Comuni e aziende bio al Cibus di Parma con Confagricoltura Salerno

L'evento ha riservato un’attenzione particolare al ruolo dei prodotti Dop e Igp

Redazione Irno24 06/05/2022 0

C’è anche una qualificata rappresentanza delle produzioni biologiche della provincia di Salerno a Cibus, la fiera internazionale dell’agroalimentare italiano in corso di svolgimento a Parma. Per iniziativa di Confagricoltura Salerno, stanno avendo l’opportunità di incrementare il proprio business e sviluppare nuove relazioni commerciali dieci aziende, le cui produzioni bio spaziano dal pomodoro in vetro alle uova, dal pesto di rucola ai pomodori datterini e alle confetture di fragole, dall’olio evo alle castagne, dai prodotti sott’olio ai formaggi di capra.

L’edizione 2022 di Cibus ha riservato un’attenzione particolare al ruolo dei prodotti Dop e Igp negli assortimenti. “La nostra provincia - spiega Carmine Libretto, direttore di Confagricoltura Salerno - può vantare ben 16 prodotti tra Dop e Igp, ma solo 9 hanno consorzi di tutela e di questi solo 5 hanno sede in provincia di Salerno. Finora, tranne qualche eccezione, si è fatto davvero poco per promuoverli e valorizzarli. Non si è riusciti a sfruttare appieno le potenzialità delle Dop e delle Igp per incrementare il reddito dei produttori e l’economia dei territori che hanno il privilegio di fregiarsi di questi marchi di tutela”.

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Redazione Irno24 03/11/2023

Pagamenti online, numeri importanti anche per la Campania

Pagare con un click, con una app, oppure direttamente con il volto, in un processo che sembra uscito fuori da un film di fantascienza. I modi per pagare online sono ormai in continua trasformazione e hanno cambiato abitudini e modi di fare degli utenti, ma anche delle aziende. La parola chiave, in questo senso, è contactless, una nuova modalità che era già in uso prima del 2020, ma che poi è letteralmente esplosa in seguito alla pandemia.

Se nel 2019, infatti, solo il 46% delle transazioni avveniva via POS, nell’autunno del 2021 la percentuale è salita al 74%. Lo dice l'ultimo Osservatorio di SumUp, una fintech che offre soluzioni di cashless e pagamenti digitali, che sottolinea proprio il ruolo della Campania in questo sviluppo. La nostra regione è infatti al primo posto, con il 74,8% di pagamenti contactless nel 2021, davanti a Calabria e Molise, rispettivamente al 74% e al 72%.

“Pagare con smartphone è, infatti, quanto mai veloce - ha spiegato Umberto Zola, Country Growth Lead Italia di SumUp - oltre che comodo, essendo uno strumento che si ha sempre a portata di mano e che difficilmente, al contrario del portafoglio, si dimentica a casa”.

Altre soluzioni innovative sono quelle che consentono di pagare utilizzando criptovalute digitali, codici QR oppure token, sfruttando il riconoscimento facciale e biometrico, oppure utilizzando app. Un caso a parte è invece quello dei pagamenti sulle piattaforme di gioco. StarCasinò ha sviluppato un nuovo sistema di pagamento sfruttando l’opzione di MyBank, un provider di e-payment che consente di depositare e ricevere somme di denaro attraverso il proprio portale online di home banking.

Non è questo l’unico caso di innovazione per i pagamenti nel mondo del gambling, dove si sono diffusi da tempo gli e-wallet, ovvero i portafogli elettronici (come ad esempio Skrill), oppure voucher prepagati sul modelli di Neosurf, che offre agli utenti la possibilità di effettuare transazioni senza rivelare i dati della propria carta di credito. Metodi sicuri, trasparenti e soprattutto innovativi, che semplificano la vita degli utenti e rendono più facili i pagamenti. Il tutto all’insegna della tecnologia e del digitale. Perché niente sarà più come prima. Neanche pagare un caffè al bar.

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Redazione Irno24 25/02/2021

Antonio Ferraioli eletto Presidente di Confindustria Salerno

Questa mattina ha avuto luogo l’Assemblea dei Soci di Confindustria Salerno che ha eletto Antonio Ferraioli Presidente per il quadriennio 2021-2025. Antonio Ferraioli è Presidente e Amministratore Delegato de La Doria S.p.A, gruppo italiano leader nel settore delle conserve alimentari vegetali con sede principale ad Angri (Salerno).

