, insieme al valore dei suoi immobili, cresce anche la possibilità delle persone di continuare ad abitarla".
Patrizia Spinelli, coordinatrice UIL Salerno
Redazione Irno24 05/01/2026
Ilardi: "Da Gesac pretesti inverosimili, si rilanci l'Aeroporto di Salerno"
"Siamo molto sorpresi delle dichiarazioni dell’amministratore delegato della Gesac, il quale, in un’intervista resa ad un noto quotidiano, ha attribuito lo stato di difficoltà dell’aeroporto di Salerno a due fattori: il primo di natura infrastrutturale, rappresentato dall'inesistenza dei collegamenti su ferro tra aeroporto e aree limitrofe; il secondo riferito alla presunta indisponibilità delle strutture ricettive a stringere accordi con i tour operator partner delle compagnie aeree, alla scarsa rispondenza degli hotel ai parametri richiesti nonché alla ridotta consistenza dei posti letto in provincia di Salerno.
Ebbene, l’attuale indisponibilità della linea metropolitana che collegherà la città di Salerno allo scalo aeroportuale e la consistenza dei posti letto in provincia di Salerno (che non è affatto scarsa) non rappresentano elementi sopravvenuti, né sconosciuti, né tantomeno segreti, ma condizioni totalmente evidenti fin dall’attivazione dei voli. Nessuno può dichiararsi oggi sorpreso di queste circostanze, ben note da anni. E non è, pertanto, possibile né ragionevole riferire a tali fattori, considerati dalla Gesac come improvvise novità, la sorprendente insorgenza dell’attuale stato di difficoltà dello scalo salernitano.
Analogamente, smentiamo categoricamente che le strutture ricettive salernitane, che ospitano milioni di turisti, abbiano vulnus o carenze tali da scoraggiare tour operator che, in verità, operano con successo e da anni sul territorio. Ed infine, smentiamo categoricamente che vi sia stata indisponibilità delle strutture ricettive a stringere accordi con quanti hanno promosso voli presso l’aeroporto di Salerno. Anzi, innumerevoli contratti sono stati sottoscritti e disattesi e diverse proposte di comarketing sono state rispedite al mittente.
Vi è stato, in realtà, un approccio poco realistico da parte di taluni e la totale mancanza di un piano di marketing a supporto delle rotte, nonostante lo avessimo richiesto per tempo e ci fossimo offerti di concorrere ad attuarlo. Alla Gesac rinnoviamo, quindi, l’invito a rilanciare da subito l’Aeroporto salernitano, anche sulla base delle proposte che le abbiamo inviato da tempo, anziché ricercare pretesti del tutto inverosimili. Per il bene dello scalo, del territorio e delle imprese ricettive confermiamo, quindi, la totale disponibilità di Federalberghi a cooperare con la società di gestione dello scalo aeroportuale, sulla base di strategie concrete, realistiche e ragionevoli".
Lo scrive Antonio Ilardi, Presidente Federalberghi Salerno.