Asl Salerno, calendario dicembre delle aperture di sabato dei centri prelievo

Sabato 2 dicembre sono aperti i centri prelievo di Pastena e del Vernieri

Redazione Irno24 01/12/2023 0

L'Asl Salerno comunica che, nel corrente mese di dicembre, i centri prelievo afferenti al Distretto Sanitario 66 di Salerno saranno aperti secondo il seguente calendario: Sabato 02/12/2023 Pastena e Vernieri, Sabato 09/12/2023 Pastena, Sabato 16/12/2023 Vernieri, Sabato 23/12/2023 Pastena, Sabato 30/12/2023 Vernieri.

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Redazione Irno24 31/08/2023

Salerno, si insedia Comitato vigilanza per salute e sicurezza sul lavoro

A seguito di quanto previsto in tema di prevenzione dalla Regione e dalla normativa nazionale, l'Asl Salerno informa che si è insediato il Comitato provinciale per il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il Comitato rappresenta il luogo ufficiale per la realizzazione della programmazione coordinata di interventi e di attività di controllo, formazione e informazione della vigilanza e per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, il controllo della regolarità dei rapporti di lavoro, oltre che per il contrasto al lavoro nero e per quello sommerso per l’intera provincia salernitana.

L’organismo è presieduto dal direttore del Dipartimento di Prevenzione aziendale, Domenico Della Porta, ed è composto da tutte le Istituzioni coinvolte sul tema. Nello specifico, per la Asl Salerno, i rappresentanti sono Arcangelo Saggese Tozzi (coordinatore del Comitato), Maria Raffaella Cestaro e Antongiulio Perrotta, per l’Inail la rappresentante individuata è Grazia Memmolo, per l’Ispettorato Nazionale del Lavoro partecipa Alfonso Tarufi e rappresenta il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco il vicecomandante Magno Petrone.

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Redazione Irno24 11/11/2022

Salerno, messa in Cattedrale per la Giornata Mondiale del Diabete

L’Asl Salerno celebra la Giornata Mondiale del Diabete con una solenne Celebrazione Eucaristica, che si terrà lunedì 14 novembre, alle ore 11.00, presso la cattedrale di Salerno, presieduta dall’Arcivescovo Bellandi. Inoltre, la sera del 14, i Palazzi di Città dei comuni che avranno aderito all’iniziativa si illumineranno di blu.

L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione sul Diabete, educare alla prevenzione e ad una corretta gestione delle malattie ad esso correlate, nella certezza che la sua buona gestione assicura una buona qualità della vita.

La Giornata Mondiale del Diabete si svolge ogni anno il 14 novembre, data che celebra l’anniversario della nascita di Frederick Banting, scopritore dell’insulina, il cui centenario si è celebrato lo scorso anno. Simbolo mondiale dell'evento è il cerchio blu, che rappresenta la cultura della vita e della salute e simboleggia l’unità della comunità mondiale di fronte alla pandemia del Diabete.

Il motto che accompagna quest’anno la GMD è "Accesso alle cure per tutti", che significa garantire un accesso gratuito (o con prezzi accessibili) all’insulina e agli altri farmaci innovativi, ai dispositivi tecnologici, al supporto psicologico e all’educazione terapeutica, oltre che a corsi di formazione, non solo per operatori sanitari, ma anche per gli insegnanti di bambini con diabete.

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Francesca Guglielmetti 27/04/2022

Riconoscere lo stalking e "gestirlo" con il comportamento appropriato

L'ultima si chiamava Anna, aveva trent'anni, un lavoro, una famiglia, degli amici, un amore. No scusate, un amore no, un amore non lo aveva. L'amore è altra cosa da quello che Anna credeva di aver incontrato. Qualcuno, sbagliando ad individuare l'origine etimologica, ritiene che la parola "amore" significhi letteralmente "a mors" e cioè "senza morte". Visto così l'amore è una romanticheria da foglietto dei cioccolatini, un desiderio forse ingenuo: poter incontrare qualcuno con cui celebrare la vita, costruire una reciprocità che aiuti a crescere, a migliorarsi.

Quella in cui tante donne si imbattono è una relazione che, invece, rende loro la vita impossibile e che porta le più sfortunate addirittura a trovare la morte in quello che pensavano fosse un sentimento gioioso e vitale. Oggi questa forma malata d'amore, perpetrata per lo più (ma non sempre) dagli uomini a danno delle donne, ha un nome: stalking. Era il 1996 quando per la prima volta l’australiano Meloy, nei suoi studi in ambito psichiatrico e forense, utilizzò il termine per individuare “un comportamento ostinato e reiterato di persecuzione e molestie nei confronti di un’altra persona”.

Prima di allora "stalking" era solo una parola usata nel gergo venatorio per individuare la "caccia in appostamento", o "caccia furtiva" o, a partire dagli anni '60, per riferirsi al continuo e molesto assedio di ammiratori psichicamente disturbati ai danni di persone famose (star-stalking). Successivamente, anno dopo anno, vittima dopo vittima, il termine stalker è stato utilizzato per individuare chi è affetto dalla "sindrome da molestatore assillante". Perché di questo si tratta: non di "eccesso di amore", non di "carattere", non di "un periodo difficile" ma di una sindrome, ossia di una patologia caratterizzata da una serie variegata di sintomi che, anche se in misura diversa da soggetto a soggetto, fanno dello stalker un "molestatore assillante".