Rinnovata anche la squadra dei Vice Presidenti: Vito Cinque - Il San Pietro Hotel di Positano; Pierluigi Pastore - Meditel s.r.l. di Salerno; Stefania Rinaldi - Rinaldi Group srl di Giffoni Valle Piana; Antonio Sada - Antonio Sada & Figli s.p.a. di Pontecagnano Faiano; Velleda Virno - Di Mauro Officine Grafiche s.p.a. di Cava de’ Tirreni. A questi si aggiungono i Vice Presidenti istituzionali: Lina Piccolo, in qualità di Presidente del Comitato Piccola Industria, e Marco Gambardella, in qualità di Presidente del Gruppo Giovani imprenditori.

“Termino il mio incarico - ha sottolineato il Presidente uscente Andrea Prete - con la consapevolezza che sono stati anni ricchi di sfide che ci hanno visto al fianco delle imprese rappresentandone le istanze ma anche, e soprattutto, i progetti e le ambizioni.

Abbiamo costruito un proficuo dialogo con le Istituzioni che ha portato a risultati importanti. Ricordo, in particolare, la forte sinergia che ha caratterizzato, ad avvio dell’emergenza pandemica, i rapporti con la Prefettura di Salerno nella complessa gestione dei codici Ateco. Lascio il timone nel momento storico più complesso per la nostra provincia, per il Paese e per il mondo intero, per cui il mio unico auspicio è un in bocca al lupo a tutti noi”.

“Ringrazio i soci per la fiducia riposta in me e nella squadra che mi affiancherà – ha dichiarato Ferraioli – Raccolgo il testimone per guidare l’Associazione con grande senso di responsabilità. Non è solo il momento che viviamo a rendere arduo questo compito ma il contesto generale in cui, da sempre, si muove chi fa impresa.

L’azienda è una comunità, un insieme di persone: azionisti, dipendenti, fornitori, clienti che hanno obiettivi comuni e che partecipano ad un processo condiviso di innovazione, ricerca, creazione di ricchezza, scoperta. Un sistema di valori che produce una “cultura” portatrice di benessere e coesione sociale. Questi saranno i valori portanti del quadriennio che mi appresto a vivere, le direttrici lungo le quali muoveremo le nostre azioni. Come dicevano i latini, per aspera ad astra”.

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Redazione Irno24 27/06/2022

Segna +18% l'export agrolimentare campano, metà da provincia di Salerno

Il calo delle restrizioni anti-Covid coincide con una crescita dell’export di cibo campano nel mondo. È quanto afferma Coldiretti Campania in base ai dati Istat del primo trimestre, con il sistema agroalimentare regionale che segna un +18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, tre punti percentuali in meno della media nazionale.

Complessivamente, l’export agroalimentare nei primi tre mesi dell’anno supera 1,2 miliardi di euro, con performance diverse nelle province campane. Quasi la metà dell’export arriva dalla provincia di Salerno, mentre un terzo della produzione alimentare si concentra nel napoletano. Ma, mentre la provincia partenopea cresce del 32% in esportazioni, quella di Salerno è la più lenta con solo il 6%.

Nelle province interne, nonostante i valori assoluti più bassi, si registra una interessante vivacità tra il casertano e il beneventano, che vedono una crescita rispettiva del 38% e del 41%, mentre la provincia di Avellino si ferma al +13%. I prodotti che trascinano l’export agroalimentare campano sono soprattutto la quarta gamma, l’ortofrutta, la pasta, il pomodoro da industria, il latte e la mozzarella di bufala. Anche il vino e l’olio si affacciano sempre più sul mercato mondiale, dove devono reggere la sfida della qualità contro competitor agguerriti.

“Questi dati – commenta Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania – sono uno spiraglio di luce, ma purtroppo la preoccupazione resta tutta. Il 2022 sarà un anno spartiacque su cui misureremo la tenuta del sistema regionale, dentro un quadro nazionale ed europeo fortemente condizionato dall’esplosione dei costi di produzione.

Mentre da una parte ci inorgoglisce la domanda crescente di cibo prodotto nella nostra regione, dall’altra dovremo fare i conti già in autunno con gli effetti negativi del caro energia e delle oscillazioni dei prezzi di mercato. La guerra in Ucraina e la guerra dell’energia rischiano di mettere piombo nelle ali ad uno dei settori bandiera del made in Italy.

Ci aspettano due grandi problemi da affrontare a breve, che la guerra ci ha messo davanti: l’urgenza di puntare alla sovranità alimentare, mettendo in sicurezza il nostro Paese, e la necessità di rispondere alla domanda crescente di cibo campano e italiano nel mondo. Tenere in piedi questo equilibrio, nel pieno di una tempesta economica e climatica, sarà la più grande prova che ci troveremo ad affrontare”.

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