Campania, Pecoraro: "Il patriarcato non è sconfitto, lo dimostra la realtà"
"Affrontare la violenza di genere intervenendo sulle condizioni culturali che la rendono possibile"
Redazione Irno24 20/08/2026 0
Sono cinque le donne uccise tra il 15 e il 18 agosto. L’Osservatorio nazionale di Non Una Di Meno - nel suo aggiornamento dell’8 agosto 2026 - registrava già 40 femminicidi, almeno 79 tentati femminicidi e ulteriori casi di violenza letale ancora in fase di accertamento. Un quadro che restituisce la dimensione strutturale di un fenomeno che non può essere affrontato soltanto come un’emergenza.
"C’è ancora chi sostiene che il patriarcato sia stato sconfitto, che non esista più e che appartenga a un passato ormai superato. Io penso che sia sufficiente guardare la realtà per capire quanto questa narrazione sia distante dalla vita concreta delle donne. Il controllo, il possesso, la sopraffazione e la negazione della libertà sono ancora presenti nella nostra società e, nei casi più estremi, possono trasformarsi in violenza e morte".
A dirlo è Claudia Pecoraro, Assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania, che richiama il dibattito pubblico nazionale alla necessità di affrontare la violenza di genere non soltanto dopo che è stata consumata, ma intervenendo sulle condizioni culturali e sociali che la rendono possibile. "La Regione Campania farà sempre la propria parte. Ma questa battaglia non può essere lasciata soltanto alle istituzioni regionali. Mi rivolgo a tutte le amministratrici e a tutti gli amministratori: abbiamo il dovere di costruire città sicure, attraversabili e vivibili per tutte e tutti, in ogni quartiere e a ogni ora.
Le Pari Opportunità non possono essere una delega secondaria né una politica da affrontare separatamente: devono essere trasversali a ogni scelta politica e amministrativa, dall’urbanistica alla mobilità, dai servizi sociali alle politiche abitative, dall’educazione alla sicurezza. Questo si traduce in centri antiviolenza adeguatamente finanziati, servizi territoriali forti, personale formato, protezione per chi denuncia, autonomia economica e abitativa e una prevenzione capace di intervenire prima che la violenza diventi irreversibile. Al centro deve esserci anche la cultura. Educazione sessuo-affettiva, consenso, rispetto dei confini, libertà e capacità di riconoscere la violenza devono entrare stabilmente nei percorsi educativi.
Non possiamo pretendere di cambiare la società senza mettere in discussione i modelli culturali attraverso i quali bambine, bambini, ragazze e ragazzi imparano a vivere le proprie relazioni. Non possiamo aspettare la prossima vittima per tornare a indignarci. Dobbiamo fare rumore, pretendere risposte e costruire comunità nelle quali nessuna donna venga lasciata sola. La libertà non si concede. Si difende. Si garantisce. Si rivendica. E questa battaglia la dobbiamo combattere insieme".
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Salerno, inaugurazione Polo della Carità il 29 Novembre
Martedì 29 novembre, alle ore 12:30, presso il salone delle conferenze della Caritas Salerno, in via Bastioni 4, sarà inaugurato il Polo della Carità, nato per dare ristoro ai fratelli bisognosi. La struttura, che sorge all’interno dello stabile dove hanno sede gli uffici della Caritas, ospiterà un dormitorio maschile e femminile per i senza fissa dimora, il centro diurno e il servizio doccia per gli ospiti del dormitorio.
A inaugurare l’opera sarà S.E. Mons. Andrea Bellandi, arcivescovo metropolita di Salerno. Saranno presenti don Carmine Schiavone, delegato della Caritas regionale, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, Paola De Roberto, ed autorità civili e militari.
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Gioco illegale online, l'allarme degli esperti: "Serve una risposta europea"
Il gioco illegale continua a rappresentare una delle principali sfide per le autorità di controllo italiane. A ribadirlo è stato Mario Lollobrigida, Direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha spiegato come il fenomeno dell’illegalità nel settore si concentri oggi soprattutto sul canale online, mentre quello fisico appare più contenuto rispetto al passato.