Grazie agli studi effettuati soprattutto nei Paesi anglosassoni, è possibile riconoscere cinque diverse tipologie di stalker. C'è il "risentito", generalmente un ex partner che non accetta la rottura della relazione vissuta come immotivata o comunque ingiusta. Lo stalker "risentito" vuole danneggiare, far soffrire la vittima (l'ex partner), svilendone l'immagine, rovinando oggetti di sua proprietà o arrivando ad attacchi diretti (sia verbali che fisici). Le motivazioni logiche e razionali con lui sono del tutto vane poiché egli è profondamente convinto di aver subito un torto inaccettabile.

Il "bisognoso d'affetto": presenta carenze affettive o una fragilità psicoemotiva (che spesso sfociano in vere e proprie patologie psichiatriche). Egli non è in grado di sintonizzarsi correttamente con l'altro. Empatia, atteggiamenti di accoglienza e gentilezza sono interpretate da costoro come il segno di un interesse affettivo/sessuale. Anche la negazione esplicita da parte della vittima dell'interesse supposto non scoraggia questo tipo di stalker, poiché egli ritiene che il rifiuto sia legato a una qualche difficoltà psicologica della vittima, non certo sua, a riconoscere l'esistenza di un sentimento. Pertanto, nonostante i rifiuti, egli ritiene che, attraverso la pazienza e la determinazione, alla fine raggiungerà il suo scopo.

Il "corteggiatore incompetente": inizialmente la persecuzione messa in atto da questo tipo di stalker è blanda e può essere confusa con un maldestro tentativo di corteggiamento. Ritroviamo tra questo tipo di stalker il vicino di casa, il collega di lavoro, il conoscente che con i suoi reiterati ed inopportuni tentativi di aggancio generano malessere, ansia e timore per la propria incolumità nel destinatario; attenzioni né richieste né incentivate. Si tratta dello stalker forse più facile da gestire: impulsivo e assillante nella fase iniziale, appare meno determinato nel tempo e, in assenza del riscontro atteso da parte della vittima, tende a stancarsi abbastanza in fretta.

Il "respinto" è generalmente un ex che oscilla tra il desiderio di ristabilire la relazione e quello di vendicarsi per l’abbandono. Per questo tipo di stalker la persecuzione rappresenta comunque una forma di relazione in grado di rassicurarlo rispetto alla perdita totale della persona amata, percepita come intollerabile. Costoro non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima.

Il "predatore": è forse lo stalker più pericoloso, dal momento che il suo scopo primario è riuscire ad avere rapporti sessuali con la vittima che egli provvede a pedinare, inseguire e spaventare in vario modo. I comportamenti atti a far sentire in pericolo la vittima, ed esercitare su di essa un potere, generano in questo soggetto una irrinunciabile sensazione di esaltazione mista ad eccitazione. Questo genere di stalking assume la forma di una vera e propria "caccia alla preda" che si può indirizzare anche verso i bambini. Spesso lo stalker "predatore" è affetto da disturbi psicopatologici che interessano la sfera sessuale.

Tutti hanno in comune una caratteristica: la vittima è considerata come priva di ogni diritto e diviene solo un oggetto da “utilizzare” per soddisfare i propri bisogni. Essere stata oggetto di stalking mina ovviamente in maniera incisiva l'equilibrio della vittima, che viene violata nella sua dimensione privata. Spesso, la paura per quello che sta accadendo favorisce l’isolamento e, di conseguenza, rende più difficile chiedere aiuto. Il senso di pericolo e di insicurezza, soprattutto se reiterato nel tempo, può evolvere in una vera e propria sintomatologia nelle vittime di stalking: isolamento sociale, distacco emotivo dall’ambiente, affettività ridotta e una visione negativa del futuro sono le difficoltà che queste persone possono dover affrontare anche per molto tempo.

È bene ricordare che dal 2009 la legge tutela le vittime di stalking e punisce gli autori di atti persecutori. È fondamentale però che, prima ancora della legge, sia la vittima stessa a porsi in una condizione di protezione e tutela attraverso dei necessari accorgimenti: se ci si trova da sole con lo stalker (cosa che andrebbe sempre evitata) è molto importante evitare di urlare o imprecare, poiché la rabbia potrebbe essere interpretata come passione.

Dal momento che anche un sorriso però potrebbe essere inteso come un segno di affetto, bisognerebbe assumere un comportamento caratterizzato da una fredda calma. Soprattutto se si tratta di una persona che ha bisogno di cure, le risposte possono essere completamente fraintese, tanto che anche la restituzione di un regalo, una risposta negativa a una telefonata o a una lettera vanno evitate. La vittima dovrebbe interrompere il prima possibile anche i contatti indiretti (rendendo tutti i profili sui social visibili solo agli amici e non pubblici e bloccando il numero dello stalker nella rubrica del telefono) in modo da non alimentare, anche se inconsapevolmente, il comportamento persecutorio, favorendone un crescendo devastante.

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