Al Ruggi di Salerno paziente su barella per 4 giorni, Polichetti denuncia il caso
Presenterà un’iniziativa politica per portare la vicenda all’attenzione delle autorità competenti
Redazione Irno24 08/02/2025 0
L’episodio accaduto nei giorni scorsi al Pronto soccorso dell’ospedale Ruggi di Salerno, dove un paziente è rimasto disteso su una barella per ben quattro giorni, ha sollevato forti preoccupazioni riguardo la gestione e l’efficienza dei servizi sanitari in Campania. L’episodio ha evidenziato l’insufficienza delle strutture e la mancanza di risposte tempestive per i pazienti, mettendo in discussione non solo la capacità del sistema ospedaliero di fronteggiare l’emergenza, ma anche la gestione complessiva del nosocomio salernitano.
Mario Polichetti, responsabile nazionale del comparto Sanità per l’Udc, ha dichiarato la sua indignazione per l’accaduto e ha annunciato che presenterà un’iniziativa politica per portare la vicenda all’attenzione delle autorità competenti. "Questa è una situazione inaccettabile - afferma - che dimostra come la sanità in Campania, e in particolare al Ruggi, sia al collasso. Lasciare un paziente su una barella per quattro giorni è una violazione gravissima dei diritti fondamentali di chi si affida alle strutture pubbliche per le proprie cure. È evidente che la gestione sanitaria in questa regione necessita di interventi urgenti e concreti.
È fondamentale che il tema della sanità campana arrivi presto in Parlamento. Non possiamo più permettere che episodi del genere accadano senza che venga presa una posizione chiara e forte. La salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano da inefficienze amministrative e strutturali. Per questo, chiederò a Lorenzo Cesa di presentare un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di prendere seri provvedimenti".
NOTA STAMPA MARIO POLICHETTI
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"In relazione alla vicenda del nostro concittadino tornato da paesi africani - dichiara il Presidente Vincenzo De Luca - e tenuto conto delle notizie di questi giorni relativi alla variante Omicron, sono state tempestivamente adottate tutte le necessarie misure precauzionali e si sta procedendo anche al sequenziamento del virus per verificare la sua natura con certezza.
Anche questo episodio ci invita ancora una volta a completare tutti il ciclo di vaccinazione e ad avere comportanti ispirati alla massima prudenza, a cominciare dall'uso della mascherina che in Campania - è giusto ricordarlo - è rimasto obbligatorio da sempre nei luoghi chiusi e all'aperto dove non è garantito il distanziamento.
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Il servizio di emergenza-urgenza territoriale della provincia di Salerno rischia di andare in affanno ogni volta che la pressione turistica aumenta e la richiesta di soccorsi si fa più pressante. A mettere in evidenza la fragilità della rete del 118 è un'articolata analisi sulla copertura provinciale del soccorso, che evidenzia come il sistema soffra oggi di una profonda frammentazione gestionale ed amministrativa.
Tra scadenze dei lotti di affidamento distribuite a macchia di leopardo, ricorso continuo a proroghe dell'ultimo minuto e potenziamenti estivi che spesso arrivano a stagione già inoltrata, l'attuale assetto esterno rischia di non garantire la necessaria stabilità ad un servizio essenziale per la salute dei cittadini. A fronte di costi significativi destinati alle convenzioni e alla copertura delle carenze di personale, la strada per garantire un soccorso tempestivo ed omogeneo su tutto il territorio salernitano passa per il superamento della gestione esternalizzata e il ritorno sotto la regìa pubblica. Una svolta che permetterebbe di superare le storiche disparità tra le diverse aree della provincia, dalle zone interne fino alla fascia costiera e al Cilento, dove le enormi distanze e l'aumento dei flussi turistici rendono critica ogni singola missione.
"Non si tratta di mettere in discussione il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle associazioni e dagli operatori sul campo, ma di rilevare che un servizio fondamentale come il 118 non può essere governato sulla base di continue proroghe e incertezze amministrative", dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. "Occorre una regìa pubblica e unitaria che assicuri la presenza stabile di personale, mezzi adeguatamente equipaggiati e una programmazione rigorosa dei rinforzi stagionali prima che le località turistiche vengano prese d'assalto".
Per evitare passaggi bruschi e garantire la continuità dell'assistenza, la soluzione auspicata prevede l'avvio immediato della gestione diretta da parte dell'ASL, per poi far confluire l'organizzazione in un'unica Agenzia regionale dell'emergenza sanitaria. "Bisogna programmare con largo anticipo le esigenze della stagione estiva e avviare senza indugio un piano di assunzioni stabili per medici, infermieri e autisti soccorritori. La tutela della salute e l'efficienza della rete tempo-dipendente impongono di trasformare le risorse oggi allocate per le convenzioni esterne in un investimento strutturale per la sanità pubblica", conclude Tomasco.