Una trasformazione che rende ancora più complesso il lavoro delle autorità, considerando che molti operatori non autorizzati hanno sede all’estero e risultano difficilmente raggiungibili dalle attività investigative italiane. Il Direttore ADM ha spiegato come l’Agenzia continui a contrastare il fenomeno attraverso il blocco e inibizione dei siti online irregolari. Tuttavia, la diffusione dei cosiddetti “siti gemelli” rende l’azione particolarmente complicata: una volta oscurato un portale, ne compare rapidamente un altro con un dominio differente ma con caratteristiche analoghe. Un meccanismo che consente agli operatori illegali di aggirare i controlli e mantenere attivi i propri servizi.
Una piaga che ha bisogno di un’impostazione non solo nazionale, ma di un intervento a livello sovrastatale, possibilmente comunitario, dal momento che i tentativi di interrompere i flussi di denaro diretti verso le piattaforme non autorizzate si sono spesso scontrati con limiti normativi e ostacoli tecnici che hanno ridotto l’efficacia degli interventi. La strada prioritaria è dunque la creazione di un coordinamento europeo capace di unire autorità di regolazione, organismi di controllo e piattaforme digitali, con l’obiettivo di rafforzare la lotta ai siti illegali e limitarne la visibilità sui motori di ricerca e sui social network.
Il tema assume un peso particolare in una regione come la Campania, dove il mercato del gioco continua a registrare numeri molto elevati. Secondo una rielaborazione dell’associazione Libera sui dati del Ministero dell’Economia, nel 2025 il volume di denaro destinato al gioco d’azzardo nella regione ha superato i 21,5 miliardi di euro, con una crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente. La Campania è oggi la seconda regione italiana per raccolta complessiva, alle spalle della Lombardia, con una spesa media annua pro capite di 3.868 euro. A livello provinciale il primato spetta a Napoli con 11,4 miliardi di euro movimentati, seguita da Salerno con 4,1 miliardi e da Caserta con 3,7 miliardi.
Numeri che evidenziano l’importanza economica del comparto ma che, allo stesso tempo, mostrano quanto il settore possa attirare l’interesse della criminalità organizzata e degli operatori illegali. Per questo è cruciale il tema della tutela dei consumatori. Specie in un periodo in cui molti utenti finiscono sui siti non regolamentati senza una reale consapevolezza dei rischi, spesso attratti da bonus aggressivi e da piattaforme graficamente molto simili a quelle autorizzate, oltre a coloro che scelgono di rivolgersi a operatori illegali in maniera deliberata. Per questo è fondamentale affiancare alle attività di prevenzione e informazione un approccio repressivo più incisivo. In Italia e all’estero.
Salvatore Riela 31/12/2025
In Campania sostegno alla vita indipendente delle persone con disabilità
La Regione Campania ha avviato una nuova iniziativa dedicata alla promozione dell’autonomia e dell’inclusione delle persone con disabilità, attraverso un avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali. L’obiettivo è favorire la vita indipendente e rafforzare le reti di supporto presenti sul territorio, valorizzando il ruolo degli Enti che operano nel sociale.
Con apposito decreto dirigenziale, l’amministrazione regionale ha aperto una manifestazione di interesse rivolta agli Enti del terzo settore, alle fondazioni e alle federazioni impegnate da sempre nel sostegno alle persone con disabilità. Possono partecipare le organizzazioni regolarmente iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e con una comprovata esperienza maturata negli ultimi anni.
L'obiettivo è raccogliere proposte progettuali capaci di rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone con disabilità, promuovendo percorsi personalizzati di autonomia e inclusione sociale, in collaborazione con gli Enti di riferimento. Per il finanziamento dei progetti selezionati è stata prevista una dotazione complessiva di 60.000 euro per l’annualità 2025. Le organizzazioni interessate sono state chiamate a presentare la propria candidatura entro una scadenza definita.
Il concetto di vita indipendente rappresenta un pilastro fondamentale delle politiche sociali più avanzate. Non si tratta soltanto di garantire assistenza, ma di creare le condizioni affinché le persone con disabilità possano scegliere come vivere, partecipare attivamente alla comunità e sviluppare le proprie capacità in modo autonomo. Pur con risorse limitate, l’iniziativa assume un forte valore simbolico e operativo. Il coinvolgimento del terzo settore permette di intercettare competenze, esperienze e buone pratiche già radicate nei territori, favorendo la nascita di progetti innovativi e collaborativi. Si tratta di un passo ulteriore verso una società più inclusiva, in cui l’autonomia delle persone con disabilità diventa un obiettivo condiviso e concreto.